Una serie di sfortunati eventi: L’ascensore ansiogeno – [Lemony Snicket]

L'ascensore ansiogeno

Trama: In questo sesto disperato episodio i fratelli Baudelaire devono vedersela con un’aringa rossa, un passaggio segreto e della gazzosa al prezzemolo. Hanno pure degli amici, ahimé, e c’è un losco individuo bugiardo che complotta contro di loro. Anche se avete preso in mano questo libro, potete sempre rimetterlo giù…

La mia recensione
Forse i fratelli Baudelaire hanno trovato qualcuno che voglia prendersi cura di loro anche se in maniera bizzarra. La coppia a cui vengono affidati è interessata alla moda e alle ultime tendenze e non gli dispiace avere degli orfani in casa.

I tre fratelli sono però interessati a ritrovare i loro amici, rapiti nel libro precedente, e di cui non si hanno più notizie. Anche se potrebbero rilassarsi in una grande casa come in quella in cui si trovano, è impossibile farli smettere di pensare. Le loro invenzioni sono il pane quotidiano della loro vita, così come il risolvere i misteri. Però anche stavolta, quando avranno bisogno di qualcuno che li aiuti, si ritroveranno davanti solo adulti che non saranno disposti ad ascoltarli.

Tra le assurdità che si ritrovano ad affrontare troviamo ancora una volta il conte Olaf. Quest’uomo ormai sta dedicando la sua esistenza a tormentare gli orfani solo per ottenere i loro soldi. Con tutti i piani malvagi che inventa ogni volta avrebbe potuto trovare come guadagnare denaro in altro modo. Considerando che però i Baudelaire riescono sempre a trovare un modo per contrastarlo, forse i suoi metodi sono troppo sbrigativi e non tengono conto dei possibili ostacoli che potrebbe incontrare.

Il finale è un po’ più triste del solito, perché i ragazzi si stanno accorgendo che se vogliono salvare la loro famiglia non devono continuare a sperare che i loro tutori siano la loro ancora di salvezza.

Consigliato a: chi rincorre sempre l’ultima moda.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Avventura
Titolo: L’ascensore ansiogeno
Autore: Lemony Snicket
Serie: Una serie di sfortunati eventi [6]
Lunghezza: 218 pagine
Editore: Salani

Goodreads

Now – [Stephan R. Meier]

Now

Trama: Attraverso fitte foreste, braccato da droni che dall’alto scandagliano i segni della sua presenza, Spark cerca di sfuggire alla sorte beffarda che il destino gli ha riservato. Prima del giorno infausto in cui suo padre morì, era uno dei cittadini privilegiati di Eden, il mondo perfetto della tecnologia, il luogo in cui le esistenze dipendono in tutto e per tutto da now, l’intelligenza artificiale avanzata sviluppata grazie ai cospicui finanziamenti elargiti dal Pentagono. Ora Spark vaga nei territori che si estendono al di fuori di Eden, privato dei suoi diritti e di qualsiasi garanzia di sopravvivenza. Qualcuno – o qualcosa – ha deciso che i segreti che ha scoperto sulla morte di suo padre devono restare sepolti ed è disposto a tutto, anche a ricorrere alla violenza più cieca, pur di raggiungere lo scopo. A Spark non resta che lottare per non soccombere, perché in gioco, oltre alla sua vita e a quella delle persone a lui più care, c’è il futuro del mondo. Un thriller adrenalinico, un sorprendente romanzo d’esordio.

La mia recensione
Se il futuro permettesse la creazione di un paradiso in cui l’umanità può divertirsi senza pensieri, cosa sareste disposti a fare pur di farne parte?

Spark non si è mai dovuto porre questa domanda, perché figlio del co fondatore di Eden, l’insieme delle comunità che hanno aiutato una porzione del genere umano a sopravvivere a un’apocalisse tecnologica. Non si è mai avventurato al di fuori del suo guscio protetto, se non per esplorare e curiosare i dintorni. Il suo senso di distacco non è dovuto a menefreghismo, ma all’idea che chiunque non sia all’interno di Eden non sia stato scelto per qualche sua pecca.

Assistiamo alle prime fasi che porteranno alla creazione di Eden, il tutto governato da un’intelligenza artificiale in grado di compiere le scelte giuste per far prosperare l’umanità. La base di partenza però è sconvolgente: non tutti avranno posto all’interno del nuovo mondo che si creerà. Solo i più virtuosi potranno essere scelti, in base a una serie di criteri che possono garantire una crescita virtuosa della comunità. E’ proprio su questa decisione, presa nei primi capitoli del libro, che la storia inizia a entrare nel vivo.

Mi è piaciuta l’alternanza su tre piani temporali, che mostra il presente, la storia di Spark e la nascita di Eden. I personaggi coinvolti nelle tre fasi sono diversi per obiettivo che vogliono raggiungere, ma servono tutti a rendere ancora più personale il racconto. Ogni punto di vista nella storia non è obiettivo ma carica le sue parole di enfasi emotiva e delle sue esperienze passate. Spark è sicuramente il protagonista della vicenda, in quanto domina tutti e tre i piani temporali, ma l’autore riesce a mostrarci come l’influenza delle azioni passate sia attiva anche sul nostro futuro.

I colpi di scena non mancano nella trama, soprattutto nella seconda parte del libro. La storia infatti raggiunge il suo culmine in pochi battiti di ciglia, quando ormai sentiamo che non è più possibile tornare indietro. E devo ammettere che il tutto è ben descritto, creando una suggestione tale che ci ritroviamo in ansia per la sorte dei personaggi a cui ci siamo affezionati.

Consigliato a: chi sogna un futuro idilliaco in cui divertirsi senza problemi.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantascienza
Titolo: Now
Autore: Stephan R. Meier
Lunghezza: 448 pagine
Editore: Fanucci Editore

Goodreads

Dominant: Dominant – [Irene Grazzini]

Dominant

Trama: Claire ha trascorso i suoi primi sedici anni sotto la Cupola, l’enorme barriera alimentata a energia geotermica che protegge la City dall’esterno, il Mondo di Fuori, una landa inospitale e pericolosa sconvolta dalla più violenta glaciazione di cui si abbia memoria. Claire è una Dominante, appartiene cioè a quella razza eletta cui spetta il merito di aver liberato la città dalla minaccia dei Recessivi. Ora il destino ha deciso di sconvolgerle l’esistenza, presentando alla porta del suo Loculo una ragazza sconosciuta, ferita, che ha bisogno di aiuto. Da quel giorno, la vita di Claire si trasforma in una fuga disperata e rocambolesca dai Vigilanti e dai loro terribili robot, i Mastini, perché quella ragazza misteriosa è una Recessiva, e aiutarla significa commettere il più grave dei reati, quello di alto tradimento. Attraverso un mondo inospitale, reso sterile dal ghiaccio e dall’odio, tra bufere di neve che sferzano enormi città e maestose rovine, Claire scoprirà che il confine tra giusto e sbagliato è più labile di quanto abbia mai creduto.
Una trama avvincente, un viaggio sorprendente in un futuro forse non così lontano.

La mia recensione
In un mondo completamente gelato, la differenza tra vivere al caldo sotto una cupola protettiva e dover sopravvivere nelle condizioni climatiche avverse è enorme. Per questo ci troviamo di fronte a due protagoniste completamente diverse, plasmate dalle esperienze di vita opposte.

Claire ha avuto una vita agiata, in cui il suo obiettivo era quello di essere un ingranaggio utile all’interno del sistema. Studiosa, interessata a comprendere i meccanismi dei vari macchinari e per niente incuriosita al mondo esterno, Claire si troverà coinvolta in una guerra di cui non sapeva nulla. La sua ignoranza su quanto sta accadendo deriva dal sistema di governo della cupola, che fa concentrare le persone su un singolo aspetto della loro vita, distogliendo così l’attenzione dal quadro generale.

Eleonor invece ha dovuto lottare fin da piccola. Conosce il ghiaccio e il freddo, la fame e la voglia di sopravvivenza che ti spinge a compiere gesti estremi. E’ focalizzata sulla sua gente e farebbe qualsiasi cosa per loro. Non si lascia coinvolgere da gesti frivoli, ma fin da subito sente un legame con Claire che neanche lei sa spiegare.

Le due ragazze fanno una scoperta dietro l’altra sia sul regime che comanda le cupole sia sul resto del mondo, ampliando così i nostri orizzonti. La società descritta dall’autrice è complessa e stratificata e si percepisce che ciò che ci è stato mostrato in questo primo libro è solo un assaggio iniziale. I dialoghi e i momenti di tensioni caratterizzano la trama, dandoci la sensazione che il tempo a disposizione dei personaggi sia limitato, senza però capire perché.

Il presente e il passato si intrecciano tramite le parole dei personaggi più anziani, che forniscono alle due ragazze indizi sul possibile legame che le unisce. Viene lasciata però a loro la possibilità di compiere l’ultimo passo e riuscire a capire da che parte stia la verità.

Consigliato a: chi non ha paura della neve e del gelo.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantascienza
Titolo: Dominant
Autore: Irene Grazzini
Serie: Dominant [1]
Lunghezza: 320 pagine
Editore: Fanucci Editore

Goodreads

Idi di marzo – [Valerio Massimo Manfredi]

Idi di marzo

Trama: Roma, inizi di marzo del 44 avanti Cristo. Caio Giulio Cesare, il pontefice massimo, il dittatore perpetuo, l’invincibile capo militare che ha assoggettato il mondo alla legge romana, è un uomo di cinquantasei anni, solo in apparenza nel pieno della sua prestanza fisica e psichica. In realtà è stanco e malato, una belva fiaccata e rinchiusa nella gabbia dei propri incubi spaventosi. La missione di cui si sente investito – chiudere la sanguinosa stagione delle guerre fratricide, riconciliare le fazioni, salvare il mondo e la civiltà di Roma – vacilla paurosamente sotto i colpi dei complotti di palazzo, orditi da chi vede in lui il tiranno efferato, colpevole, dopo lo strappo del Rubicone, di aver messo per sempre fine alla libertà della repubblica. Cesare è come paralizzato, incapace di reggere sulle spalle il peso di un potere immenso e cerca rifugio nella preparazione dell’ennesima campagna bellica, quella contro i Parti. Ma la logica politica della congiura definitiva incalza implacabile e neppure il sacrificio eroico di Publio Sestio, il più fedele legionario di Cesare, compagno di mille battaglie, che si lancia lungo le strade che portano a Roma in una spasmodica corsa contro il tempo per tentare di salvargli la vita, né la cura devota e amorevole della moglie Calpurnia, le attenzioni dell’amante Servilia e del medico Antistio riusciranno a disinnescarla. I presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso.

La mia recensione
Adoro lo stile di Valerio Massimo Manfredi, perché riesce sempre a trascinarmi nel passato, descrivendo con ricchezza di particolari qualsiasi scena, fino a renderla reale. Alle prese con un personaggio storico molto particolare, come Giulio Cesare, riesce ancora una volta a sorprendermi.

Non solo ci mostra il grande condottiero in momenti difficili ma anche con una forza incredibile, ma riesce ad accompagnare alla sua figura ingombrante una serie di personaggi secondari che riescono a rapirti il cuore. I vari attendenti di Cesare, ma anche i suoi nemici, hanno un obiettivo da raggiungere, delle passioni e un passato che li caratterizza e li rende unici. La moglie ha un ruolo marginale, che però esplode nelle pagine finali. E’ la sua compagna in tutto, pronto a sostenerlo in qualsiasi impresa, ma quando i presagi negativi si accumulano, è la prima a cercare di salvare il marito e a voler sacrificare il suo prestigio politico.

Cesare è lungimirante per quanto riguarda la politica e Roma, un po’ meno per la sua persona. Cerca sempre una soluzione pacifica, avendo stravinto sul campo militarmente. Vorrebbe espandere i confini di Roma fino a tutte le terre conosciute, ma così facendo sta dimenticando che i conflitti interni non sono del tutto sedati. Non pensa di essere invincibile, ma ha un’aria di supremazia che è difficile da ignorare. Un personaggio del genere lo si ama o lo si odia.

E’ quasi un peccato che il finale giunga troppo presto. Sappiamo già come andrà la storia, ma tra la corsa forsennata dei messaggeri che cercarono di avvisare Cesare del pericolo, contrapposta alle riunioni dei congiurati, sempre più decisi a compiere il passo decisivo, ci sentiamo di fare il tifo per i primi. L’impegno degli uomini per il loro comandante è costante e instancabile, così come ci viene descritto Cesare giorno dopo giorno. Chissà cosa avrebbe potuto raggiungere la sua vita non fosse stata stroncata così presto.

Consigliato a: chi crede che i presegi vadano ascoltati.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Idi di marzo
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Lunghezza: 261 pagine
Editore: Mondadori

Goodreads

Arabesca: Pashazade – [Jon Courtenay Grimwood]

Pashazade

Trama: Al confine tra oriente ed occidente, El Iskandryia, l’antica Alessandria d’Egitto, è un crocevia di culture e ambizioni: libera città dell’impero ottomano, luogo di intrighi e potere, dove i soldi si mescolano alla tradizione e il valore di un uomo si giudica dal suo status sociale. Collocata in un prossimo futuro ucronico in cui le due guerre mondiali non ci sono mai state, El Iskandryia è lo straordinario scenario in cui si muovono i protagonisti di Pashazade. Ashraf giunge in città in fuga da un passato misterioso per affrontare un futuro ignoto: promesso sposo di una ragazza che non ha mai conosciuto, sospettato dell’omicidio di una donna scomoda, alle prese con una nipote che non pensava nemmeno esistesse. Ashraf si ritroverà a muoversi in precario equilibrio tra i poteri che governano la città, con una voce in testa che non smette di dargli opinioni non richieste. Pashazade è il racconto avvincente di un uomo costretto a fare i conti con la propria storia e a sciogliere i nodi della propria esistenza, cercando nel frattempo di sopravvivere in una città che prospera su inganni e segreti. In Pashazade c’è tutto il necessario per soddisfare il lettore più esigente: un protagonista memorabile che si rivela nella sua complessità man mano che si procede con la lettura; un’ambientazione formidabile capace di fondere le suggestioni mediorientali con la cronaca drammatica di questi anni; un plot avvincente, a metà strada tra mistero della camera chiusa e noir urbano; una serie di comprimari che si fanno ricordare, colti all’incrocio tra oriente e occidente, in precario equilibrio tra fascinazioni tecnologiche e tradizioni millenarie.

La mia recensione
I libri di Grimwood riescono sempre a creare un’atmosfera ricca e particolare nelle città descritte e anche stavolta El Iskandryia non è da meno.

A metà strada tra un’antica città del deserto e una fortezza tecnologica, il fulcro di questa storia si divide tra ville lussureggianti, antiche case da ristrutturare e i bassi fondi in cui la musica diventa uno sfogo per evadere. La città stessa è parte integrante della trama, con i suoi vicoli in cui nascondersi e gli intrighi da discutere alla luce del sole seduti comodi tra i tavolini di un caffè.

Ashraf è un ragazzo molto complicato, nonché grande protagonista della vicenda. Sappiamo ben poco su di lui e quel poco che riusciamo a scoprire lo apprendiamo strada facendo. I protagonisti di questo autore sono sempre da scoprire e da apprezzare con lo scorrere dei capitoli. I flashback e le sue azioni nel presente riescono a creare un personaggio complesso, che anche alla fine del libro ci sembra comunque sfuggente. Ashraf non ha molto interesse per la sua famiglia a El Iskandryia, ma allo stesso tempo non può più continuare la sua vita in America. A causa delle sue azioni poco legali è in fuga, ma non sa che la città che lo ha accolto non è così gentile e benevole nei suoi confronti.

La sua famiglia più stretta è un vero mistero. Da un lato ha una zia che vorrebbe dettare legge sulla sua vita, senza neanche conoscerlo, dall’altra invece ha una nipote giovanissima che non conosce quasi nulla del mondo esterno. Eppure Ashraf si sente legato abbastanza a loro da sopportare la prima e affezionarsi alla seconda. Il suo tentativo di costruire una vita in un ambiente così strano rispetto a quanto è abituato però si infrange quasi subito sul sangue che sarà versato.

A quanto pare il protagonista è riuscito ad attirare l’attenzione delle persone sbagliate, mettendo a rischio tutto quanto è riuscito a creare. I dialoghi interiori di Ashraf sono molto importanti, perché ci permettono di capire meglio come ragiona e cosa aspettarci da lui. Il ritmo della storia alterna momenti concitati con attimi di tranquillità, che altro non sono che il preludio di nuove scene di tensione. Quando si chiude la storia siamo decisamente pronti a leggere subito il seguito di questa trilogia.

Consigliato a: chi vuole immergersi in un’atmosfera fantastica e velata di mistero.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantascienza
Titolo: Pashazade
Autore: Jon Courtenay Grimwood
Serie: Arabesca [1]
Lunghezza: 336 pagine
Editore: Zona42

Goodreads

In verità è meglio mentire – [Kerstin Gier]

In verità è meglio mentire

Trama: 158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po’ freak e… vedova a nemmeno trent’anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore lasciandola in un mare di guai, primo fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l’esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l’uomo giusto per lei e a cui non importa se è “troppo” intelligente.

La mia recensione
La protagonista del libro ci accoglie con due lati molti diversi della sua personalità: abbiamo la versione ultra intelligente, in grado di parlare molte lingue e suonare il pianoforte divinamente, e quella che invece vorrebbe solo essere normale per poter essere apprezzata.

Carolin purtroppo nella sua vita ha incontrato diversi uomini, ma solo uno ha saputo apprezzarla così come è. Suo marito Karl infatti riusciva a stare al suo fianco senza sentirsi sminuito dalla sua intelligenza, anzi invogliava Carolin ad espandere ancora di più il suo sapere. Peccato che non la sua morte la protagonista si trovi al centro di una lotta per un’eredità inaspettata, con i parenti di lui pronti a una caccia selvaggia per accaparrarsi anche il minimo spicciolo.

La protagonista dovrà lottare anche con la sua famiglia, che vorrebbe vederla solo felice ed è disposta a tutto pur di eliminare quell’aria arcigna che ha sempre. Anche perché lei è giovane, ha tutta la vita davanti, e potrebbe sfruttare le sue lauree per trovare effettivamente il lavoro dei suoi sogni. Peccato che Carolin riesca sempre a cacciarsi in situazioni strampalate, al limite del surreale, che la rendono più stramba di quanto non sia già.

La serie d’incontri che riesce a poco a poco a illuminarle la vita è con un farmacista locale. Nonostante la ferita per la perdita del marito sia ancora fresca, non possiamo fare a meno di trovare quest’uomo subito interessante. Cortese e gentile aiuterà Carolin a capire che gli uomini non sono tutti uguali e Karl non era l’unico in grado di poterle stare a fianco senza farla sentire in difficoltà.

Lo stile dell’autrice è quello a cui ci siamo ormai abituati nei romanzi precedenti. Ironia graffiante, che non risparmia nessun personaggio, ottimi dialoghi e qualche momento romantico a condire il tutto. La lettura è molto leggera e veloce e ci permette di passare dei momenti divertenti con una nuova eroina.

Consigliato a: chi apprezza le ragazze ironiche e intelligenti.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Romantico
Titolo: In verità è meglio mentire
Autore: Kerstin Gier
Lunghezza: 220 pagine
Editore: Corbaccio

Goodreads

Il fuorilegge della magia nera: Dead Man – [Domino Finn]

Dead Man

Trama: Il mio nome e Cisco Suarez: negromante, incantatore di ombre, fuorilegge della magia nera. Sembra abbastanza fico, vero? Lo era, fino a quando non mi sono risvegliato mezzo morto in un cassonetto. Ho detto mezzo morto? Perche intendevo morto al 100%. Non faccio le cose a meta. Percio eccomi qui, ancora vivo per una qualche ragione, in un altro giorno assolato a Miami. E un paradiso perfetto, se non fosse che mi sono immischiato in qualcosa di brutto. Ricercato dalla polizia, avvolto dal fetore della magia oscura, con creature dell’Altrove che sbucano da tutte le parti… per non parlare delle gang voodoo haitiane. Credetemi, e tutto molto divertente fino a quando non hai un cane zombie alle calcagna. Il mio nome e Cisco Suarez: negromante, incantatore di ombre, fuorilegge della magia nera… e sono totalmente fottuto.

La mia recensione
Se adorate i protagonisti divertenti e le storie con il giusto pizzico di mistero allora la prima avventura di Cisco Suarez è l’ideale come prossima lettura.

Abbiamo infatti un protagonista che sembra un ero macho, con stivali di coccodrillo rossi e canottiera bianca per incorniciare i suoi muscoli. Ha l’aria da cattivo ragazzo, con le sue conoscenze di negromanzia, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perché ha un cuore d’oro. Il suo passato è avvolto nel mistero perché lui non ricorda quasi nulla degli ultimi anni. Si ritrova però a combattere contro nemici che lo vorrebbero morto, che lo hanno già ucciso una volta o che vogliono da lui qualcosa che neanche Cisco sa di possedere.

Nei suoi scontri il protagonista deve affrontare creature diverse, legate alla magia Voodoo oppure a tradizioni ancora più antiche. I suoi metodi sono piuttosto sbrigativi: o riesce a trovare un modo per sopraffare in fretta il suo opponente oppure è meglio darsela a gambe. Trae grande forza dall’ombra e dalle tenebre, ma purtroppo non tutti gli scontri si svolgono di notte, obbligando Cisco a essere più creativo nei suoi attacchi.

Al suo fianco troviamo personaggi del suo passato, che cercano di aiutarlo come possono oppure rappresentano degli ostacoli da superare. Cisco è veramente un solitario, che deve riuscire a cavarsela da solo per non mettere in pericolo altre persone. Solo quando ha estremo bisogno di aiuto decide di rivolgersi a qualcuno a lui caro. Le arti magiche che lui pratica sono molto complicate e solo poche persone conoscono realmente la portate della negromanzia. Cisco cerca di proteggere le persone che lo circondano senza rivelare mai troppo su ciò che compie, ma quando la polizia inizia a darti la caccia è veramente difficile rimanere nascosto a lungo.

I dialoghi e le riflessioni del protagonista sono la parte migliore del libro. Scanzonato e ironico, riesce sempre a trovare una spinta per andare avanti. Vuole vendetta per quello che gli è stato fatto e non si arrenderà fino a quando non sarà sicuro di averla ottenuta.

Consigliato a: chi cerca un protagonista ironico e muscoloso.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantasy
Titolo: Dead Man
Autore: Domino Finn
Serie: Il fuorilegge della magia nera [1]
Lunghezza: 206 pagine
Editore: Plesio

Goodreads

Effetto valanga – [Mack Reynolds]

Effetto valanga

Trama: Marvin Sellers è un tipico uomo medio americano. Né povero né ricco, va avanti abbastanza bene. Ma come tutti deve farsi i suoi conti e arrivare a fine mese, e quel mese, si rende conto, il frigorifero nuovo che aveva ordinato non può proprio permetterselo. Marvin Sellers un po’ a malincuore annulla l’ordine. Quello che non può immaginare è che questo piccolo atto mette in moto una reazione a catena che finirà per mettere in crisi l’economia globale. Mack Reynolds, autore brillante e originale colpevolmente trascurato negli ultimi anni, lancia la sua arguta e tagliente critica del sistema economico e delle sue fragilità, dimostrando come paure e insicurezze siano in grado di far bloccare la macchina globale riducendo sul lastrico e alla fame milioni di persone. Temi purtroppo drammaticamente attuali.

La mia recensione
L’idea di partenza del libro è davvero particolare: cosa succederebbe se effettivamente una singola azione riuscisse a influenzare il corso dell’intera storia mondiale?

L’inconsapevole Marvin Sellers si trova proprio in questa situazione, quando decide di non acquistare un nuovo frigorifero. In questo modo ci mostra come l’intera economia sia collegata tra le diverse industrie e nessuno può sentirsi immune se un settore inizia ad andare male. Il mondo capitalistico che ci viene disegnato è condotto da centri di potere poco informati, non all’altezza delle esigenze della popolazione e con una sfilza di consiglieri che spesso lanciano idee giusto per avere qualcosa da dire.

I due mondi contrapposti che si ritrovano ad affrontare la stessa crisi sono ovviamente l’America e la Russia. Entrambe adottano approcci differenti per riuscire a trovare una soluzione alla crisi, con effetti all’inizio catastrofici. Immaginate di poter arrestare tutti i funzionari corrotti, con un mandato illimitato che vi attribuisce pieni poteri. Fino a che punto della gerarchia riuscireste a risalire prima di diventare un problema, piuttosto che la soluzione? Preferireste invece cercare di nascondere le vostre malefatte dietro un’aria di santità per non perdere la vostra poltrona?

Ogni pagina nasconde un nuovo espediente di chi ha conquistato il potere e non vuole perderlo. Gli effetti sulla popolazione si fanno sentire e le reazioni sono le più disparate. C’è chi si dispera, chi invece decide di reagire a creare un nuovo movimento nella società, che possa riuscire a smuovere le coscienze di tutti.

Il finale, nella sua semplicità, è sorprendente, ma in linea con tutte le idee bizzarre che costellano questo libro.

Consigliato a: chi vuole una soluzione alternativa alle crisi mondiali.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Narrativa
Titolo: Effetto valanga
Autore: Mack Reynolds
Lunghezza: 204 pagine
Editore: Delos Books

Goodreads

Il canto di Penelope – [Margaret Atwood]

Il canto di Penelope

Trama: Dall’Ade, dove può finalmente dire la verità senza temere la vendetta degli dèi, Penelope, moglie di Ulisse, racconta la sua storia. Figlia di una ninfa e del re di Sparta, da bambina rischia di essere affogata dal padre, turbato da una profezia. Sposa di Ulisse, subisce le angherie dei suoceri, vede scoppiare la guerra di Troia a causa della sciocca cugina Elena, e dopo anni di solitudine deve respingere l’assalto dei Proci.
Al ritorno di Ulisse assiste angosciata alla vendetta che colpisce le ancelle infedeli e perciò impiccate; e la morte di quelle fanciulle che le erano amiche la perseguita anche nell’Ade. Il romanzo riscrive il mito greco attingendo a versioni diverse da quelle confluite nell’Odissea, secondo un punto di vista femminile.

La mia recensione
La versione femminile dell’Odissea è coinvolgente e a tratti stravolge le nostre convinzioni.

Penelope ci rivela alcuni retroscena, mostrandoci come Ulisse non fosse proprio quell’eroe di cui ci hanno sempre raccontato. La storia esalta l’intelligenza del marito, ma anche Penelope ha dei piani, delle aspirazioni e un suo modo per riuscire a sopravvivere. Il palazzo, che prima era governato dal marito e dalla sua famiglia, passa direttamente sotto la sua custodia. Penelope deve riuscire ad amministrare un’isola dove il fantasma del marito p sempre presente, nonostante sia partito da molti anni.

In questa versione femminile scopriamo come le sue ancelle siano in realtà sue alleate, per avere occhio e orecchie in tutto il palazzo. In fondo per lei è difficile capire di chi può fidarsi e le giovani ragazze, che si rivolgono a lei per protezione sono le figure ideali per destreggiarsi tra i vari intrighi.

Il figlio si comporta come tutti gli altri uomini, minimizzando le preoccupazioni della madre. Preferisce fare di testa sua, rincorrendo la leggenda di un padre che non ha mai conosciuto fino in fondo piuttosto che appoggiare la madre.

Il ritorno di Ulisse è ovviamente sanguinoso e tremendo. Penelope era riuscita a mantenere il regno in relativa pace, nonostante gli anni d’incertezza. I piccoli momenti di debolezza erano sempre stati superati con una serie d’idee che avevano evitato scontri. Con il ritorno del marito Penelope deve ritornare ad accettare le sue decisioni senza poter intervenire. Il risultato sono giovani vite spezzate, tra cui anche le ancelle che avevano svolto con lealtà il ruolo di spie. Ulisse, con una certa arroganza, ascolta il resoconto del figlio e della sua vecchia governante e crede di avere cos’ il quadro completo della situazione.

L’amarezza di Penelope, che emerge fin dalle prime pagine, è quindi comprensibile. Se il mondo, o semplicemente la sua famiglia, si fosse fermata ad ascoltarla, del sangue innocente non sarebbe stato versato.

Consigliato a: chi vuole una versione diversa di una storia molto conosciuta.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Narrativa
Titolo: Il canto di Penelope
Autore: Margaret Atwood
Lunghezza: 158 pagine
Editore: Rizzoli

Goodreads

L’ultimo Khama – [Stefano Andrea Noventa]

L'ultimo Khama

Trama: Le sorti dell’esistenza vacillano. I confini della realtà si sgretolano. Sulle spalle di Miya il fardello di condurre il rituale che conferirebbe stabilità al mondo. Tra dubbi e tradimenti, fuggendo all’ira di colui che un tempo ha amato e accompagnata da una sorella forse burattino in mano ad altri esseri, la giovane dovrà riuscire a sigillare quello che viene profetizzato come il Khama definitivo. Nella speranza che i suoi dèi non siano macchine di un tempo antico.

La mia recensione
E’ un libro a più voci quello che ci troviamo davanti, in cui i riti e il destino si intrecciano senza scampo, per creare una trama raffinata.

La prima sensazione che si prova però è di profonda confusione. Razze diverse, credenze popolari, una guerra sullo sfondo, si mescolano troppo rapidamente senza che per noi sia chiaro cosa sta succedendo. Capiamo che il Khama, che da il nome al libro, è un rituale da compiere, ma non ci è chiaro quale sia il prezzo per portarlo a termine e quali possano essere le conseguenze in caso di fallimento. Ogni personaggio ha una sua versione della storia e delle motivazioni abbastanza salde per opporsi alla fazione contraria.

Tra questi troviamo le due sorelle Belaren e Miya che sono presenti fin dalle prime pagine della storia. La prima è la maggiore delle due, con il compito di occuparsi e proteggere la sorellina, e una curiosità incredibile verso tutto il mondo che la circonda. Cerca sempre di porsi delle domande, senza fermarsi alla prima spiegazione che le viene fornita. Al contrario Miya sembra quasi sbiadire nel confronto con la sorella. E’ timida e impacciata, sempre piena di dubbi ma senza la forza di carattere per esprimerli e cercare una soluzione.

Al loro fianco troviamo due personaggi molto ambigui e che ho apprezzato un po’ meno. Da un lato abbiamo Jehinn, che appartiene a una specie particolare. Riesce a comunicare tramite il pensiero e sembra possedere una conoscenza smisurata. Peccato che parli per metafore o con concetti troppo difficili da comprendere per il resto dei personaggi. Avrebbe potuto essere un’ottima insegnante, ma la sua aria di superiorità la rendono fredda e poco avvicinabile. Ghan invece è l’esatto opposto. Fedele alla sua missione e al ruolo di custode che deve incarnare, è il personaggio che protegge meglio le due sorelle. E’ sempre gentile e disponibile, la vera colonna portante del gruppo che può traghettarlo verso il compimento del rituale.

Proprio il Khama è l’elemento più ostico da comprendere. Il mondo descritto si basa infatti su un concetto di universo molto particolare, in cui le divinità sono essere tecnologici così avanzati da aver oltrepassato l’idea di materia. Il tutto è basato su un’Architettura, che deve sostenere il mondo e che con il Khama è possibile rinnovare. Chi si oppone a questo rituale è una figura a tratti sfuggente, che però quando viene lasciata libera di esprimersi non si può fare a meno di simpatizzare per lui. I suoi metodi sono brutali e feroci, ma forse in fondo non è del tutto dalla parte del torto.

Non aspettatevi però una lettura semplice da digerire. Il libro è scritto con un linguaggio molto complesso e una serie di metafore che rendono ogni capitolo un po’ ostico da portare a termine. Se le scene descritte riescono a far emergere lo stile migliore dell’autore, i dialoghi invece rappresentano la nota dolente della trama.

Consigliato a: chi vuole un fantasy forbito e onirico.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantasy
Titolo: L’ultimo Khama
Autore: Stefano Andrea Noventa
Lunghezza: 206 pagine
Editore: Plesio

Goodreads