Mansfield Park – [Jane Austen]

Mansfield Park

Trama: Il mondo descritto da Jane Austen non varca mai i limiti della vita e degli ambienti da lei direttamente conosciuti, rinuncia ad avventurarsi nel fantastico o nell’ignoto. Eppure, il suo fine tocco ironico, la sua prosa elegante e fredda, la sottigliezza con cui analizza e descrive i conflitti tra esigenze morali e psicologiche conferiscono alla sua narrativa una non comune complessità e collocano l’autrice tra i più grandi nomi del romanzo inglese.

«Per quanto fosse timida, ansiosa, dubbiosa, era tuttavia impossibile che una tenerezza come la sua non le presentasse in alcuni momenti il miraggio di una grande speranza, anche se doveva lasciare in serbo per un momento futuro la gioia di rivelargli tutta la deliziosa, sbalorditiva verità.»

La mia recensione
Non conoscevo questo romanzo di Jane Austen e devo ammettere che non mi ha molto entusiasmato. La protagonista è una ragazzina che viene da una famiglia molto povera e ha davanti all’occasione della vita: andare a vivere nella famiglia della zia ricca, potendo così acquisire un’istruzione e conoscere un mondo completamente diverso.

Purtroppo spreca ogni minima occasione che si presenta, mostrandosi al mondo con una personalità remissiva e molto timida. Per lei ciò che pensano gli altri è più importante delle sue emozioni ed è disposta a fare qualsiasi cosa per accontentare quelli che la circondano. Fanny non capisce realmente i sentimenti come l’amore e l’odio, poiché sopprime sempre le emozioni più forti preferendo rimanere calme a tranquilla. Il suo interessamento per Edmund deriva dalla disponibilità che il ragazzo dimostra nei suoi confronti.

Anche gli altri personaggi non riescono a suscitare le simpatie del lettore. Mary Crawford, che dovrebbe rappresentare l’antitesi della protagonista, è troppo vanesia e scostante. Lei vive le sue emozioni, senza preoccuparsi troppo di apparire come una ragazza impulsiva. Quando si ritrova a doversi scontrare con la moralità dell’epoca non si fa troppi problemi, esprimendo liberamente le sue idee. Il problema con questo personaggio risiede proprio qui: i pensieri di Mary non sono molto profondi, sembra quasi che ripeta certe frasi solo per distinguersi dagli altri.

I personaggi maschili non hanno molta fortuna, anche perché a loro non è dedicato molto spazio. Si collocano più sullo sfondo della vicenda, ritornando in primo piano solo quando Fanny dedica la sua attenzione a loro. Henry Crawford potrebbe essere l’unico che si distingue, ma la sua incostanza lo rende poco credibile. Vorrebbe dimostrarsi migliore e superiore rispetto agli altri ragazzi, ma appare solo come un approfittatore, che segue le mode o le idee più brillanti del momento.

La storia è però ben scritta e molto scorrevole, si arriva all’ultimo capitolo senza che nessun frammento della trama sia stato tralasciato. La conclusione è un po’ triste ma ideale per come è presentata l’intera vicenda.

Consigliato a: chi apprezza i romanzi classici con l’eroina bisognosa di essere salvata.

Voto:

Titolo: Mansfield Park
Autore: Jane Austen
Editore: Garzanti
ISBN: 8811362911, 9788811362913
Lunghezza: 485 pagine

Bookrepublic

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