I fratelli Karamazov – [Fyodor Dostoyevsky]

I fratelli Karamazov

Trama: I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell’ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma Smerdakov confessa a Ivan di essere lui il colpevole, poi si impicca. Mitja viene condannato ai lavori forzati, Ivan è colpito da una febbre cerebrale, Alesa riprende con alcuni giovani la via della spiritualità.

La mia recensione
Ci troviamo di fronte a un libro complesso e molto lungo, in cui sono affrontati diversi temi, uno più importante dell’altro. Ogni personaggio all’interno della storia ha un compito ben preciso, che scopriremo solo con l’evoluzione della vicenda. Il tutto è incentrato sulle vicende personali di una famiglia, guida da un padre dissoluto, veramente volgare e senza scrupoli. Quest’uomo sarà anche la causa scatenante della sua tragedia finale che coinvolgerà i suoi figli, Dmitrij, Ivan e Aleksej.

Saranno proprio i tre giovani personaggi a intavolare le discussioni più caratteristiche del libro, con le loro riflessioni sulla condizione dell’uomo, sul rapporto tra religione e laici e sulla giustizia.

Con Dmitrij approfondiamo lo scontro generazionale tra padre e figlio, attraverso litigi spesso violenti. Tramite le sue vicende l’autore ci mostra come l’uomo possa migliorasi, iniziare una nuova vita se comprende i suoi errori del passato. E’ molto attaccato ai vizi umani

Ivan invece è una persona più chiusa in se stessa, i cui dialoghi con il resto del mondo assomigliano sempre a dei soliloqui, in cui il personaggio esprime in un colpo unico le sue idee. Non contempla altre visioni della vita se non le sue, nonostante sia molto intelligente e disposto a comprendere al meglio il mondo che lo circonda. E’ molto scettico sulla religione, nonostante cerchi sempre un possibile appiglio per aggrapparsi a essa nei momenti di difficoltà.

Per ultimo troviamo il giovane Aleksej, che invece incarna tutte le buone qualità dell’animo umano. Fedele e leale, è sempre dolce con quelli che lo circondano. Lui è prettamente un uomo di fede, disposto a qualsiasi sacrificio per trovare le risposte sulla condizione umana attraverso la religione.

Attraverso le vicende personali di questi personaggi scopriamo la vita nelle campagne dell’epoca, in una situazione di povertà e ignoranza, con gli abitanti che si aggrappano alla fede come unica salvezza. La loro condizione è contrapposta al gruppo di intellettuali di città, che invece impiegano il loro tempo a riflettere sul rapporto tra stato e religione, circondati però dagli agi e senza problemi di alcuna sorta. La classe politica e giudiziaria appare più sullo sfondo, quasi messa in secondo piano per non intralciare troppo la narrazione.

Il libro è ricco di figure evocative, descritte per suscitare un grande impatto sul lettore, come dimostra anche il finale stesso.

Consigliato a: chi vuole leggere un classico complesso sul rapporto tra uomo e la religione.

Voto:

Stelle

Titolo: I fratelli Karamazov
Autore: Fyodor Dostoyevsky
Editore: Einaudi
ISBN: 8806179160, 9788806179168
Lunghezza: 1081 pagine

GoodreadsBookrepublic

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