I fiori del male – [Charles Baudelaire]

I fiori del male

Trama: Eccezionale monumento della lirica ottocentesca, I fiori del male continuano a proporsi come sorgente primaria dell’ispirazione poetica contemporanea. Le inesauribili suggestioni della nascente modernità sono distillate in versi sublimi e conturbanti, capaci di esplorare le regioni del sogno e del soprannaturale. Rigore formale ed effervescente invenzione linguistica convivono in una retorica poetica che molti commentatori hanno avvicinato, per intensità e perfezione, al linguaggio mistico. Con una novità: i poeti di oggi che ritraggono in dieci parole chiave i grandi classici della poesia.

La mia recensione
A prima vista potrebbe sembrare una raccolta di poesie, che attraversa i vari stati d’animo del poeta in varie situazioni. “I fiori del male” contengono però molto più di questo. Ogni poesia evoca delle immagini forti e incisive, che riescono a trasmetterti cosa doveva provare Baudelaire al momento di scriverle. Sembrano create di getto, ma la struttura di ogni singola frase nasconde uno studio sui termini utilizzati per ottenere l’impatto maggiore sul lettore.

Subito all’inizio della raccolta ritroviamo due composizioni esemplari. Per prima leggiamo l’Albatro, che descrive lo stato d’animo del poeta nei confronti dei suoi coetanei. La sensazione di diversità rispetto agli altri è sottolineata in ogni verso. Anche nei Fari ritroviamo questa sensazione, in cui però al centro della scena ritroviamo le grandi personalità del passato in ogni ambito culturale. Che si tratti di un pittore o di uno scultore, Baudelaire trova una caratteristica che li distingue dagli altri.

In alcune poesie si ritrovano anche alcune affermazioni brutali che non lasciano via di scampo all’interpretazione. Un esempio chiaro è quello contenuto in Orologio:

Ricordati che il Tempo è un giocatore avido che vince senza barare, a ogni colpo. È la legge.

In questi casi il poeta è lapidario, vuole colpire il lettore con la sua affermazione e non teme di essere troppo diretto.
Di tutt’altro genere sono invece i quadri parigini, che abbandonano l’atmosfera fosca e decadente della prima parte per cercare uno sfogo tramite l’ambiente circostante. Il Paesaggio è quella che mi ha colpito di più, in cui troviamo il susseguirsi delle stagioni e il tentativo del poeta di sottrarsi ai suoi pensieri tramite la lettura. La primavera è innalzata addirittura a uno stato d’animo, in cui si potrebbe trovare l’equilibrio e la voglia di vivere.

Ma anche in questo caso il tema dello Spleen, che rappresenta il malessere del poeta, prevale. La sua angoscia esistenziale riesce a turbarlo profondamente, quasi intrappolandolo senza lasciargli scampo. La sua sola possibilità è di esprimere il proprio malessere con la poesia, evocando sempre la morte:

intanto in un mazzo di carte dall’odore nauseante, lascito fatale d’una vecchia idropica, il bel fante di cuori e la regina di picche chiacchierano sinistramente dei loro amori defunti

Consigliato a: chi rimane affascinato dalle poesie .

Voto:

Titolo: I fiori del male
Autore: Charles Baudelaire
Editore: Giunti Demetra
ISBN: 884404191X, 9788844041915
Lunghezza: 160 pagine

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