Il racconto dell’Ancella – [Margaret Atwood]

Il racconto dell'Ancella

Trama: In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Le poche donne in grado di avere figli, le “ancelle”, sono costrette alla procreazione coatta, mentre le altre sono ridotte in schiavitù. Della donna che non ha più nome e ora si chiama Difred, cioè “di Fred”, il suo padrone, sappiamo che vive nella Repubblica di Gilead, e che può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. Le merci non sono contrassegnate dai nomi, ma solo da figure, perché alle donne non è più permesso leggere. Apparentemente rassegnata al suo destino, Difred prega di restare incinta, unica speranza di salvezza; ma non ha del tutto perso i ricordi di “prima”…

La mia recensione
Con una sola voce narrante per la stragrande maggioranza del libro, affrontiamo una società tremenda in cui il ruolo delle donne è terrificante. Ridotte a incubatori, senza poter né leggere né scrivere, sono alla totale mercé degli uomini.

La protagonista affronta tutte le vicissitudini con una grande speranza per il futuro, quella di rincontrare i suoi cari. Ma si capisce che i suoi sogni non sono destinati ad avverarsi, visto il regime che si è instaurato in profondità nella società. La donna continua a credere nei suoi sogni, credendo con tutte le sue forze che riuscirà a riconquistare la libertà. Per la prima parte del libro segue le regole che le sono state imposte, senza crederci fino in fondo. Per lei è questione di sopravvivenza, perché ha visto cosa succede a chi si ribella. Però è un animo inquieto, che riesce a notare le incrinature del regime, i suoi punti deboli e le sue falle.

Altri personaggi sembrano essersi adattati meglio alla nuova società, ma si capisce che è solo una facciata. Dopo il progresso ottenuto negli anni, le libertà e l’emancipazione conquistata, è difficile accettare di ritornare indietro e rinunciare a tutto. Ovviamente non assistiamo a vere e proprie rivolte contro il regime, ma si capisce che la radicalizzazione non è stata così profonda. Possiamo sperare, insieme alla protagonista, che prima o poi qualcuno alzi la testa e inizi a contrastare apertamente il regime.

L’intera società, per come ci viene descritta dalla narratrice, non può resistere a lungo. La sua economia serve a sfamare una gran parte della popolazione che è inattiva, sfruttando i ribelli e le persone definite non utili alla società. Il cibo è razionato, mentre alcune comodità sembrano non mancare mai, come la benzina o l’elettricità. Quello che manca però è la vivacità della popolazione, che rende le città piatte e tristi.

L’ultimo capitolo è però quello che da il colpo di grazia alla vicenda, gettando una nuova luce su tutti gli avvenimenti precedenti.

Consigliato a: chi vuole riflettere sul ruolo della donna nella società.

Voto:
Stelle 5

Genere:
Fantascienza
Titolo: Il racconto dell’Ancella
Autore: Margaret Atwood
Lunghezza: 313 pagine
Edizione: Copertina rigida
Copertina flessibile
Editore: Mondadori

Goodreads

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5 pensieri riguardo “Il racconto dell’Ancella – [Margaret Atwood]

    1. Pensa che invece la Atwood si è ispirata alla dottrina puritana per scrivere il libro. Inoltre i riferimenti “religiosi” alla base della società descritta sono presi dal libro della Genesi. Certo, sono applicati fin troppo alla lettera…

      1. Ah non mi stupisco… Tutti i fondamentalismi portano alle medesime sciocchezze (per essere educato!). Se penso che la dottrina cattolica ha riconosciuto l’anima alle donne al concilio di Trento… Sono sempre le categorie più fragili a pagare il prezzo della scemenza.

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