Dante Alighieri: I delitti della Medusa – [Giulio Leoni]

Dante Alighieri: I delitti della Medusa

Trama: Firenze, anno del Signore 1300. In una notte di metà luglio il priore Dante Alighieri viene chiamato in tutta fretta dal Bargello della città e condotto sul luogo di un delitto orrendo. Nel nuovo Palazzo dei Priori ancora in costruzione, tra le ali di un colossale carro allegorico a forma di aquila imperiale, è appeso il cadavere di una donna decapitata, coperta da una ricca veste di broccato color porpora intessuta d’argento. Per Dante non è difficile riconoscere il corpo della bellissima Vana del Moggio, cantatrice amatissima che con la sua voce paradisiaca ammaliava tutta Firenze. Chi può averla uccisa? E perché in quel modo così feroce? Per scoprirlo il sommo poeta dovrà inoltrarsi nella “selva oscura” degli indizi e delle false piste. E su tutto l’ombra di un terrificante mostro mitologico…

La mia recensione
Avete mai immaginato Dante in veste d’investigatore? In questo libro troveremo il sommo poeta alle prese con un omicidio efferato, misteri che coinvolgono dei suoi conoscenti e la voglia di dimostrare quanto vale.

Ammetto che la storia avrebbe funzionato anche con un protagonista diverso, senza dover scomodare per forza Dante. Il suo passato è importante solo per giustificare la sua voglia di dimostrare il suo valore non solo come scrittore. I rapporti con gli uomini di potere non sono ottimali, complice il fatto che suo padre faceva un mestiere non ben visto. Dante ha allontanato alcuni dei suoi amici in questa sua scalata al prestigio, per cercare di costruirsi una figura diversa dal letterato.

Nelle sue indagini però dovrà riallacciare i rapporti per scoprire chi si nasconda dietro alla scia di sangue che sta invadendo la città. Come investigatore non è il massimo, visto che si lascia trascinare da sensazioni spesso sbagliate. Gli indizi gli sfuggono da sotto il naso, senza che lui se ne rende conto. In compenso abbiamo un turbinio di emozioni e ricordi che riescono a guidare Dante nella soluzione dell’enigma.

Gli altri personaggi sono quasi delle comparse nella storia. Non riescono ad acquistare il giusto spessore e non entriamo mai in sintonia con loro. In fondo questo è un bene, perché viene lasciato ampio spazio alla vicenda. Possiamo immergerci nell’atmosfera della città dai quartieri mobili alle stamberghe in periferia, fino ai luoghi religiosi.

Al netto del clima teso per le indagini, si capisce che la città è in fermento. Ci sono artisti e pensatori pronti a rivoluzionare il mondo, sculture che non vedono l’ora di vedere la luce. Le indagini portano Dante a esplorare alcune zone della città, facendoci così respirare la sua aria frizzante. Forse non può essere del tutto classificato come un libro giallo, ma la componente storica della trama riesce ad accendere la nostra immaginazione senza problemi.

Consigliato a: chi vuole un protagonista conosciuto ma con comportamenti diversi dal solito.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Titolo: I delitti della Medusa
Autore: Giulio Leoni
Serie: Dante Alighieri [1]
Lunghezza: 209 pagine
Editore: Mondadori

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Idi di marzo – [Valerio Massimo Manfredi]

Idi di marzo

Trama: Roma, inizi di marzo del 44 avanti Cristo. Caio Giulio Cesare, il pontefice massimo, il dittatore perpetuo, l’invincibile capo militare che ha assoggettato il mondo alla legge romana, è un uomo di cinquantasei anni, solo in apparenza nel pieno della sua prestanza fisica e psichica. In realtà è stanco e malato, una belva fiaccata e rinchiusa nella gabbia dei propri incubi spaventosi. La missione di cui si sente investito – chiudere la sanguinosa stagione delle guerre fratricide, riconciliare le fazioni, salvare il mondo e la civiltà di Roma – vacilla paurosamente sotto i colpi dei complotti di palazzo, orditi da chi vede in lui il tiranno efferato, colpevole, dopo lo strappo del Rubicone, di aver messo per sempre fine alla libertà della repubblica. Cesare è come paralizzato, incapace di reggere sulle spalle il peso di un potere immenso e cerca rifugio nella preparazione dell’ennesima campagna bellica, quella contro i Parti. Ma la logica politica della congiura definitiva incalza implacabile e neppure il sacrificio eroico di Publio Sestio, il più fedele legionario di Cesare, compagno di mille battaglie, che si lancia lungo le strade che portano a Roma in una spasmodica corsa contro il tempo per tentare di salvargli la vita, né la cura devota e amorevole della moglie Calpurnia, le attenzioni dell’amante Servilia e del medico Antistio riusciranno a disinnescarla. I presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso.

La mia recensione
Adoro lo stile di Valerio Massimo Manfredi, perché riesce sempre a trascinarmi nel passato, descrivendo con ricchezza di particolari qualsiasi scena, fino a renderla reale. Alle prese con un personaggio storico molto particolare, come Giulio Cesare, riesce ancora una volta a sorprendermi.

Non solo ci mostra il grande condottiero in momenti difficili ma anche con una forza incredibile, ma riesce ad accompagnare alla sua figura ingombrante una serie di personaggi secondari che riescono a rapirti il cuore. I vari attendenti di Cesare, ma anche i suoi nemici, hanno un obiettivo da raggiungere, delle passioni e un passato che li caratterizza e li rende unici. La moglie ha un ruolo marginale, che però esplode nelle pagine finali. E’ la sua compagna in tutto, pronto a sostenerlo in qualsiasi impresa, ma quando i presagi negativi si accumulano, è la prima a cercare di salvare il marito e a voler sacrificare il suo prestigio politico.

Cesare è lungimirante per quanto riguarda la politica e Roma, un po’ meno per la sua persona. Cerca sempre una soluzione pacifica, avendo stravinto sul campo militarmente. Vorrebbe espandere i confini di Roma fino a tutte le terre conosciute, ma così facendo sta dimenticando che i conflitti interni non sono del tutto sedati. Non pensa di essere invincibile, ma ha un’aria di supremazia che è difficile da ignorare. Un personaggio del genere lo si ama o lo si odia.

E’ quasi un peccato che il finale giunga troppo presto. Sappiamo già come andrà la storia, ma tra la corsa forsennata dei messaggeri che cercarono di avvisare Cesare del pericolo, contrapposta alle riunioni dei congiurati, sempre più decisi a compiere il passo decisivo, ci sentiamo di fare il tifo per i primi. L’impegno degli uomini per il loro comandante è costante e instancabile, così come ci viene descritto Cesare giorno dopo giorno. Chissà cosa avrebbe potuto raggiungere la sua vita non fosse stata stroncata così presto.

Consigliato a: chi crede che i presegi vadano ascoltati.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Idi di marzo
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Lunghezza: 261 pagine
Editore: Mondadori

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Caterina, la prima moglie – [Philippa Gregory]

Caterina, la prima moglie

Trama: A soli tre anni, Caterina d’Aragona, figlia dei sovrani di Spagna, viene promessa al principe Arturo, erede al trono d’Inghilterra. Da quel momento il suo destino è scritto, e lei lo sa. Diventerà regina e governerà quel Paese freddo e lontano, quel Paese che nemmeno conosce. Ma quando Arturo muore prematuramente, Caterina deve ripensare al proprio futuro: come potrà regnare e fondare una dinastia? Solo sposando il fratello di Arturo, il futuro Enrico VIII. La famiglia reale inglese è contraria a queste nozze, ma Caterina è una donna coraggiosa e indomita ed è disposta a tutto pur di ottenere ciò che vuole. Anche a ricorrere alla menzogna e a restarvi fedele per tutta la vita.

La mia recensione
Dopo la Guerra delle Rose, siamo pronti a entrare nel vivo della dinastia Tudor.

Caterina di Aragona è la prima moglie di Enrico VIII ma è anche una donna straordinaria, con un coraggio da leone. La conosciamo ancora bambina, quando vive da vicino la guerra contro i mori intrapresa dalla sua famiglia. La sua infanzia si divide tra i campi di battaglia e i giardini e le stanze finemente decorate dell’Alhambra. Il suo è un mondo dorato, dove le viene insegnato che il suo sangue reale è puro e sua madre è l’eletta di Dio.

Queste convinzioni la accompagneranno tutta la vita, almeno fino a quando l’incontro con altre culture e stili di vita non la metteranno di fronte al dubbio che forse i suoi genitori non erano così infallibili. Il suo arrivo in Inghilterra è la prima prova di forza a cui deve soggiacere. Unita in matrimonio ad Arturo , deve imparare in fretta gli usi e i costumi di questo regno sempre freddo e umido rispetto alla sua amata Spagna. E è a questo punto che scopriamo la Catenina stratega, in grado di valutare la situazione e cercare di sfruttare ogni possibile appiglio a suo favore. Mi è piaciuta l’intimità che è riuscita a creare con Arturo, mostrando il lato dolce e innamorato di una giovane principessa. Purtroppo come sappiamo la storia ha preso una piega diversa, privandoci forse di un grande re, almeno stando alla descrizione e al ritratto che ci presenta l’autrice.

Il rapporto successivo con Enrico sarà privo della freschezza e della delicatezza che avvolgeva la prima parte del libro. Caterina deve sfoderare tutte le sue armi di persuasione per riuscire a conquistare un posto a corte, fuori dall’influenza della regina madre Margaret e lontana dai capricci del suo secondo sposo. Il suo obiettivo è quello di garantire tranquillità all’interno dei confini del regno per avviare una serie di riforme che potrebbe traghettare l’Inghilterra verso un futuro più giusto, quasi a restaurare il mito di Camelot.

Mi ha stupito la costanza con cui Caterina affronta qualsiasi avversità anche nei periodi più bui, non smette mai di credere che diventerà regina, perché è nata per questo. La sua esistenza quasi non avrebbe senso se senza ottenere quel titolo e la sua caparbietà viene infine premiata. Gli uomini che la circondano fanno tutti una magra figura in confronto. Si dimostrano sempre mancanti in qualche aspetto, senza fibra morale o senza la giusta dose di coraggio.

Con questo ottimo inizio per la saga dedicata ai Tudor, non vedo l’ora coi leggere le storie delicate alle donne che hanno affrontato quest’epoca fino a realizzare i loro sogni.

Consigliato a: chi non si arrende di fronte ai pericoli pur di realizzare i propri sogni.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Caterina, la prima moglie
Autore: Philippa Gregory
Serie: Saga dei Tudor [1]
Lunghezza: 531 pagine
Editore: Sperling & Kupfer

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Il sigillo dei Borgia – [Mauro Marcialis]

La morte della Pizia

Trama: Roma 11 agosto 1492: una fumata bianca annuncia al mondo l’elezione di papa Alessandro VI, il potente cardinale Rodrigo Borgia giunto dalla Spagna con l’ambizione di conquistare, dopo il Vaticano, l’Italia intera. Da subito le spregiudicate manovre politiche del papa sembrano non risparmiare nessuno, e persino i suoi adorati figli Cesare, Juan, Lucrezia e Jofré diventano pedine di un gioco crudele, in cui si susseguono matrimoni d’interesse e alleanze pericolose. E quando le cospirazioni di Alessandro VI cominciano a esigere un prezzo sanguinoso, Cesare chiama a corte il suo vecchio compagno di studi Miguel Corella, che firmerà nel nome dei Borgia una serie di efferati crimini con la sua tagliente corda di violino. Cardinali, spie e cospiratori, chiunque tenti di ostacolare l’ascesa della famiglia si scontra fatalmente con lo spietato boia Miguel, la cui furia non risparmia neanche le cortigiane del palazzo di Santa Maria in Portico. Qui, sotto lo sguardo sprezzante di Giulia Farnese, la splendida amante del papa, si consuma anche l’amore tra la giovane cortigiana Drusilla e un Cesare Borgia ormai preda dello stesso delirio di onnipotenza del padre. Su di loro e su tutta Roma, domina incontrastato Rodrigo Borgia, che osserva il mondo conosciuto e quello appena scoperto sulle carte appese nelle sue stanze, ed è disposto a immolare anche Dio pur di diventarne il padrone assoluto.

La mia recensione
Se amate gli intrighi di potere nella Roma rinascimentale, forse potreste trovare interessante questo libro. Quando Rodrigo Borgia è stato eletto papa alla fine del 1400, ha potuto coronare il sogno della sua famiglia di espandere il loro potere e la loro influenza anche oltre l’Italia.

I suoi figli sono delle semplici pedine, ma in questo romanzo facciamo la conoscenza anche delle persone che li circondano. Cortigiane, amanti e tirapiedi, il mondo dei Borgia è sempre stato molto variopinto. Che le persone li seguissero per scelta o per necessità non aveva molta importanza. L’unico requisito richiesto era la lealtà, perché in caso di tradimento dovevi essere pronto a una vendetta tremenda.

La storia di Drusilla è decisamente quella che più emoziona e colpisce. Diventata cortigiana da giovane e fin da subito si ritrova invischiata in una relazione con Cesare Borgia. L’uomo non sembra provare per lei qualcosa di speciale, se non una brama di possesso e di conquista. Drusilla però si lascia ammaliare dal suo carisma e con il passare degli anni pensa che quello nella corte dei Borgia sia il posto ideale per lei. Diversi incontri con personaggi singolari le mostreranno che può aspirare ad altro, aprendole uno spiraglio in un momento di disperazione.

Un personaggio completamente diverso è Miguel, soprannominato il boia dei Borgia. L’uomo decide di mettersi al servizio della potente famiglia perché intravede un destino glorioso per loro. Non prova rimorso per le sue azioni, anzi si sente uno strumento in grado di aiutare i suoi protettori a diventare sempre più grandi. Se con Drusilla abbiamo modo di esplorare le passioni e il lato mondano dei Borgia, con Miguel ci immergiamo in un mondo i sotterfugi. Gli avversari politici erano eliminati o minacciati se non era possibile riuscire a corromperli.

Cesare Borgia seguirà questa evoluzione sanguinaria, accecato dalla brama di potere e dall’invidia verso il fratello maggiore. Insieme al padre è il personaggio meglio analizzata della vicenda. Il famoso rapporto con la sorella Lucrezia fa capolino qua e là nella storia, ma è sempre analizzato tramite il punto di vista di altri personaggi. La cosa particolare è che in generale i Borgia sono descritti come imbroglioni e approfittatori, in grado di sfruttare ogni occasione a loro vantaggio. In alcuni casi mi sono sembrati fin troppo audaci e la loro foga li ha infine fregati proprio all’apice della loro crescita.

Nonostante lo stile dello scrittore sia molto fluido, la storia in sé non hai ha convinta del tutto, forse a causa dei dialoghi un po’ troppo moderni tra i vari personaggi.

Consigliato a: chi vuole scoprire intrighi di potere nei palazzi papali.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Il sigillo dei Borgia
Autore: Mauro Marcialis
Lunghezza: 411 pagine
Editore: Rizzoli

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Il sangue nero dei Romanov – [Dora Levy Mossanen]

Il sangue nero dei Romanov

Trama: Darja ha 104 anni ed e ancora una donna bellissima e dal fascino misterioso. Vive in un antico e fatiscente palazzo e intorno a lei svolazza sempre un nugolo di farfalle. Nessuno sa con certezza chi sia in realtà: l’unico indizio relativo al suo passato è un preziosissimo ciondolo, un uovo Fabergé tempestato di diamanti e pietre preziose da cui non si separa mai. Ha dei poteri soprannaturali e racconta di essere stata la tutrice del piccolo Aleksej, l’erede al trono dei Romanov. È passato quasi un secolo da quando la Rivoluzione ha annegato nel sangue il fasto e la ricchezza degli zar: i membri della famiglia reale sono stati uccisi, il loro nome dannato, i simboli del potere distrutti, eppure pare che Aleksej sia scampato all’eccidio… Darja non lo ha mai dimenticato e quando riceve una convocazione urgente da parte dell’Associazione della nobiltà russa le sue speranze riprendono corpo…

La mia recensione
Le leggende sui Romanov hanno sempre il loro fascino, anche se la trama di questo libro è un po’ troppo ingarbugliata. Però immaginare l’atmosfera dell’epoca riesce a regalarci uno scorcio dello stile di vita ultra lussuoso dello Zar e della sua corte.

Darja è la protagonista del libro e ci accompagna in un viaggio tra passato e presente. La sua presenza alla corte degli zar è fondamentale per permetterci di scoprire i dietro scena della famiglia reale. La sua nascita è avvolta nella leggenda, un po’ come tutta la sua vita. Sembra possedere dei poteri magici, in grado di risolvere molte situazioni in apparenza disperate. Il suo rapporto con il piccolo Aleksej è quasi materno, con un legame che si forma prima ancora che lui nasca.

Per questo, una volta caduto lo zar, la protagonista non si arrende nella ricerca di eventuali sopravvissuti. Nella realtà sappiamo che tutta la famiglia dei Romanov non è sopravvissuta, ma nel libro ci piace immaginare un finale alternativo, dove la speranza non è mai sopita. L’ideale di Darja sulla monarchia non si lascia influenzare da niente e da nessuno. Lei ha vissuto una vita privilegiata, a diretto contatto con il lusso, e anche quando attraversa tempi bui non vede l’ora che gli zar siano ripristinati al potere.

Mi è piaciuto il suo non arrendersi mai, ma a volte la trama del libro risulta fin troppo complicata. Tra i rivoluzionari, i falsi pretendenti al trono e nani come servitori non si capisce bene dove voglia portarci l’autrice. Si nota molta nostalgia da parte di Darja per i vecchi tempi, al punto da influenzare ogni sua mossa. Con questo legame troppo forte con il passato, il suo futuro sembra ormai allontanarsi sempre più.

Consigliato a: chi non si arrende mai per inseguire il proprio passato.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Titolo: Il sangue nero dei Romanov
Autore: Dora Levy Mossanen
Lunghezza: 351 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Newton Compton

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La morte della Pizia – [Friedrich Dürrenmatt]

La morte della Pizia

Trama: «Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma.

La mia recensione
La Pizia è una donna normale, stanca di dover accontentare tutti quelli che vogliono un consiglio sul futuro da lei. In questo libro viene messa in luce la sua natura umana, piuttosto che quella divina.

E’ una figura ancorata alle tradizioni, che non può sfuggire dal suo ruolo se non con una serie di gesti eclatanti. La sua ribellione in realtà metterà in moto una catena di eventi imprevedibili, che vanno a creare la trama necessaria per la tragedia di Edipo. L’intera faccenda è però descritta con un tono ironico, in cui si prendono in giro uomini e dei senza distinzione. Mi piace questo approccio semi distaccato della Pizia Pannychis, in cui prima dichiara di non poterne più dei capricci degli uomini e poi si dispiace perché il suo oracolo ha causato un caos incontrollato.

Un altro personaggio che compare nella storia è Tiresia. Lui non fa una gran figura in questo libro, perché sembra essere attaccato ai soldi e ai sotterfugi politici. Cerca in tutti i modi di tessere una serie d’intrighi, ma non riesce a creare una rete abbastanza forte da incanalare gli eventi verso la direzione che desidera. Tenta di nascondere i propri errori, cercando di farli passare come incomprensioni oppure mancanze delle persone che lo circondano, senza però riuscire a convincerci fino in fondo.

La narrazione è molto fluida, con un pizzico di misticismo che ti fa pensare come in antichità fosse più semplice trasformare la realtà a piacimento con le parole giuste. Molto interessante la visione finale che ci viene trasmessa, che analizza i due approcci diversi per affrontare il mondo. Da un lato abbiamo un razionalisti, che cercano di pianificare tutti gli eventi, dall’altro invece troviamo chi si lascia guidare dalla fantasia. Voi da quale parte vorreste schierarvi?

Consigliato a: chi vuole rileggere sotto una nuova luce l’Edipo.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: La morte della Pizia
Autore: Friedrich Dürrenmatt
Lunghezza: 68 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Adelphi

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La battaglia dei due regni – [Simon Scarrow]

La battaglia dei due regni

Trama: 1789. I tumulti della Rivoluzione francese scuotono l’intera Europa: la guerra incalza su più fronti ed è chiaro che si sta aprendo una nuova fase destinata a cambiare la Storia. In terra di Francia, il giovane Napoleone Bonaparte si unisce alle truppe rivoluzionarie dimostrando da subito le sue straordinarie qualità. Vive in un mondo nel quale la carriera militare è la scelta più naturale per le ambizioni di un uomo. Intanto in Inghilterra, Arthur Wellesley, il futuro duca di Wellington, cresce coltivando aspirazioni artistiche: sarà un improvviso cambiamento a spingerlo verso un glorioso destino nell’esercito e sui campi di battaglia. Mentre Wellington è impegnato in Irlanda e nelle Fiandre, Napoleone partecipa alla guerra della neonata Repubblica francese contro Prussia, Inghilterra e Austria, affiancate da mezza Europa. Wellesley e Napoleone non sanno che le loro strade stanno per incrociarsi segnando segnando le sorti delle rispettive nazioni. Emergono i ritratti di due uomini che si gettano a capofitto in tutti gli aspetti della vita con ardore, allo stesso modo in cui affrontano le battaglie.

La mia recensione
Napoleone e il duca di Wellington sono due figure storiche molte interessanti, che possiamo riscoprire fin da giovani grazie a questo romanzo. I due ragazzi vivono in famiglie diverse, in condizioni economiche differenti, ma si distinguono rispetto ai loro compagni.

Napoleone è un fiero corso, che fin da ragazzo vuole difendere le sue origini. Il legame stretto con la sua terra gli viene trasmesso dalla madre, che era una fiera sostenitrice dell’indipendenza della Corsica. Il ragazzo fin da giovane dimostra subito una grande forza di volontà. Vuole distinguersi come uno dei migliori studenti, indipendentemente dal tipo di scuola frequentata. Il suo ingresso nell’accademia militare mette subito in mostra le sue qualità da stratega, che può mettere in pratica nelle prime scaramucce in cui viene coinvolto dai suoi compagni di scuola.

Al contrario Arthur, il futuro duca di Wellington, ha un’infanzia e un’adolescenza travagliate. Nonostante sia nato in una famiglia nobile, si ritrova a essere snobbato dalla madre e dai fratelli. Non ha nessuna qualità eccelsa, che lo fa distinguere dagli altri. Si limita a sopravvivere in qualsiasi scuola venga mandato, senza impegnarsi a fondo. Le poche amicizie che riesce a crearsi non sono durature, anche perché seguono la passione del momento. La sua formazione come militare inizia tardi e riceve delle agevolazioni da parte della famiglia, che gli permettono di saltare i primi passi della gavetta.

Napoleone risulta essere più incisivo come personaggio, mentre Arthur suscita un po’ di pietà. Entrambi i ragazzi dovranno imparare a cavarsela senza la loro famiglia, fin da fanciulli, per trovare la loro strada. Il libro è composto da capitoli alternati, che mostrano i diversi progressi compiuti con il passare degli anni. Il tutto rende dinamico il libro, senza lasciarci mai un attimo di respiro. Si rimane incollati alle pagine per capire come crescono i due protagonisti, fino a diventare gli uomini che la storia ci ha descritto.

Essendo solo l’inizio della serie storica, il romanzo si chiude con i due ragazzi pronti ad affacciarsi alle prime sfide dalla guerra. Dal prossimo libro si entrerà quindi nel vivo delle vicende che hanno dominato la storia di Francia e d’Inghilterra di fine settecento.

Consigliato a: chi vuole scoprire il passato di due grandi personaggi.

Voto:
Stelle 5

Genere:
Storico
Titolo: La battaglia dei due regni
Autore: Simon Scarrow
Serie: Revolution Saga [1]
Lunghezza: 563 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Newton Compton

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Il miniaturista – [Jessie Burton]

Trama: In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman − Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma – bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge.
L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. E proprio il miniaturista sembra custodire i segreti della famiglia Brandt che, inesorabilmente, mentre la casa in miniatura si va completando, si squadernano davanti agli occhi della giovane Nella.

La mia recensione
Il libro è alquanto bizzarro: a metà strada tra un romanzo storico e un mistero da risolvere, ci permette di scoprire insieme a Petronella la vita in Olanda tra il commercio e la religione. Entrambi gli aspetti sono infatti fondamentali e rendono uniche le vicissitudini che dovrà affrontare la protagonista.

Nella è una ragazza che ha sempre vissuto in una cittadina e si ritrova catapultata in una grande città a causa di un matrimonio combinato. Non si può certo dire che sia stata un’unione soddisfacente, visto che il marito fin dalle prime pagine ci appare come un uomo strano e solitario. Non è di certo il compagno o confidente che Nella si aspettava, nonostante sia disposto a spendere cifre da capogiro per comprarle dei regali. La protagonista dovrà quindi capire come muoversi in una casa estranea, con una sorella del marito fin troppo invadente e con dei domestici che conoscono più segreti di chiunque altro.

Ciò che colpisce è come il marito, descritto come un grande commerciante, non si comporti come tale. Nel corso del romanzo lo vediamo compiere una serie di errori di valutazione, che rischiano di compromettere i suoi affari. Non assistiamo mai al risultato di una sua trattativa ma sentiamo solo tessere le sue lodi dagli altri personaggi. Non è un uomo di grandi parole e spesso avrebbe potuto risolvere molti equivoco semplicemente spiegando più chiaramente le sue intenzioni. Invece preferisce continuare a vivere la sua vita come se nulla fosse cambiato, come se Nella fosse semplicemente un altro inquilino della casa e non sua moglie.

La vita descritta è particolarmente agiata per l’epoca. Nella infatti non soffre la fame e può tranquillamente acquistare ciò che vuole. Ogni tanto si avverte qualche accenno al fatto che se gli affari e le trattative commerciali del marito non dovessero andare in porto allora la famiglia si ritroverebbe in difficoltà. Sono solo degli indizi passeggeri, che servono ad accrescere la tensione narrativa piuttosto che portare a una vera riflessione sullo stile di vita adottato.

Consigliato a: che pensa che le miniature possano riflettete la vita reale.

Voto:
Stelle 4

Genere:

Storico

Titolo: Il miniaturista
Autore: Jessie Burton
Lunghezza: 444 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Bombiani

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Una dinastia al potere – [Matteo Strukul]

Una dinastia al potere

Trama: Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

La mia recensione
Medici hanno governato Firenze, rendendo la città una potenza del Rinascimento. Scopriamo in questo romanzo come Cosimo, il nonno di Lorenzo il Magnifico, sia riuscito a fondare le radici necessarie al successo della sua dinastia.

La struttura del libro è molto semplice, composta dai momenti salienti della vita del protagonista. Attraversiamo con lui gioie e dolori, dalla morte del padre fino al ritorno a Firenze dopo l’esilio. Scopriamo come Cosimo fosse un abile stratega, che non ha mai smesso di lottare per ottenere prestigio per la propria famiglia. Ogni imprevisto che ha incontrato è servito come spunto per spronarlo a fare di più, a migliorarsi e a cercare di ottenere un guadagno per i Medici.

Il suo legame con l’arte ne è un esempio. Crede nel progetto di una nuova cattedrale immensa e magnifica, per donare al popolo qualcosa di maestoso. Allo stesso tempo è consapevole che legando il proprio nome all’opera sarà per sempre ricordato come benefattore della città. E’ questo equilibrio e delicato il fulcro del suo potere, dove una sola parola fuori posto può far crollare anni di duro lavoro. Ma basta anche un singolo gesto per riuscire a ottenere risultati enormi.

L’intera famiglia Medici è straordinaria. Unita nelle avversità, raccoglie diverse anime, con vocazioni differenti. Nessuno di loro è amante della guerra, in quando l’esito può essere imprevedibile. Preferiscono avere nelle proprie mani tutte le carte per decretare il destino di una nuova iniziativa. Non disdegnano la corruzione, utilizzata solo quando serve, e sono consapevoli che non essendo nobili devono basare il loro consenso sul favore del popolo. Solo portando dalla loro parte la città di Firenze potranno agire indisturbati e riuscire a ottenere risultati straordinari.

Le donne della famiglia si dimostrano forti e coraggiose. Sanno che devono sostenere i loro uomini, portando avanti la casa ed esibendo un comportamento impeccabile in pubblico. Sono eleganti e intelligenti e in un paio di occasioni sono in grado di generare intrighi fondamentali per aiutare la famiglia.

Con l’ultimo capitolo del libro si avverte che l’epoca di Cosimo sta tramontando, per lasciare spazio a un giovane Lorenzo, pronto a diventare Il Magnifico.

Consigliato a: chi vuole immergersi nel Rinascimento italiano.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Una dinastia al potere
Autore: Matteo Strukul
Serie: I Medici [1]
Lunghezza: 384 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Newton Compton

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Il mercante di stoffe – [Coia Valls]

Il mercante di stoffe

Trama: Nel 1320 Barcellona è in fermento: sorgono palazzi, fioriscono commerci, le strade si riempiono di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Le vie traboccano di profumi esotici e spezie, di stupendi tessuti e di scintillanti gioielli cesellati dagli orafi di tutta Europa. Una città così nuova e attiva offre mille occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto. Come Jaume Miravall. Che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande famiglia. Due imprese ambiziose, due obiettivi che richiedono coraggio, lavoro, astuzia e fortuna. E che possono essere messi in pericolo dai segreti e dai peccati di un uomo. Quando arriva a Barcellona, insieme con la dolcissima moglie Elvira, Jaume deve accontentarsi di vivere in un miserabile quartiere dove tradimento, malvagità e morte fanno parte indissolubile del paesaggio. Ma non si lascia scoraggiare e, mentre Elvira dà alla luce l’attesissimo primo erede, Jaume si avventura nella città alla ricerca della sua occasione. La troverà commerciando in stoffe: prima raccogliendo gli scarti degli altri, poi solcando il Mediterraneo infestato dai pirati saraceni con un manipolo di amici fedeli, e infine stabilendo una florida impresa. Sul suo cammino, però, inaspettata, trova anche la grande passione: l’aristocratica Bianca, bellissima e altera, che gli potrà concedere solo sporadici e infuocati incontri clandestini. Diviso tra l’affetto di moglie e figli e l’amore per Bianca, Jaume resta invischiato nel segreto del suo peccato.

La mia recensione
Fare il mercante a Barcellona può essere molto interessante, soprattutto se bisogna costruirsi un nome e una reputazione partendo da zero. Jaume Miravall dovrà aguzzare l’ingegno se vuole riuscire a farsi strada nel mondo degli affari.

L’uomo cambia parecchio nel corso della vicenda: da semplice mercante, che vuole ricavarsi uno spazio nella città, diventerà un ricco benestante, con un fiuto sopraffino per gli affari. Jaume non si arrende mai, una volta raggiunto un obiettivo si impone di cercare un nuovo traguardo. Ci tiene ai suoi collaboratori e cerca di assicurarsi la loro fiducia e lealtà tramite dei semplici aiuti verso le loro famiglie. Ovviamente dovrà prendere alcune decisioni difficili e raggiungere dei compromessi non proprio eleganti per riuscire a sopravvivere. Il tutto sarà sempre fatto per la sua famiglia, in primis sua moglie Elvira.

La donna è tutto per lui, ma nonostante il forte sentimento che li unisce, Jaume si ritrova a tradirla. La passione che lo lega a Bianca, una giovane aristocratica, sembra non avere freni. Nonostante i pericoli e i divieti la loro relazione sembra essere inarrestabile. Per lei Jaume accetterà un patto che condizionerà non solo la vita sua e di sua moglie, ma anche quella dei suoi figli.

Nel libro riusciamo a percorrere anche la vita dei giovani figli del protagonista, che ci mostrano altri aspetti della società spagnola dell’epoca. Tra di loro infatti abbiamo un figlio pittore, che ci permette di scoprire l’arte e il pensiero fuori dall’ordinario, una sorella, che ci mostra il mondo femminile e le possibilità date alle donne, e un fratello senza freni, che intraprende sia la vita da mercante sia la via delle armi. I tre giovani portano un po’ di dinamismo nella vicenda, aggiungendo così qualche nota aggiuntiva sulla società dell’epoca.

Barcellona infatti è una città dinamica, sempre in crescita e in cambiamento. Con il passare degli anni si avverte questa diversità, incarnata anche dagli stessi protagonisti che crescono in un’atmosfera particolare. Non sono immuni ai momenti tristi, pericolosi o di magra, ma si impegnano tutti a cercare di migliorare la propria condizione. E in fondo non dispiace leggere anche dei singoli momenti della loro vita, per scoprire qualcosa in più e lasciarsi trasportare dai loro sentimenti.

Consigliato a: chi desidera scoprire la Barcellona medievale.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Titolo: Il mercante di stoffe
Autore: Coia Valls
Lunghezza: 448 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Sperling & Kupfer

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