Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Il regno dei Draghi e i re Targaryen

Il mondo del ghiaccio e del fuocoDopo aver analizzato le cronache dell’atà antica, iniziavmo ad affrontaree una parte della storia che scolpisce in profondità i Sette Regni.

Scopriamo così la casata dei Targaryen, che esordisce senza tanto trambusto. Infatti inizialmente non erano famosi o importanti a Valyria, troppo deboli per riuscire ad imporsi sulle altre famiglie. Ma, dopo il Disastro, il loro potere aumente a dismisura. Sono gli unici sopravvissuti tra i dominatori dei dreghi, potendo così sfruttare la loro potenza di fuoco senza avere oppositori.

Il mondo del ghiaccio e del fuoco

Le loro gesta sono raccontate tramite documenti storici, arrivati ai maestri dell’epoca attuale solo in minima parte. Il perchè i frammenti di questi libri siano così rovinati verrà svelato nel capitolo dedicato a Re Baelor I il Benedetto. Di lui abbiamo sentito parlare solo bene nelle Cronache, ma in realtà veniamo a sapere di alcuni dettagli non proprio edificanti sul suo conto. Ha rinchiuso le sue stesse sorelle per evitare che fossero corrette dal mondo e ha decretato il rogo di molti libri. Di certo non è proprio una persona pia e pure come la ricordano alcuni personaggi.

Stemma TargaryenLa conquista dei Targaryen è impetuosa e segue diverse ondate. Sono guerriere orgogliosi, che non si piegano di fronte alle asperità. La loro spina nel fianco è rappresentata da Dorne, l’unico regno che non si sottomette ma tenta in tutti i modi di difendere la loro indipendenza. Non sono spaventati dai draghi, che sono l’arma migliore di Targaryen, o dalla prosettiva di rimanere isolati. Per questo ogni volta che sono sotto attacco non si può fare a meno di fare il tifo per loro.

Balerion il dragoI draghi stessi sono protagonisti delle cronache, dimostrando la loro potenza e a volte il loro attaccamento ai cavalieri che li cavalcano. Sono delle bestie incredibili, che suscitano grande ammirazione. Un po’ dispiace leggere della triste fine a cui sono condannati, visto che la causa è una lotta interna alla famiglia Targaryen. Gli uomini non mostrano un minimo di rimorso nel rischiare la vita di questi animali, che non sono solo il simbolo della loro casata, ma anche il fulcro del loro potere. Infatti dopo la scomparsa dell’ultimo drago, in molti rimpiageranno di non avere al proprio fianco un animale del genere, anche solo per sottomettere più facilemtne i proprio avversari.

Stemma Targaryen Molti sovrano si distinguono per l’occhio di riguado verso il popolo o per le leggi promulgate al fine di regnare più pacificamente. Scopriamo così un lato dei Targaryen che è rimasto un po’ in secondo piano nelle Cronache. Non solo solo pazzi assassini, che intrattegono relazioni incestuose tra fratelli e sorelle. Sono stati abili regnanti, in grado di unificare una terra divisa e di promuovere le arti e le cultura. E’ vero che nella loro dinastia ci siano alcuni esponenti non proprio brillanti, le cui gesta sono crudeli o stupide, ma nel complesso il loro regno sembra essere solido. Tutte le minaccie maggiori sono interne alla casata, che rimane litigiosa e assetata di potere. Le donne stesse della stirpe non si fanno problemi a tramare nell’ombra, ma purtroppo nessuna riuscirà a salire sul trono.

Stupisce come la casata Baratheon sia sempre presente, con posizioni di rilievo, a fianco di diversi re. Gli Stark appaiono più defilati, come come i Lannister. Il fatto che sia stato proprio Robert a innescare una rivolta quindi assume un significato aggiuntivo, visto che per secoli i membri della sua casata hanno servito fedelmente i Targaryen.

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Gli stemmi Targaryen sono tratti da Wikipedia e Fernando Estel (Own work).
Le immagini dei draghi sono tratte da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco – Wiki

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – La storia antica

Il mondo del ghiaccio e del fuoco Ci troviamo di fronte a un libro molto particolare, una gemma che ci porta alla scoperta del regno di Martin. L’espediente narrativo utilizzato è quello di un gran maestro, il narratore della storia, che desidera trasmettere tutto il suo sapere ai posteri. IL tutto è accompagnato da disegni molto suggestivi, sia a colori che lievemente abbozzati. Ogni pagina racchiude una nuova scoperta, sia per le parole contenute, sia per le immagini che ci fanno sognare.

Il libro si apre sull’antefatto della storia che conosciamo, mostrandoci alcuni dettagli che nella serie sono solo accennati. Partiamo le leggende più antiche, il cosiddetto tempo dell’alba, in cui si affronta un passato lontanissimo. In questo caso i commenti del nostro narratore ci strappano un sorriso, perché mettono in dubbio che alcuni avvenimenti siano effettivamente avvenuti. Dubita anche che alcune uomini possano avere delle capacità particolari, come i mutaforma, cosa che invece noi sappiamo essere reale tramite la casata Stark. Sembra infatti che Bran e i suoi fratelli siano come un anello di congiunzione con questo passato.

Il contrasto con l’avvento dei primi uomini è netto. In questo caso il nostro narratore cerca di mantenere una certa razionalità nel descrivere il passato. Quando è incerto su cosa sia accaduto, per mancanza di fonti qualificate, tende a scartare tutte quanto riguarda la magia. Forse la sua epoca, caratterizzata dall’assenza d’incantesimi e di tutti gli aspetti più arcani, lo sta influenzando a tal punto da fargli escludere la soluzione più semplice.

Non manca qualche accenno agli Estranei, indicandoli però come leggende. La primavera e l’estate regnano da parecchi anni a Westeros e leggere di un’epoca intera immersa nell’inverno non può che far sorridere il nostro narratore. Pensare che possa succedere ancora non è un’idea che lo sfiora minimamente. Ancora una volta cogliamo come i filosofi e i pensatori dell’epoca non siano all’altezza di quanto sta accadendo. Non riescono a capire gli indizi nel mondo che li circonda, che dovrebbe metterli in guardia contro gli stessi pericoli che hanno quasi spazzato via le generazioni precedenti.

Spostandoci per qualche istante nel continente Essos, la narrazione ci porta a scoprire l’antica Valyria, le cui spade sono così rinomate nella serie. Il suo impero è il primo ad aver utilizzato i draghi in guerra, sottomettendo le città vicine senza un briciolo di timore. Dalle sue ceneri vedremo sorgere le tre città degli schiavisti, Meereen, Yunkai e Astapor, ognuna con caratteristiche diverse.

La piccola digressione su Essos serve al nostro narratore per riportarci a Westeros, carichi di spirito di conquista mentre gli Andali sono pronti a sconfiggere i primi uomini. Sono barbari, senza un briciolo di pietà nei confronti degli sconfitti. La storia comincia a diventare più precisa, anche se alcuni dettagli ancora sfuggono e non sono chiari. La violenza regna comunque sovrana in questo periodo, che ha condannato così alcune scoperte che risultano perse per sempre.

Assistiamo alla nascita della casata di Dorne, generata dal grande coraggio della principessa Nymeria e del suo popolo in fuga da Valyria. Il legame che hanno questi uomini con la natura è molto forte. Non dispongono di molti mezzi per riuscire a contrastarla, ma si limitano ad arginarne i danni e a cercare di prevedere i fenomeni più devastanti. Anche un viaggio in mare più nascondere nelle insidie pericolose, perché questi esploratori non hanno a disposizione i mezzi necessari per compiere una vera traversata. Tra i disastri naturali più devastanti c’è sicuramente quello che pone fine alla civiltà di Valyria. Le interpretazioni che sono fornite per questa eruzione devastante sono tra le più fantasiose, ma tutte concordano sul fatto che i sortilegi e gli incantesimi usati da popolo colpito centrino qualcosa con la sorte tremenda che li ha travolti. Molte delle informazioni di queste pagine sono scoperte da Tyrion durante il suo viaggio a Essos, ma stavolta abbiamo il piacere di leggere alcuni dettagli aggiuntivi.

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