Carson di Venere – [Edgar Rice Burroughs]

Carson di Venere

Trama: Coperto da un impenetrabile manto di nubi e avvolto nel mistero, Venere è l’ultimo luogo dove Carson Napier vorrebbe finire… ma un fatale errore di rotta lo condanna al naufragio sul temuto pianeta. Dietro le nebbie di Venere si apre però davanti ai suoi occhi uno scenario inimmaginabile, fra vasti oceani inesplorati e immense foreste, dove uomini alati si librano fra le cime svettanti di favolose città e mostruose creature d’incubo si annidano nell’ombra, pronte a colpire. Catturato dai nativi, Carson deve affrontare ogni sorta di peripezie, dall’insidiosa Sala delle Sette Porte agli orrori di Kormor, la Città dei Morti. Attaccato da uomini-bestia e imprigionato da scienziati privi di scrupoli, dovrà combattere senza tregua non solo per sopravvivere, ma perché la bellissima principessa che Carson ha giurato di servire è anche la donna di cui si è perdutamente innamorato… in questo leggendario ciclo del creatore di Tarzan e di John Carter trionfa la fantascienza avventurosa.

La mia recensione
E’ uno strano libro di fantascienza, ambientato sul pianeta Venere, che ricorda molto le avventure di un esploratore.

Tra alieni simili agli umani e mostri terrificanti, il nostro protagonista dovrà affrontare i pericoli di Venere. Riuscirà a sopravvivere con la sua sola intelligenza e il suo coraggio? Fin dalle prime disavventure si capisce subito la risposta, poiché Carson è aiutato da una fortuna sfacciata che riesce a fargli incontrare le persone giuste al momento più utile. Riesce a costruirsi una sua vita sul pianeta, trovando l’amicizia e l’amore, abbandonando così ogni speranza di fare ritorno alla Terra.

L’unica nota stonata del romanzo è la facilità con cui sono instaurati i rapporti con una civiltà diversa. Superato con pochi cenni l’ostacolo iniziale della lingua, le interazioni con gli abitanti di Venere sono semplici e in discesa. Grazie a pochi insegnamenti Carson interagisce con questa civiltà a lui così estranea, senza perdere di vista la sua cultura terrestre.

La struttura della narrazione è ben strana. I primi capitoli sembrano totalmente fuori luogo rispetto al resto della storia, come se fossero un’idea iniziale, poi accantonata per lasciare spazio alle avventure su Venere. La fisica utilizzata per descrivere il viaggio dell’astronave è alquanto bizzarra e irreale, rendendo quasi comica la descrizione ai nostri occhi. All’epoca di quando è stato scritto il romanzo, nel 1932, sarà sembrato stupefacente.

Il ritmo è abbastanza serrato, lasciando ben pochi spazi a riflessioni interiori del protagonista. Carson si abitua quasi subito a vivere su un pianeta differente, mettendo così in mostra il suo lato coraggioso e di avventuriero.

Nonostante la vicenda si svolga lungo un arco temporale molto lungo, a noi sembra che tutto abbia luogo nello spazio di pochi giorni. Per alleggerire la narrazione sono state infatti rimosse tutte quelle parti descrittive, relegandole a uno spazio limitato. Così facendo però si perde un po’ il fascino di scoprire insieme al protagonista un pianeta alieno, così come immaginato secondo la fantasia dell’autore.

Consigliato a: chi vuole esplorare il Sistema Solare alla ricerca di avventure.

Voto:

Stelle 3

Titolo: Carson di Venere
Autore: Edgar Rice Burroughs
Serie: Carson di Venere [1-2]
Editore: Nord
ISBN: 8842904244, 9788842904243
Lunghezza: 350 pagine

Goodreads

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