Memorie di un vecchio giardiniere – [Reginald Arkell]

Memorie di un vecchio giardiniere

Trama: Nato sul finire dell’era vittoriana, Bert Pinnegar è un orfanello goffo e impacciato con una gamba più lunga dell’altra. Dopo aver trascorso l’infanzia tra i campi a raccogliere fiori selvatici e a evitare contadini arrabbiati, a quattordici anni Bert inizia il suo apprendistato come giardiniere di una nobile dimora e, nel corso degli anni, ne diventa il leggendario capo giardiniere soprannominato “Il Vecchio Gramigna”. La sua fama valica i confini della tenuta, egli è il giudice più stimato in qualsiasi competizione florovivaistica nonché il mago delle coltivazioni più bizzarre: le sue fragole in Aprile sono proverbiali, così come alcune varietà di fiori dai colori inimitabili, frutto di un’attenta e puntigliosa cura che lo porta spesso ad ingaggiare vere e proprie dispute sulla fioritura delle begonie. Inframmezzato da piccole perle di saggezza sulla cura delle piante, questo romanzo è non solo un intelligente e comico ritratto di un personaggio che ricorderà ai lettori il maggiordomo Jeeves, ma anche un omaggio tenero e nostalgico alla vita di campagna e all’arte del giardinaggio visti attraverso settant’anni di cambiamenti sociali.

La mia recensione
Se amate i fiori e le piante, allora troverete uno spirito affine nel protagonista di questa storia. Percorreremo la trama del libro, scandita dalle stagioni di un giardino fiorito e sempre curato nei minimi dettagli, e la crescita del protagonista da bambino emarginato a saggio anziano. Seguiamo i primi rozzi esperimenti di Herbert, che trova nei fiori un vero e proprio sbocco professionale.

Effettivamente ha una vera e propria abilità con le piante e riesce a rendere semplice anche la coltivazione delle fragole precoci. I fiori che coltiva non sono troppo strani o rari, a parte qualche eccezione, ma la passione che ci mette è veramente grande. I suoi studi non sono molto tecnici, ma si basano sull’esperienza pratica e sugli anni di lavoro. Herbert affronta tutti i passaggi della gavetta e viene promosso solo grazie al suo impegno quotidiano. Non si può certo dire che faccia carriera per le sue conoscenze, perché lui è un figlio adottato da gente semplice. Il rapporto che però si stabilisce con la padrona della Villa in cui lavora è molto tenero, mostrandoci così un lato inaspettato di questo giardiniere tutto d’un pezzo.

La scrittura è scorrevole, raccontata sempre dalla voce narrante di Herbert. Scopriamo così le sue avventure e i suoi sentimenti, sia nei momenti di gioia che in quelli di tristezza. Mi piace il suo atteggiamento molto pratico nella vita di tutti i giorni. Secondo Herbert la cosa più importante è fare bene il proprio lavoro, assecondando i padroni della Villa, ma senza lasciargli commettere degli sbagli. Il suo incontro con i giardinieri alle fiere e ai convegni gli rivela un mondo vasto e diverso rispetto al suo paesini di campagna, ma nonostante questo non inspira in lui la voglia di viaggiare. Lui si accontenta di coltivare le sue piante e di rendere il giardino sempre più bello e ordinato e soffre se non riesce a svolgere al meglio il suo lavoro. Non si può che ammirare questo spirito così mite ma allo stesso tempo in grado di coltivare dei fiori dalla dura terra ghiacciata.

Consigliato a: chi adora osservare i fiori sbocciare.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Narrativa
Titolo: Memorie di un vecchio giardiniere
Autore: Reginald Arkell
Lunghezza: 137 pagine
Edizione: Copertina flessibile
Ebook
Editore: Elliot

Goodreads

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