Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Il Nord e la Barriera

Il mondo del ghiaccio e del fuocoAnalizzando i Setti Regni che compongono il reame di re Robert, scopriamo fin da subito le curiosità del Nord.

Il Nord Tra tutti i regni descritti, è quello più fiero, che fino all’ultimo ha mantenuto un certo distacco verso le sorti degli altri, troppo impegnato a combattere eventuali invasioni di creature tremende. Lo stesso narratore ritiene gli uomini del Nord freddi e rozzi, ancorati ad antiche tradizioni e poco propensi a godersi la vita.

Il popolo è descritto come un insieme di tribù diverse, che si sono adattate alla dura vita e al clima rigido. Passiamo dai Clan della Montagna ai Crannogmen, ognuno descritto con dovizia di particolari e con alcuni accenni simpatici che nelle Cronache spesso sono dati per scontati. Per esempio nelle leggende che circolano si nota sempre un accenno ai Primi Uomini, a sottolineare il forte legame del Nord con i primi conquistatori di Westeros. Anche i cenni riguardo i figli della foresta non mancano, quasi a rimarcare una nota sovrannaturale in questa gente che riesce a sopravvivere in climi ostili.

Casata Stark Tutti questi popoli hanno però fatto atto di sottomissione verso la casata Stark, che è riuscita a imporsi sia con la forza sia con la diplomazia. Matrimoni combinati ed eserciti potenti sono stati la chiave per riuscire a creare un regno incontrastato. Infatti al Nord la legge del Re sembra farsi più debole e la parola degli Stark ha maggior valore. Lo si capisce anche dall’imponenza di grande Inverno, con una doppia cinta muraria a sua difesa. L’intero impianto viene elogiato dal narratore, che arriva a definirlo formidabile, ma sappiamo bene che senza un comandante forte e un esercito valoroso è stato relativamente semplice da espugnare.

La Barriera e oltreTra i membri più famosi nella storia degli Stark troviamo Brandon il Costruttore. E’ citato più volte in relazione a Grande Inverno, indicato anche come l’ideatore, e per quanto riguarda la Barriera. Ancora una volta viene messa in dubbio l’esistenza degli Estranei, ma lo stesso narratore si pone il quesito di cosa abbia potuto spaventare a tal punto i Primi Uomini per costruire un muro difensivo del genere.

Sono descritti anche i Guardini della Notte e le loro regole, facendo però notare come sia solo grazie all’aiuto del Nord e ai suoi doni costanti che questa istituzione sia ancora attiva. Lo stato di abbandono della Barriera è disarmante, soprattutto quando sono elencati i castelli e i forti abbandonati. Se ci dovesse essere un’invasione, sarebbe molto difficile riuscire a mantenere salda l’ultima linea difensiva prima dell’assoluta distruzione dei Sette Regni a opera di creature inimmaginabili.

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Le immagini sono tratte da Finzioni Magazine e Barbadillo e The King’s Keep

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – La caduta dei Draghi e il glorioso regno

Il mondo del ghiaccio e del fuocoI re Targaryen hanno dimostrato di essere sia in grado di governare il regno, sia di avere dei lati un po’ folli che portano solo discordie e sciagure. Purtroppo per i Sette Regni, l’ultimo re si dimostra decisamente poco propenso alla pace e alla serenità di tutti.

Aerys II Aerys II infatti inizialmente si può considerare quasi come un re fantoccio. Infatti il suo primo cavaliere è colui che riesce a gestire il regno in maniera eccellente, anche se con una certa rigidità. Tywin Lannister è un uomo capace, che dimostra fin da giovane come non gli interessi mettersi in mostra ma pretende di avere sempre più potere. Il fatto è che non gli si può rimproverare nulla di come abbia gestito l’intera situazione di un re che perde a poco a poco la sanità mentale.

Aerys II fa di tutto per ostacolare Tywin Lannister, anche a discapito delle sorti del regno. Il suo astio deriva dalla grande gelosia nelle capacità del suo primo cavaliere, nonché da una grande insicurezza. Tende a immaginare un regno glorioso, in cui lui è il re indiscusso e osannato dalla gente, ma non riesce ad affrontare la realtà. Per questo si circonda di leccapiedi, che non fanno altro che adularlo, continuando ad alimentare le sue fantasie malate.

Battaglia del Tridente Tywin Lannister non farà nulla per fermare questa follia, preferendo ignorare tutti i segnali dell’esasperazione degli altri lord. Oppure ha solo aspettato il momento giusto, lasciando che fossero altri a estrarre la spada per primi. Il motivo della discordia è noto, visto che è diventato uno dei fatti centrali delle Cronache: Lyanna Stark, rapita da Rhaegar Targaryen, sarà utilizzata come simbolo di una rivolta che ormai stava per scoppiare.

Robert BaratheonNelle battaglie che seguono si distinguono in molti da ambo le parti, ma Robert Baratheon è quello che mi ha colpito di più. Siamo abituati a conoscerlo come un uomo grasso, a cui piace bere, e ci riesce difficile immaginarlo a menare fendenti in mezzo a un esercito. La sua passione per la mischia, che ritroviamo nelle Cronache, in realtà dimostra che in passato è stato un ottimo combattente. Il suo stile non era di certo raffinato, ma rozzo e potente, in grado di piegare anche un ottimo spadaccino come Rhaegar.

L’inizio del regno di Robert viene descritto come un evento gioioso, in cui è possibile uscire finalmente da un’epoca oscura. Anche il clima sembra diventare favorevole a questo cambiamento, inaugurando una stagione estiva molta lunga. Ma come ben sappiamo, l’inverno sta arrivando.

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Le immagini sono tratte da Lost in a flash forward – Blog e Zusacre e Ghiacco e fuoco – Wiki

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Il regno dei Draghi e i re Targaryen

Il mondo del ghiaccio e del fuocoDopo aver analizzato le cronache dell’atà antica, iniziavmo ad affrontaree una parte della storia che scolpisce in profondità i Sette Regni.

Scopriamo così la casata dei Targaryen, che esordisce senza tanto trambusto. Infatti inizialmente non erano famosi o importanti a Valyria, troppo deboli per riuscire ad imporsi sulle altre famiglie. Ma, dopo il Disastro, il loro potere aumente a dismisura. Sono gli unici sopravvissuti tra i dominatori dei dreghi, potendo così sfruttare la loro potenza di fuoco senza avere oppositori.

Il mondo del ghiaccio e del fuoco

Le loro gesta sono raccontate tramite documenti storici, arrivati ai maestri dell’epoca attuale solo in minima parte. Il perchè i frammenti di questi libri siano così rovinati verrà svelato nel capitolo dedicato a Re Baelor I il Benedetto. Di lui abbiamo sentito parlare solo bene nelle Cronache, ma in realtà veniamo a sapere di alcuni dettagli non proprio edificanti sul suo conto. Ha rinchiuso le sue stesse sorelle per evitare che fossero corrette dal mondo e ha decretato il rogo di molti libri. Di certo non è proprio una persona pia e pure come la ricordano alcuni personaggi.

Stemma TargaryenLa conquista dei Targaryen è impetuosa e segue diverse ondate. Sono guerriere orgogliosi, che non si piegano di fronte alle asperità. La loro spina nel fianco è rappresentata da Dorne, l’unico regno che non si sottomette ma tenta in tutti i modi di difendere la loro indipendenza. Non sono spaventati dai draghi, che sono l’arma migliore di Targaryen, o dalla prosettiva di rimanere isolati. Per questo ogni volta che sono sotto attacco non si può fare a meno di fare il tifo per loro.

Balerion il dragoI draghi stessi sono protagonisti delle cronache, dimostrando la loro potenza e a volte il loro attaccamento ai cavalieri che li cavalcano. Sono delle bestie incredibili, che suscitano grande ammirazione. Un po’ dispiace leggere della triste fine a cui sono condannati, visto che la causa è una lotta interna alla famiglia Targaryen. Gli uomini non mostrano un minimo di rimorso nel rischiare la vita di questi animali, che non sono solo il simbolo della loro casata, ma anche il fulcro del loro potere. Infatti dopo la scomparsa dell’ultimo drago, in molti rimpiageranno di non avere al proprio fianco un animale del genere, anche solo per sottomettere più facilemtne i proprio avversari.

Stemma Targaryen Molti sovrano si distinguono per l’occhio di riguado verso il popolo o per le leggi promulgate al fine di regnare più pacificamente. Scopriamo così un lato dei Targaryen che è rimasto un po’ in secondo piano nelle Cronache. Non solo solo pazzi assassini, che intrattegono relazioni incestuose tra fratelli e sorelle. Sono stati abili regnanti, in grado di unificare una terra divisa e di promuovere le arti e le cultura. E’ vero che nella loro dinastia ci siano alcuni esponenti non proprio brillanti, le cui gesta sono crudeli o stupide, ma nel complesso il loro regno sembra essere solido. Tutte le minaccie maggiori sono interne alla casata, che rimane litigiosa e assetata di potere. Le donne stesse della stirpe non si fanno problemi a tramare nell’ombra, ma purtroppo nessuna riuscirà a salire sul trono.

Stupisce come la casata Baratheon sia sempre presente, con posizioni di rilievo, a fianco di diversi re. Gli Stark appaiono più defilati, come come i Lannister. Il fatto che sia stato proprio Robert a innescare una rivolta quindi assume un significato aggiuntivo, visto che per secoli i membri della sua casata hanno servito fedelmente i Targaryen.

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Gli stemmi Targaryen sono tratti da Wikipedia e Fernando Estel (Own work).
Le immagini dei draghi sono tratte da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco – Wiki

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – La storia antica

Il mondo del ghiaccio e del fuoco Ci troviamo di fronte a un libro molto particolare, una gemma che ci porta alla scoperta del regno di Martin. L’espediente narrativo utilizzato è quello di un gran maestro, il narratore della storia, che desidera trasmettere tutto il suo sapere ai posteri. IL tutto è accompagnato da disegni molto suggestivi, sia a colori che lievemente abbozzati. Ogni pagina racchiude una nuova scoperta, sia per le parole contenute, sia per le immagini che ci fanno sognare.

Il libro si apre sull’antefatto della storia che conosciamo, mostrandoci alcuni dettagli che nella serie sono solo accennati. Partiamo le leggende più antiche, il cosiddetto tempo dell’alba, in cui si affronta un passato lontanissimo. In questo caso i commenti del nostro narratore ci strappano un sorriso, perché mettono in dubbio che alcuni avvenimenti siano effettivamente avvenuti. Dubita anche che alcune uomini possano avere delle capacità particolari, come i mutaforma, cosa che invece noi sappiamo essere reale tramite la casata Stark. Sembra infatti che Bran e i suoi fratelli siano come un anello di congiunzione con questo passato.

Il contrasto con l’avvento dei primi uomini è netto. In questo caso il nostro narratore cerca di mantenere una certa razionalità nel descrivere il passato. Quando è incerto su cosa sia accaduto, per mancanza di fonti qualificate, tende a scartare tutte quanto riguarda la magia. Forse la sua epoca, caratterizzata dall’assenza d’incantesimi e di tutti gli aspetti più arcani, lo sta influenzando a tal punto da fargli escludere la soluzione più semplice.

Non manca qualche accenno agli Estranei, indicandoli però come leggende. La primavera e l’estate regnano da parecchi anni a Westeros e leggere di un’epoca intera immersa nell’inverno non può che far sorridere il nostro narratore. Pensare che possa succedere ancora non è un’idea che lo sfiora minimamente. Ancora una volta cogliamo come i filosofi e i pensatori dell’epoca non siano all’altezza di quanto sta accadendo. Non riescono a capire gli indizi nel mondo che li circonda, che dovrebbe metterli in guardia contro gli stessi pericoli che hanno quasi spazzato via le generazioni precedenti.

Spostandoci per qualche istante nel continente Essos, la narrazione ci porta a scoprire l’antica Valyria, le cui spade sono così rinomate nella serie. Il suo impero è il primo ad aver utilizzato i draghi in guerra, sottomettendo le città vicine senza un briciolo di timore. Dalle sue ceneri vedremo sorgere le tre città degli schiavisti, Meereen, Yunkai e Astapor, ognuna con caratteristiche diverse.

La piccola digressione su Essos serve al nostro narratore per riportarci a Westeros, carichi di spirito di conquista mentre gli Andali sono pronti a sconfiggere i primi uomini. Sono barbari, senza un briciolo di pietà nei confronti degli sconfitti. La storia comincia a diventare più precisa, anche se alcuni dettagli ancora sfuggono e non sono chiari. La violenza regna comunque sovrana in questo periodo, che ha condannato così alcune scoperte che risultano perse per sempre.

Assistiamo alla nascita della casata di Dorne, generata dal grande coraggio della principessa Nymeria e del suo popolo in fuga da Valyria. Il legame che hanno questi uomini con la natura è molto forte. Non dispongono di molti mezzi per riuscire a contrastarla, ma si limitano ad arginarne i danni e a cercare di prevedere i fenomeni più devastanti. Anche un viaggio in mare più nascondere nelle insidie pericolose, perché questi esploratori non hanno a disposizione i mezzi necessari per compiere una vera traversata. Tra i disastri naturali più devastanti c’è sicuramente quello che pone fine alla civiltà di Valyria. Le interpretazioni che sono fornite per questa eruzione devastante sono tra le più fantasiose, ma tutte concordano sul fatto che i sortilegi e gli incantesimi usati da popolo colpito centrino qualcosa con la sorte tremenda che li ha travolti. Molte delle informazioni di queste pagine sono scoperte da Tyrion durante il suo viaggio a Essos, ma stavolta abbiamo il piacere di leggere alcuni dettagli aggiuntivi.

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