Il ristorante dell’amore ritrovato – [Ito Ogawa]

Il ristorante dell'amore ritrovato

Trama: Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante turco di Tokyo, rientra una sera a casa con l’intenzione di preparare una cena succulenta per il suo fidanzato col quale convive da un po’. Con suo sommo sgomento, però, scopre che l’appartamento è completamente vuoto. Niente televisore, lavatrice, frigorifero, mobili, tende, niente di niente. Spariti persino gli utensili in cucina, il mortaio di epoca Meiji ereditato dalla nonna materna, la casseruola Le Creuset acquistata con la paga del suo primo impiego, il coltello italiano ricevuto in occasione del suo ventesimo compleanno. E, soprattutto, sparito il fidanzato indiano, maître nel ristorante accanto al suo, un ragazzo con la pelle profumata di spezie.
Lo choc di Ringo è tale che resta impietrita al centro della casa desolatamente vuota, la voce che non le esce più dalla bocca. Decide allora di ritornare al villaggio natio, dove non mette più piede da quando, quindicenne, è scappata di casa in un giorno di primavera.
Là, appartata nella quiete dei monti, matura il suo dolore. Una mattina, però, osservando il granaio della casa materna, Ringo ha un’idea singolare per tornare pienamente alla vita: aprire un ristorante per non più di una coppia al giorno, con un menu ad hoc, ritagliato sulla fisionomia e i possibili desideri dei clienti.
Con l’aiuto del valente Kuma-san, l’ex factotum della scuola elementare del villaggio, il cui cuore è stato infranto dalla bella Shiñorita, un’argentina scappata in città, Ringo risistema il granaio. Pareti tinteggiate d’arancio, posate di epoca vittoriana e di epoca Taish e, nel giro di qualche mese, il Lumachino, così la ragazza battezza il ristorante, apre i battenti.
La prima cliente è la Concubina, la triste amante di un influente politico locale, passato a miglior vita diversi anni prima. Sulla tavola, in un tripudio di colori, odori e bontà senza pari, si alternano piatti gustosissimi che attingono alle cucine più famose: giapponese, italiana, cinese e francese su tutte. L’indomani, la Concubina, agghindata di solito a lutto con una lunga veste nera, passeggia con un cappotto rosso fuoco e un magnifico colbacco di pelliccia, e il suo atteggiamento schivo ha lasciato spazio a una marcata allegria. La medesima cosa accade a tutti i clienti del Lumachino: una ragazza riesce a fare innamorare di sé l’ex compagno di classe che l’aveva sempre ignorata, una coppia gay in fuga d’amore tra i monti trasforma il soggiorno in una luna di miele, un uomo burbero e scorbutico diventa un gentiluomo e così via. In breve, la notizia della magia del Lumachino si diffonde in tutto il circondario, e il successo è così garantito, poiché tutti vogliono sedersi alla tavola del ristorante dell’amore ritrovato.

La mia recensione
Il libro che dovrebbe promuovere l’amore del cibo e della cucina che risveglia i cuori, si rivela invece un susseguirsi di ricette ed eventi casuali che la protagonista affronta senza la minima consapevolezza. Nelle prime pagine il libro non è male, ma alla fine si rivela un mezzo disastro.

Partiamo dal ristorante vero e propri, che viene ricavato da un vecchio capanno abbandonato. La protagonista riesce ad arredarlo senza troppi sforzi, rendendolo rustico ma confortevole. Peccato che per la cucina, che dovrebbe occupare un ruolo fondamentale al centro della storia, vengono spese solo poche parole. La preparazione degli ingredienti segue delle tradizioni che non sono propriamente nostre e alcuni dettagli mi hanno fatto un po’ storcere il naso. Far macerare le verdure per esempio, al posto che usarle fresche, non è proprio il massimo del sapore a cui siamo abituati.

La protagonista non parla per buona parte del romanzo, il perché lo scoprirete solo leggendo, ma riesce in qualche modo a esprimersi lo stesso. Il suo silenzio rende alcuni tratti in po’ monotoni, perché quando ci dovrebbe essere un confronto c’è invece un atteggiamento molto passivo. Per quanto la vita della protagonista sia abbastanza movimentata, lei scegli di lasciarsi scorrere addosso gli eventi, senza intervenire per prendere le redini del suo futuro.

Il finale è abbastanza forte e sconclusionato, come se appartenesse a una storia diversa rispetto a quanto abbiamo letto fino a questo momento. Non permette di approfondire meglio cosa passa per la testa alla nostra protagonista, che affronta una rivelazione dietro l’altra senza scomporsi. Sembra addirittura che non abbia imparato nulla dalle vicissitudini che le sono capitate, ma continuerà la sua vita come ha sempre fatto.

Consigliato a: per chi apprezza la cucina esotica.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Narrativa
Titolo: Il ristorante dell’amore ritrovato
Autore: Ito Ogawa
Lunghezza: 191 pagine
Edizione: Cartaceo
Editore: Neri Pozza

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Un piccolo favore – [Darcey Bell]

Un piccolo favore

Trama: Tutto ha inizio con un piccolo favore tra madri. «Puoi passare tu a prendere Nicky?» chiede Emily alla sua migliore amica, Stephanie. E Stephanie, mamma di Miles, è felice di dare una mano, guidata dall’urgenza di essere utile, di sentirsi in qualche modo importante per gli altri. Quel giorno però Emily non torna a prendere suo figlio, e non risponderà alle telefonate, né ai messaggi. Stephanie, preoccupata, smarrita, si avvicina al marito della sua amica, Sean, gli sta accanto e si prende cura di lui e del bambino. E col passare dei giorni si innamora. Poi la notizia. Un corpo è stato ritrovato nelle acque del lago, e la polizia conferma: si tratta di Emily. Suicidio, il caso è chiuso. Ma è davvero così? Presto, Stephanie si renderà conto che niente è come sembra, e dietro l’amicizia, l’amore, o anche la semplicità di un piccolo favore, si nascondono invece una mente subdola e un disegno perverso e diabolico.Un piccolo favore è un thriller psicologico ad alto tasso adrenalinico, ricco di imprevisti e colpi di scena, denso di segreti e rivelazioni, che scivola tra amore e lealtà, morte e vendetta. Qui Darcey Bell ci presenta due figure femminili opposte, eppure per certi versi affini, di cui il lettore capirà presto di non potersi fidare.

La mia recensione
Attenzione a essere una madre premurosa e attenta anche verso i figli degli altri. Come scoprirà la protagonista di questa storia ingarbugliata, spesso confidare i propri segreti a delle presunte amiche non è la strada migliore per trovare supporto e compassione.

Stephanie, la protagonista e narratrice di buona parte del libro, è una donna dalle mille facce. Madre amorevole e premurosa, vedova che rimpiange il marito, ci svela pagina dopo pagina un risvolto inaspettato della sua personalità. Il vero personaggio capolavoro è però Emily. La scopriamo tramite le parole dell’amica e del marito e le due persone descritte non sembrano combaciare più di tanto.

L’intero libro infatti è incentrato su quanto l’immagine degli altri rispecchi veramente la persona che abbiamo di fronte. La narrazione è divisa in capitoli incentrati sul blog scritto da Stephanie, in cui gli eventi riportati sono abbelliti per un pubblico d’internet, e parti invece narrate direttamente dai personaggi coinvolti nella storia. La vera ciliegina della storia sono però i flashback che ci svelano i retroscena per gli avvenimenti più importanti accaduti nel passato.

L’intera storia si svolge nell’arco di alcuni mesi, ma quasi non si avverte il tempo che scorre. Stephanie è un’abile narratrice, che riesce a trasmettere la sua storia suscitando le simpatie di un pubblico diverso ogni volta. Peccato che il suo unico difetto sia la voglia di avere qualcuno con cui confidarsi e questo passo falso le costerà caro. Affidare tutti i propri segreti a una sola persona, che si conosce a mala pena, non è veramente la scelta più saggia, soprattutto quando si ha davvero tanto da nascondere come nel caso di Stephanie.

Nonostante i primi capitoli siano i più lenti, sono l’ideale per introdurre l’adrenalina che si scatenerà con i continui colpi di scena. Il finale, che giunge inaspettato ma non troppo, è in linea con il resto della storia.

Consigliato a: chi si fida ciecamente dei propri vicini.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Thriller
Titolo: Un piccolo favore
Autore: Darcey Bell
Lunghezza: 350 pagine
Edizione: Ebook
Cartaceo
Editore: Rizzoli

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The Winner’s Curse: La maledizione – [Marie Rutkoski]

The Winner's Curse: La maledizione

Trama: In quanto figlia di un potente generale di un vasto impero che riduce i schiavitù i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha sempre goduto di una vita privilegiata. Ma adesso si trova davanti a una scelta difficile: arruolarsi nell’esercito oppure sposarsi. La ragazza, però, ha ben altre intenzioni… Nel giovane Arin, uno schiavo in vendita all’asta, Kestrel ha trovato uno spirito gentile e a lei affine. Gli occhi di lui, che sembrano sfidare tutto e tutti, l’hanno spinta a seguire il proprio istinto e comprarlo senza pensare alle possibili conseguenze. E così, inaspettatamente, Kestrel si ritrova a dover nascondere l’amore che inizia a sentire per Arin, un sentimento che si intensifica giorno dopo giorno. Ma la ragazza non sa che anche il giovane schiavo nasconde un segreto e che per stare insieme i due amanti dovranno accettare di tradire la loro gente o altrimenti tradire sé stessi per rimanere fedeli al proprio popolo. Kestrel imparerà velocemente che il prezzo da pagare per l’uomo che ama è molto più alto di quello che avrebbe mai potuto immaginare…

La mia recensione
Possono due popoli completamente diversi riuscire a trovare una congiunzione tra due ragazzi? Se di mezzo c’è una guerra sanguinosa e una repressione in corso, purtroppo sembra che non ci sia spazio per il lieto fine.

La protagonista mi è sembrata più una ragazzina viziata che una stratega come viene spesso indicata. Kestrel infatti appartiene a una famiglia ricca, che le permette di fare praticamente ciò che vuole senza troppe difficoltà. Se avesse davvero un’abilità nell’orchestrare strattagemmi diversi, riuscirebbe a soddisfare i suoi desideri senza dover ricorrere all’influenza di suo padre.

L’incontro con Arin mette e nudo queste mancanze nella protagonista. Il ragazzo è uno schiavo, ma riesce a imporre i suoi voleri senza mai destare troppa preoccupazione nei suoi nuovi padroni. All’inizio non sappiamo molto di lui, ma da alcuni suoi pensieri ribelli capiamo che il suo passato è più importante di quello che vorrebbe farci credere.

L’intero impianto della vicenda si basa su avvenimenti del passato, che influenzano il presente dei vari personaggi della storia. Capiamo che c’è stata una guerra tra due popoli, che i focolai di rivolta da parte degli oppressi non sono del tutto sedati. La società valoriana a cui appartiene Kestrel valorizza molto i guerrieri, motivo per cui non si sta ricercando un accordo per la pace.

I confini di questo impero non sembrano essere del tutto sicuri, vista la rapida espansione che hanno affrontato. Si vedono ancora i segni dei popoli conquistati nelle città in cui si sono insediati i Valoriani, trasmettendo una sensazione di precarietà. Il governo centrale, che inizia a fare la sua comparsa nella seconda metà del romanzo, sembra essere abbastanza distante per interessarsi alle vicende della periferia dell’impero. Eppure i colpi di scena legati alla politica, piuttosto improvvisi e in grado di stravolgere un po’ troppo la trama, non mancano.

Sulle scelte stilistiche avrei preferito meno introspezione sulla protagonista, che non è un personaggio che sono riuscita ad apprezzare.

Consigliato a: chi crede che l’amore possa accettare dei compromessi.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Fantasy
Titolo: The Winner’s Curse: La maledizione
Autore: Marie Rutkoski
Autore: The Winner’s Curse [1]
Lunghezza: 384 pagine
Edizione: Ebook
Copertina rigida
Editore: Leggereditore

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Quando il diavolo mi ha preso per mano – [April Genevieve Tucholke]

Quando il diavolo mi ha preso per mano

Trama: Nel paesino di mare dove abita Violet White non succede mai niente… fino a quando River West non affitta la casetta dietro la sua e incominciano ad accadere cose inquietanti. River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e un passato misterioso? O dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos’altro? La nonna di Violet l’aveva sempre messa in guardia dai giochi che sa fare il diavolo, ma lei non aveva mai pensato che potesse nascondersi dietro un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione.

La mia recensione
Una ragazza che vive isolata con il fratello gemello si sente ovviamente attratta dal primo sconosciuto che incontra, diverso da tutti gli altri ragazzi che abbia mai conosciuto. Anche se le premesse sembrano scontate, il libro presenta alcuni dettagli che almeno lo rendono interessante.

Violet non è purtroppo tra questi spunti creativi. E’ una ragazza che tenta di fare la diversa rispetta agli altri, vestendosi con gli abiti della nonna morta e cercando d’ignorare l’assenza dei genitori. Ovviamente la sua è una facciata costruita per cercare di soffrire meno, perché in realtà è molto sola e vorrebbe solo avere qualcuno su cui fare affidamento. Per questo l’arrivo di River è accolto come un evento straordinario, in grado di cambiarle la vita.

Nonostante River si dimostri fin da subito una persona inaffidabile, che racconta bugie e che non ha remore a far del male alla gente. Si capisce che ha un segreto da nascondere, che non cerca neanche tanto di mascherare e questo lo rende ancora più fastidioso. Non è uno dei personaggi che ho apprezzato nella vicenda, ma almeno grazie a lui viene introdotto il tema del sovrannaturale.

E’ l’unico aspetto della trama che suscita un po’ d’interesse, aggiungendo qualche dettaglio in un mondo altrimenti assolutamente normale. L’approccio seguito dall’autrice è di grande impatto: senza tanti preamboli ci svela in parte il suo intento. Non c’è tanta teoria dietro agli aspetti sovrannaturali, ma ci lasciamo trasportare dall’immaginazione alimentata dalle piccole spiegazioni offerte dai personaggi. Se avrete voglia di leggere il seguito, spero che l’autrice fornisca qualche dettaglio in più, perché giunti alla fine rimangono alcune questioni in sospeso abbastanza spinose.

La struttura del romanzo non è né ottima né pessima. I dialoghi sono inseriti al punto giusto nella trama per evitare confusione, così come alcuni flashback sono nella posizione ideale.

Consigliato a: chi vuole incontrare un vicino misterioso.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Fantasy
Titolo: Quando il diavolo mi ha preso per mano
Autore: April Genevieve Tucholke
Lunghezza: 264 pagine
Edizione: Ebook
Copertina rigida
Editore: Piemme

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La morte di Ivan Il’ic e altri racconti – [Leo Tolstoy]

La morte di Ivan Il'ic e altri racconti

Trama: Gli ultimi giorni di vita di un ambizioso impiegato che, nel momento dell’agonia, scopre l’ipocrisia che ha sempre contraddistinto la sua esistenza e altre celebri storie brevi in cui il grande romanziere russo riesce a toccare le corde più profonde della coscienza umana.

La mia recensione
Si tratta di piccoli racconti che mostrano la società russa, tra alti e bassi. Affrontiamo viaggi in treno interminabili, una famiglia alla ricerca della felicità che spreca terribilmente il tempo insieme, il tutto tratteggiato senza nascondere le mille facce che compongono la variegata popolazione dell’800.

Sinceramente quello che mi ha colpito di più è “Sonata a Kreutzer”, dove il narratore/protagonista rimane incastrato in una conversazione assurda con un vicino di treno, scoprendo idee bislacche sul rapporto uomo-donna. Il protagonista deve subire una specie di monologo quasi ininterrotto da parte di un passeggero del treno. Inizialmente non si capisce bene dove voglia andare a parare, ma con il passare delle pagine diventa chiaro il suo intento di raccontare il suo passato per trovare una giustificazione a un atto terribile che ha commesso. Il dolore che prova per ciò che ha causato non è tale però da smorzare la sua voglia di trovare una spiegazione alle sue azioni.

Anche il racconto sulla vita, e sulla morte, di Ivan Il’ič ha dei risvolti interessanti. Parte dal presupposto che l’uomo non può fare nulla per evitare la morte, per quanto si possa sforzare a vivere una vita piena e appassionata. Il protagonista infatti cerca sempre di trovare qualcosa di stimolante da fare, per migliorare la posizione della sua famiglia. Il suo obiettivo è vivere una vita agiata, senza doversi preoccupare troppo. Con la moglie, inizialmente amata alla follia poi declassata a una semplice compagna di casa, ha una serie di scontri e discussioni, che sfociano in un malcontento generale. La descrizione della vita familiare ci permette di scoprire uno scorcio nella borghesia dell’epoca, lasciando trapelare informazioni che spaziano dai mobili ai giochi di carte.

Tutti i racconti sono caratterizzati da una componente morale molto forte. Lo scrittore lascia trapelare tra le righe il suo pensiero, senza esternarlo direttamente. Non dipinge in maniera obiettiva tutti i personaggi, aggiungendo qualche particolare che li rende più o meno piacevoli. I racconti non sono troppo brevi e ci permettono di riuscire a formularci un’idea abbastanza chiara di chi abbia commesso un torto e chi invece sia nel giusto.

Consigliato a: chi vuole scoprire la Russia dell’800 attraverso gli occhi di un grande scrittore.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Classici
Titolo: La morte di Ivan Il’ic e altri racconti
Autore: Leo Tolstoy
Lunghezza: 171 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Mondadori

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Una banda di idioti – [John Kennedy Toole]

Una banda di idioti

Trama: Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui. È il principio primo che muove ogni altra idea, sogno e azione di Ignatius Reilly, uno dei massimi nemici del popolo americano di questo secolo. Immaginatevi una strana miscela fra un barbone, un Oliver Hardy impazzito, un Don Chisciotte grasso e un Tommaso d’Aquino perverso. Immaginatevi un gigante con baffoni e berretto verde da cacciatore che, fra giganteschi rutti e flatulenze, si vede costretto a continui attacchi contro un’America “priva di geometria e teologia”. Attorno a lui, in una New Orleans trasformata in palcoscenico quasi dadaista, un coro di personaggi epici. Jones, negro in semischiavitù, che fulmina con una frase al vetriolo “quella nazista della padrona” del Notti di Follia e ci fa ridere fino a piangere. La signorina Trixie, ottuagenaria sempre a caccia di prosciutti pasquali e, suo malgrado, dell’eterna giovinezza. Myrna, anarco-femminista di New York, che sfida con un serrato carteggio anima e sesso di Ignatius. Una mamma disperata, Santa Battaglia e l’agente Mancuso, pronti a consolarsi con partite di bowling. E poi, Yoghi, Rosvita e Batman, le Manifatture Levy, Gus Levy, signora e viziatissime figlie. Immaginatevi un diario del lavoratore, una summa teologica dell’assurdo, una rivolta di operai attorno a una croce eretta nell’ufficio contabilità, chilometri di archivio ridotti a zero in un minuto, un vecchio cliente umiliato senza scampo con una lettera di insolenze ineguagliabili…

La mia recensione
Il protagonista del libro è tremendo, rappresenta un concentrato di sfrontatezza, pigrizia e maleducazione insopportabili. Con il suo comportamento però smaschera il vero pensiero delle persone che in apparenza sono perfette e perbene.

Il protagonista oscilla tra l’essere un genio circondato da poveri inetti, che non possono minimamente capire le sue sofferenze, e l’essere un paranoico, che distorce la realtà per trovare sollievo dalle sue pene. Vivendo sulle spalle della madre, che lo asseconda senza spingerlo a migliorarsi, Ignatius si ritiene l’unico in grado di giudicare il mondo per la sua spiccata sensibilità. Peccato che ciò comporti criticare tutto quello che è differente dal suo gusto e dalle sue idee, cosa che sembra essere molto comune.

La vicenda è ambienta a New Orleans, con una miriade di personaggi diversi che circondano e colorano le avventure del protagonista. Sono presenze più o meno solide, che rendono più movimentata la storia. Anche con delle semplici lettere, come nel caso di Myrna, riusciamo a immaginarci un passato rispetto agli eventi attuali e dare un impianto più solido alla vicenda.

Avendo però Ignatius come protagonista assoluto non sono riuscita ad apprezzare a fondo il libro. Lui è troppo irritante per permetterti di lasciarti andare all’ilarità di alcune scene. Il suo comportamento riesce a urtare qualsiasi buona azione possa compiere. Anche il solo gesto di accompagnare la madre a fare compere riesce a essere ribaltato da Ignatius, rendendo ogni sua azione in sacrificio eroico.

Consigliato a: chi riesce a sopportare protagonisti fastidiosi.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Umoristico
Titolo: Una banda di idioti
Autore: John Kennedy Toole
Lunghezza: 461 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Marcos y Marcos

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Kate e il regno dimenticato: Amici e nemici – [Silvia Banzola]

Kate e il regno dimenticato: Amici e nemici

Trama: Kate è una giovane donna realizzata. O almeno così si sente, finché nella semplicità della sua placida vita viennese qualcosa accade all’improvviso. Ciò che ha sempre creduto impossibile e inimmaginabile diventa quotidianità.
La discrezione di Hill House e il comportamento scostante di Adele si rivelano paraventi dietro ai quali Kate scoprirà una realtà sconosciuta e a tratti spaventosa, popolata da creature magiche e spesso raccapriccianti, ma anche da incontri sorprendenti e inaspettatamente positivi.
Incerta su quale direzione prendere e di chi fidarsi, intraprenderà il cammino verso il suo destino, che la riporterà a Emmeltz.

La mia recensione
Ci troviamo di fronte a un fantasy particolare, dove la protagonista si trova di fronte al crollo di tutte le sue certezze in pochi giorni. Nemmeno la sua famiglia sembra essere immune da questo cambiamento.

Kate è una ragazza che non sta affrontando un bel periodo. Abbandonata dal compagno poco prima di Natale, si ritrova coinvolta in una situazione a dir poco stravagante. Ci sentiamo smarriti come lei di fronte agli avvenimenti che cominciano a precipitarle addosso. E ci si mette veramente tanto per iniziare a capire cosa sta succedendo.

La presenza di elementi paranormali si manifestano fin da subito, con caratteristiche che saltano all’occhio. Forse se fossero stati più amalgamati all’interno della storia non ci sarebbe stato un distacco troppo profondo con la realtà che un po’ disorienta. Quando infatti Kate compie una qualche azione normale, come andare a comprare un regalo per un’amica, ci si sente sballottati come tra due dimensioni diverse.

I dialoghi, che dovrebbero accompagnarci alla scoperta dei personaggi, non riescono del tutto nell’intento. La protagonista ripete più volte le stesse frasi, si fida di persone sconosciute e rivela a loro tutti i suoi sentimenti, cerca risposte da sua nonna ma ottiene solo un muro di reticenza. Il loro rapporto è quello che risulta essere più compromesso dagli avvenimenti. Da parte di entrambe le donne c’è un certo distacco fin dall’inizio della vicenda, cosa che Kate non sembra valutare in modo negativo.

Il libro è il primo di una serie, cosa che ci permetterà di scoprire se nei prossimi volumi scopriremo qualcosa in più sul mondo che stiamo scoprendo insieme a Kate.

[Copia omaggio ricevuta dall’autrice]

Consigliato a: chi crede che i sogni nascondano dei misteri.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Fantasy
Titolo: Amici e nemici
Autore: Silvia Banzola
Serie: Kate e il regno dimenticato [1]
Lunghezza: 232 pagine
Edizione: Ebook
Copertina rigida
Editore: Tabula Fati

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Antropocene – [Francesco Verso, Roberto Paura]

Antropocene

Trama: Questa è la prima antologia italiana sui cambiamenti climatici: un tema così importante che all’estero ha dato origine a un vero e proprio genere detto “climate fiction” o “Cli-Fi”. I due editor Francesco Verso (sezione narrativa) e Roberto Paura (sezione saggistica) fuso insieme le storie di alcuni tra i migliori scrittori di fantascienza contemporanei con analisi di esperti selezionati per offrire al lettore uno sguardo a 360° sulle trasformazioni della nuova era geologica, l’Antropocene. L’antologia include racconti provenienti da molti paesi poiché il cambiamento climatico indotto dal comportamento umano è un fenomeno di proporzioni globali: Clelia Farris e Francesco Verso dall’Italia, Robert Silverberg dagli Stati Uniti, Chen Qiufan dalla Cina, Marian Womack dalla Spagna e Jean-Louis Trudel dal Canada vi porteranno in altrettanti futuri, vicini e lontani, in compagnia dei saggi scientifici di altrettanti esperti in materia come Giampietro Casasanta, Gennaro Fucile, Antonio Camorrino, Marco Signore, Roberto Paura e Fausto Vernazzani.

La mia recensione
Una raccolta di racconti che esplora un possibile futuro, plasmato dai cambiamenti climatici. Cosa ci aspetta nei prossimi anni, quando l’impatto dell’uomo sulla Terra sarà ormai irreversibile?

I racconti sono tra i più variegati, con futuri catastrofici minacciati dall’inquinamento o dall’innalzamento degli oceani. La razza umana tenta in tutti i modi di sopravvivere ai cambiamenti del clima, aggrappandosi alla vita senza mai demordere. Gli stratagemmi sono vari, ma ognuno di essi serve a dimostrare come l’ingegno umano potrebbe essere utilizzato per trovare soluzioni differenti.

Il libro è concepito come un’alternanza tra un racconto e un saggio, per riflettere sullo scenario ipotizzato. Le trame fantastiche servono per introdurci con facilità nell’idea e nello scenario che gli autori vogliono trasmetterci. Il saggio invece ci permette di approfondire, tramite studi e citazioni, cosa si sta facendo per rimediare la situazione climatica compromessa e quanto è grande il divario che ci separa dallo scenario apocalittico che abbiamo appena letto.

Alcuni racconti mi hanno entusiasmato di più, per la potenza del finale che ti colpisce nel profondo. Per esempio, in Due mondi di Francesco Verso l’unica soluzione trovata per sopravvivere è quella di modificare l’umanità, rendendola una specie differente e più adatta a trovare una nuova nicchia in cui prosperare. Non sempre però tutti i piani seguono le previsioni. In La società dello smog di Chen Qiufan invece ci troviamo di fronte a un futuro triste e grigio, dove solo la costanza del protagonista ci farà intravedere un barlume di speranza.

Una cosa è certa: se tutti questi sforzi fossero utilizzati per impedire che la Terra sia portata a un punto irreversibile a causa dell’uomo, nessuno di questi futuri ipotizzati potrà mai avverarsi.

Consigliato a: chi non si arrende mai e spera sempre nel futuro.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Fantascienza
Titolo: Antropocene
Curatore: Francesco Verso, Roberto Paura
Lunghezza: 262 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Future Fiction

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Scuola di cucina: L’ingrediente fondamentale – [Eileen Griffin, Nikka Michaels]

Scuola di cucina: L'ingrediente fondamentale

Trama: amie Lassiter è l’ultima persona che vorrei avere fra i piedi, soprattutto durante le lezioni della scuola di cucina quando dovrei concentrarmi sui dolci da preparare e non su cosa gli farei se riuscissi a bloccarlo all’interno della dispensa… Lui è sempre stato solo il ragazzo del corso per il quale provo un desiderio smodato, ma durante la cena di questa sera ho capito che non è il moccioso viziato che pensavo, ha senso dell’umorismo e non è un aspirante modello senza cervello. La domanda allora sorge spontanea: di quale colpa mi sono macchiato nella mia vita precedente perché debba avere la sfortuna di provare attrazione per l’unico ragazzo che è interessato a mia sorella?

La mia recensione
La competizione tra i cuochi può diventare bollente, soprattutto se scatta anche la scintilla dell’amore. Tra i banchi di scuola, alla ricerca della perfezione e di una borsa di studio per realizzare il proprio sogno, due ragazzi scoprono che i loro sentimenti possono unirli con grande dolcezza.

Ethan è la voce narrante del libro, colui che ci introduce nella vicenda e ci mostra il retroscena di una scuola di cucina. Lui è abituato a fare tutto da solo, senza dare confidenze agli estranei. Preferisce rimanere chiuso in sé stesso, piuttosto che rischiare ed essere ferito da qualcuno. Avvicinandosi a Jamie scoprirà come che esistono altre persone, oltre a sua sorella, che tengono a lui e che non sono intenzionate a fargli del male.

Jamie è il punto di vista alternativo a quanto succede, con un carattere più pacato, insicuro ma desideroso di riuscire a dimostrare le sue qualità. La sua famiglia è molto ingombrante, soprattutto per il nome e il decoro che è necessarie mantenere. Jamie invece vorrebbe sentirsi libero di vivere la sua vita, di dimostrare il suo valore e di essere valutato solo per le sue capacità. Il rapporto con Ethan gli dimostrerà che può essere una persona autonoma, che può affrontare la vita senza dover sempre rendere conto alla sua famiglia.

Le ricette sono il filo conduttore della trama, dolci e stuzzicanti, in grado di accompagnarci nell’evoluzione del rapporto tra i due ragazzi. La scuola che stanno affrontando sembra quasi essere il coronamento dei loro sogni. Entrambi sono bravi dietro ai fornelli e hanno bisogno solo del giusto riconoscimento.

Nonostante il libro faccia parte di una serie, si può considerare quasi auto conclusivo. Arrivati all’ultima pagina infatti, oltre ad avere una gran voglia di dolci, si ci può ritenere soddisfatti di come si è evoluta la relazione tra i due personaggi principali, senza avere la sensazione che la trama sia stata troppo precipitosa o con punti in sospeso.

Consigliato a: chi ha fame di storie dolci.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Romantico
Titolo: Scuola di cucina: L’ingrediente fondamentale
Autore: Eileen Griffin, Nikka Michaels
Serie: Scuola di cucina [1]
Lunghezza: 267 pagine
Edizione: Ebook
Editore: HarperCollins Italia

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L’occhio e la spada – [Marco Dolcetta]

L'occhio e la spada

Trama: Zei ed Arlei sono amici dalla più tenera età.
Riflessivo uno, più passionale l’altro, nessuno dei due avrebbe immaginato di dover lasciare le Terre Verdi. Ma i soldati del re elimineranno tutti i loro affetti, costringendoli alla fuga. Inizia così un duro viaggio, una folle caccia che li trascinerà in un vortice di dolore, speranza e vendetta. Ma avranno bisogno di aiuto, perché il nemico è più forte di loro. Lui impugna un Dono degli Dei.

La mia recensione
Ecco un fantasy classico, in cui l’eroe deve riuscire a capire il suo percorso in mondo complicato e crudele, ben scritto e strutturato. Il nostro protagonista è accompagnato da una banda di personaggi variegati, fondamentali però per la riuscita della sua impresa.

La vicenda si snoda su diversi piani paralleli, che si riuniscono pian piano in un’unica trama. I vari personaggi devono compiere sentieri diversi prima d’incontrarsi. Questo stratagemma è molto utile perché ci permette di conoscerli meglio, scoprendo le loro caratteristiche e aiutandoci a inquadrarli.

Inizialmente è innegabile che Zei e Arlei sono i personaggi principali. I due ragazzi infatti sono quelli descritto meglio. Scopriamo i loro sentimenti e ci sentiamo trascinato dalla loro rabbia e commosso dalla loro tristezza. Zei è più riflessivo, preferisce lasciare ad Arlei l’iniziativa. Quando però prende una decisione, diventa molto difficile fargli cambiare idea tanto è testardo. Arlei invece è una testa calda. Si lancia a capofitto nelle situazioni senza pensare alle conseguenze.

I due ragazzi si ritrovano a dover affrontare una serie di nemici inaspettati, che stravolgono la loro vita tranquilla. Veniamo però a scoprire che il passato del regno, che in apparenza è solo una leggenda, influenzi il loro futuro. La loro inesperienza per tutto quello che concerne la vita al di fuori del paesino in cui vivono li rende facile preda d’individui poco raccomandabili in realtà permette l’inserimento degli altri personaggi, che completano così il gruppo alla perfezione.

Abbiamo un ladro, che ha agganci in ogni città per trovare un rifugio, un eremita con conoscenze magiche, che in battaglia è sempre utile. Anche la parte femminile del gruppo non è trascurata, rappresentata alla grande da una ragazza affascinante e molto scaltra. Ognuno di loro ha dei segreti da nascondere, che possono influenzare la vicenda a seconda di quando saranno rivelati. Noi abbiamo qualche piccolo indizio che ci permette di scoprire in anteprima cosa succederà, permettendoci di godere al meglio delle varie reazioni.

La componente fantasy è ben presente fin dall’inizio con magia e oggetti incantati. Per riuscire ad apprezzarla al meglio sono necessarie maggiori informazioni, che forse potremo ottenere nel prossimo romanzo della serie.

Consigliato a: chi immagina un mondo in cui tutti possano conquistare un posto da eroi.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Fantasy
Titolo: L’occhio e la spada
Autore: Marco Dolcetta
Lunghezza: 259 pagine
Edizione: Ebook
Copertina rigida
Editore: Plesio Editore

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