Il sangue nero dei Romanov – [Dora Levy Mossanen]

Il sangue nero dei Romanov

Trama: Darja ha 104 anni ed e ancora una donna bellissima e dal fascino misterioso. Vive in un antico e fatiscente palazzo e intorno a lei svolazza sempre un nugolo di farfalle. Nessuno sa con certezza chi sia in realtà: l’unico indizio relativo al suo passato è un preziosissimo ciondolo, un uovo Fabergé tempestato di diamanti e pietre preziose da cui non si separa mai. Ha dei poteri soprannaturali e racconta di essere stata la tutrice del piccolo Aleksej, l’erede al trono dei Romanov. È passato quasi un secolo da quando la Rivoluzione ha annegato nel sangue il fasto e la ricchezza degli zar: i membri della famiglia reale sono stati uccisi, il loro nome dannato, i simboli del potere distrutti, eppure pare che Aleksej sia scampato all’eccidio… Darja non lo ha mai dimenticato e quando riceve una convocazione urgente da parte dell’Associazione della nobiltà russa le sue speranze riprendono corpo…

La mia recensione
Le leggende sui Romanov hanno sempre il loro fascino, anche se la trama di questo libro è un po’ troppo ingarbugliata. Però immaginare l’atmosfera dell’epoca riesce a regalarci uno scorcio dello stile di vita ultra lussuoso dello Zar e della sua corte.

Darja è la protagonista del libro e ci accompagna in un viaggio tra passato e presente. La sua presenza alla corte degli zar è fondamentale per permetterci di scoprire i dietro scena della famiglia reale. La sua nascita è avvolta nella leggenda, un po’ come tutta la sua vita. Sembra possedere dei poteri magici, in grado di risolvere molte situazioni in apparenza disperate. Il suo rapporto con il piccolo Aleksej è quasi materno, con un legame che si forma prima ancora che lui nasca.

Per questo, una volta caduto lo zar, la protagonista non si arrende nella ricerca di eventuali sopravvissuti. Nella realtà sappiamo che tutta la famiglia dei Romanov non è sopravvissuta, ma nel libro ci piace immaginare un finale alternativo, dove la speranza non è mai sopita. L’ideale di Darja sulla monarchia non si lascia influenzare da niente e da nessuno. Lei ha vissuto una vita privilegiata, a diretto contatto con il lusso, e anche quando attraversa tempi bui non vede l’ora che gli zar siano ripristinati al potere.

Mi è piaciuto il suo non arrendersi mai, ma a volte la trama del libro risulta fin troppo complicata. Tra i rivoluzionari, i falsi pretendenti al trono e nani come servitori non si capisce bene dove voglia portarci l’autrice. Si nota molta nostalgia da parte di Darja per i vecchi tempi, al punto da influenzare ogni sua mossa. Con questo legame troppo forte con il passato, il suo futuro sembra ormai allontanarsi sempre più.

Consigliato a: chi non si arrende mai per inseguire il proprio passato.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Titolo: Il sangue nero dei Romanov
Autore: Dora Levy Mossanen
Lunghezza: 351 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Newton Compton

Goodreads

La morte della Pizia – [Friedrich Dürrenmatt]

La morte della Pizia

Trama: «Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma.

La mia recensione
La Pizia è una donna normale, stanca di dover accontentare tutti quelli che vogliono un consiglio sul futuro da lei. In questo libro viene messa in luce la sua natura umana, piuttosto che quella divina.

E’ una figura ancorata alle tradizioni, che non può sfuggire dal suo ruolo se non con una serie di gesti eclatanti. La sua ribellione in realtà metterà in moto una catena di eventi imprevedibili, che vanno a creare la trama necessaria per la tragedia di Edipo. L’intera faccenda è però descritta con un tono ironico, in cui si prendono in giro uomini e dei senza distinzione. Mi piace questo approccio semi distaccato della Pizia Pannychis, in cui prima dichiara di non poterne più dei capricci degli uomini e poi si dispiace perché il suo oracolo ha causato un caos incontrollato.

Un altro personaggio che compare nella storia è Tiresia. Lui non fa una gran figura in questo libro, perché sembra essere attaccato ai soldi e ai sotterfugi politici. Cerca in tutti i modi di tessere una serie d’intrighi, ma non riesce a creare una rete abbastanza forte da incanalare gli eventi verso la direzione che desidera. Tenta di nascondere i propri errori, cercando di farli passare come incomprensioni oppure mancanze delle persone che lo circondano, senza però riuscire a convincerci fino in fondo.

La narrazione è molto fluida, con un pizzico di misticismo che ti fa pensare come in antichità fosse più semplice trasformare la realtà a piacimento con le parole giuste. Molto interessante la visione finale che ci viene trasmessa, che analizza i due approcci diversi per affrontare il mondo. Da un lato abbiamo un razionalisti, che cercano di pianificare tutti gli eventi, dall’altro invece troviamo chi si lascia guidare dalla fantasia. Voi da quale parte vorreste schierarvi?

Consigliato a: chi vuole rileggere sotto una nuova luce l’Edipo.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: La morte della Pizia
Autore: Friedrich Dürrenmatt
Lunghezza: 68 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Adelphi

Goodreads

La battaglia dei due regni – [Simon Scarrow]

La battaglia dei due regni

Trama: 1789. I tumulti della Rivoluzione francese scuotono l’intera Europa: la guerra incalza su più fronti ed è chiaro che si sta aprendo una nuova fase destinata a cambiare la Storia. In terra di Francia, il giovane Napoleone Bonaparte si unisce alle truppe rivoluzionarie dimostrando da subito le sue straordinarie qualità. Vive in un mondo nel quale la carriera militare è la scelta più naturale per le ambizioni di un uomo. Intanto in Inghilterra, Arthur Wellesley, il futuro duca di Wellington, cresce coltivando aspirazioni artistiche: sarà un improvviso cambiamento a spingerlo verso un glorioso destino nell’esercito e sui campi di battaglia. Mentre Wellington è impegnato in Irlanda e nelle Fiandre, Napoleone partecipa alla guerra della neonata Repubblica francese contro Prussia, Inghilterra e Austria, affiancate da mezza Europa. Wellesley e Napoleone non sanno che le loro strade stanno per incrociarsi segnando segnando le sorti delle rispettive nazioni. Emergono i ritratti di due uomini che si gettano a capofitto in tutti gli aspetti della vita con ardore, allo stesso modo in cui affrontano le battaglie.

La mia recensione
Napoleone e il duca di Wellington sono due figure storiche molte interessanti, che possiamo riscoprire fin da giovani grazie a questo romanzo. I due ragazzi vivono in famiglie diverse, in condizioni economiche differenti, ma si distinguono rispetto ai loro compagni.

Napoleone è un fiero corso, che fin da ragazzo vuole difendere le sue origini. Il legame stretto con la sua terra gli viene trasmesso dalla madre, che era una fiera sostenitrice dell’indipendenza della Corsica. Il ragazzo fin da giovane dimostra subito una grande forza di volontà. Vuole distinguersi come uno dei migliori studenti, indipendentemente dal tipo di scuola frequentata. Il suo ingresso nell’accademia militare mette subito in mostra le sue qualità da stratega, che può mettere in pratica nelle prime scaramucce in cui viene coinvolto dai suoi compagni di scuola.

Al contrario Arthur, il futuro duca di Wellington, ha un’infanzia e un’adolescenza travagliate. Nonostante sia nato in una famiglia nobile, si ritrova a essere snobbato dalla madre e dai fratelli. Non ha nessuna qualità eccelsa, che lo fa distinguere dagli altri. Si limita a sopravvivere in qualsiasi scuola venga mandato, senza impegnarsi a fondo. Le poche amicizie che riesce a crearsi non sono durature, anche perché seguono la passione del momento. La sua formazione come militare inizia tardi e riceve delle agevolazioni da parte della famiglia, che gli permettono di saltare i primi passi della gavetta.

Napoleone risulta essere più incisivo come personaggio, mentre Arthur suscita un po’ di pietà. Entrambi i ragazzi dovranno imparare a cavarsela senza la loro famiglia, fin da fanciulli, per trovare la loro strada. Il libro è composto da capitoli alternati, che mostrano i diversi progressi compiuti con il passare degli anni. Il tutto rende dinamico il libro, senza lasciarci mai un attimo di respiro. Si rimane incollati alle pagine per capire come crescono i due protagonisti, fino a diventare gli uomini che la storia ci ha descritto.

Essendo solo l’inizio della serie storica, il romanzo si chiude con i due ragazzi pronti ad affacciarsi alle prime sfide dalla guerra. Dal prossimo libro si entrerà quindi nel vivo delle vicende che hanno dominato la storia di Francia e d’Inghilterra di fine settecento.

Consigliato a: chi vuole scoprire il passato di due grandi personaggi.

Voto:
Stelle 5

Genere:
Storico
Titolo: La battaglia dei due regni
Autore: Simon Scarrow
Serie: Revolution Saga [1]
Lunghezza: 563 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Newton Compton

Goodreads

Il miniaturista – [Jessie Burton]

Trama: In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman − Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma – bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge.
L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. E proprio il miniaturista sembra custodire i segreti della famiglia Brandt che, inesorabilmente, mentre la casa in miniatura si va completando, si squadernano davanti agli occhi della giovane Nella.

La mia recensione
Il libro è alquanto bizzarro: a metà strada tra un romanzo storico e un mistero da risolvere, ci permette di scoprire insieme a Petronella la vita in Olanda tra il commercio e la religione. Entrambi gli aspetti sono infatti fondamentali e rendono uniche le vicissitudini che dovrà affrontare la protagonista.

Nella è una ragazza che ha sempre vissuto in una cittadina e si ritrova catapultata in una grande città a causa di un matrimonio combinato. Non si può certo dire che sia stata un’unione soddisfacente, visto che il marito fin dalle prime pagine ci appare come un uomo strano e solitario. Non è di certo il compagno o confidente che Nella si aspettava, nonostante sia disposto a spendere cifre da capogiro per comprarle dei regali. La protagonista dovrà quindi capire come muoversi in una casa estranea, con una sorella del marito fin troppo invadente e con dei domestici che conoscono più segreti di chiunque altro.

Ciò che colpisce è come il marito, descritto come un grande commerciante, non si comporti come tale. Nel corso del romanzo lo vediamo compiere una serie di errori di valutazione, che rischiano di compromettere i suoi affari. Non assistiamo mai al risultato di una sua trattativa ma sentiamo solo tessere le sue lodi dagli altri personaggi. Non è un uomo di grandi parole e spesso avrebbe potuto risolvere molti equivoco semplicemente spiegando più chiaramente le sue intenzioni. Invece preferisce continuare a vivere la sua vita come se nulla fosse cambiato, come se Nella fosse semplicemente un altro inquilino della casa e non sua moglie.

La vita descritta è particolarmente agiata per l’epoca. Nella infatti non soffre la fame e può tranquillamente acquistare ciò che vuole. Ogni tanto si avverte qualche accenno al fatto che se gli affari e le trattative commerciali del marito non dovessero andare in porto allora la famiglia si ritroverebbe in difficoltà. Sono solo degli indizi passeggeri, che servono ad accrescere la tensione narrativa piuttosto che portare a una vera riflessione sullo stile di vita adottato.

Consigliato a: che pensa che le miniature possano riflettete la vita reale.

Voto:
Stelle 4

Genere:

Storico

Titolo: Il miniaturista
Autore: Jessie Burton
Lunghezza: 444 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Bombiani

Goodreads

Una dinastia al potere – [Matteo Strukul]

Una dinastia al potere

Trama: Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

La mia recensione
Medici hanno governato Firenze, rendendo la città una potenza del Rinascimento. Scopriamo in questo romanzo come Cosimo, il nonno di Lorenzo il Magnifico, sia riuscito a fondare le radici necessarie al successo della sua dinastia.

La struttura del libro è molto semplice, composta dai momenti salienti della vita del protagonista. Attraversiamo con lui gioie e dolori, dalla morte del padre fino al ritorno a Firenze dopo l’esilio. Scopriamo come Cosimo fosse un abile stratega, che non ha mai smesso di lottare per ottenere prestigio per la propria famiglia. Ogni imprevisto che ha incontrato è servito come spunto per spronarlo a fare di più, a migliorarsi e a cercare di ottenere un guadagno per i Medici.

Il suo legame con l’arte ne è un esempio. Crede nel progetto di una nuova cattedrale immensa e magnifica, per donare al popolo qualcosa di maestoso. Allo stesso tempo è consapevole che legando il proprio nome all’opera sarà per sempre ricordato come benefattore della città. E’ questo equilibrio e delicato il fulcro del suo potere, dove una sola parola fuori posto può far crollare anni di duro lavoro. Ma basta anche un singolo gesto per riuscire a ottenere risultati enormi.

L’intera famiglia Medici è straordinaria. Unita nelle avversità, raccoglie diverse anime, con vocazioni differenti. Nessuno di loro è amante della guerra, in quando l’esito può essere imprevedibile. Preferiscono avere nelle proprie mani tutte le carte per decretare il destino di una nuova iniziativa. Non disdegnano la corruzione, utilizzata solo quando serve, e sono consapevoli che non essendo nobili devono basare il loro consenso sul favore del popolo. Solo portando dalla loro parte la città di Firenze potranno agire indisturbati e riuscire a ottenere risultati straordinari.

Le donne della famiglia si dimostrano forti e coraggiose. Sanno che devono sostenere i loro uomini, portando avanti la casa ed esibendo un comportamento impeccabile in pubblico. Sono eleganti e intelligenti e in un paio di occasioni sono in grado di generare intrighi fondamentali per aiutare la famiglia.

Con l’ultimo capitolo del libro si avverte che l’epoca di Cosimo sta tramontando, per lasciare spazio a un giovane Lorenzo, pronto a diventare Il Magnifico.

Consigliato a: chi vuole immergersi nel Rinascimento italiano.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Una dinastia al potere
Autore: Matteo Strukul
Serie: I Medici [1]
Lunghezza: 384 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Newton Compton

Goodreads

Il mercante di stoffe – [Coia Valls]

Il mercante di stoffe

Trama: Nel 1320 Barcellona è in fermento: sorgono palazzi, fioriscono commerci, le strade si riempiono di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Le vie traboccano di profumi esotici e spezie, di stupendi tessuti e di scintillanti gioielli cesellati dagli orafi di tutta Europa. Una città così nuova e attiva offre mille occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto. Come Jaume Miravall. Che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande famiglia. Due imprese ambiziose, due obiettivi che richiedono coraggio, lavoro, astuzia e fortuna. E che possono essere messi in pericolo dai segreti e dai peccati di un uomo. Quando arriva a Barcellona, insieme con la dolcissima moglie Elvira, Jaume deve accontentarsi di vivere in un miserabile quartiere dove tradimento, malvagità e morte fanno parte indissolubile del paesaggio. Ma non si lascia scoraggiare e, mentre Elvira dà alla luce l’attesissimo primo erede, Jaume si avventura nella città alla ricerca della sua occasione. La troverà commerciando in stoffe: prima raccogliendo gli scarti degli altri, poi solcando il Mediterraneo infestato dai pirati saraceni con un manipolo di amici fedeli, e infine stabilendo una florida impresa. Sul suo cammino, però, inaspettata, trova anche la grande passione: l’aristocratica Bianca, bellissima e altera, che gli potrà concedere solo sporadici e infuocati incontri clandestini. Diviso tra l’affetto di moglie e figli e l’amore per Bianca, Jaume resta invischiato nel segreto del suo peccato.

La mia recensione
Fare il mercante a Barcellona può essere molto interessante, soprattutto se bisogna costruirsi un nome e una reputazione partendo da zero. Jaume Miravall dovrà aguzzare l’ingegno se vuole riuscire a farsi strada nel mondo degli affari.

L’uomo cambia parecchio nel corso della vicenda: da semplice mercante, che vuole ricavarsi uno spazio nella città, diventerà un ricco benestante, con un fiuto sopraffino per gli affari. Jaume non si arrende mai, una volta raggiunto un obiettivo si impone di cercare un nuovo traguardo. Ci tiene ai suoi collaboratori e cerca di assicurarsi la loro fiducia e lealtà tramite dei semplici aiuti verso le loro famiglie. Ovviamente dovrà prendere alcune decisioni difficili e raggiungere dei compromessi non proprio eleganti per riuscire a sopravvivere. Il tutto sarà sempre fatto per la sua famiglia, in primis sua moglie Elvira.

La donna è tutto per lui, ma nonostante il forte sentimento che li unisce, Jaume si ritrova a tradirla. La passione che lo lega a Bianca, una giovane aristocratica, sembra non avere freni. Nonostante i pericoli e i divieti la loro relazione sembra essere inarrestabile. Per lei Jaume accetterà un patto che condizionerà non solo la vita sua e di sua moglie, ma anche quella dei suoi figli.

Nel libro riusciamo a percorrere anche la vita dei giovani figli del protagonista, che ci mostrano altri aspetti della società spagnola dell’epoca. Tra di loro infatti abbiamo un figlio pittore, che ci permette di scoprire l’arte e il pensiero fuori dall’ordinario, una sorella, che ci mostra il mondo femminile e le possibilità date alle donne, e un fratello senza freni, che intraprende sia la vita da mercante sia la via delle armi. I tre giovani portano un po’ di dinamismo nella vicenda, aggiungendo così qualche nota aggiuntiva sulla società dell’epoca.

Barcellona infatti è una città dinamica, sempre in crescita e in cambiamento. Con il passare degli anni si avverte questa diversità, incarnata anche dagli stessi protagonisti che crescono in un’atmosfera particolare. Non sono immuni ai momenti tristi, pericolosi o di magra, ma si impegnano tutti a cercare di migliorare la propria condizione. E in fondo non dispiace leggere anche dei singoli momenti della loro vita, per scoprire qualcosa in più e lasciarsi trasportare dai loro sentimenti.

Consigliato a: chi desidera scoprire la Barcellona medievale.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Titolo: Il mercante di stoffe
Autore: Coia Valls
Lunghezza: 448 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Sperling & Kupfer

Goodreads

Fuoco di Scozia – [Tanya Anne Crosby]

Fuoco di Scozia

Trama: Scozia, 1125, la Leggenda ha inizio…
Per due secoli, il popolo di Aidan dun Scoti ha fatto la guardia al segreto più grande di Scozia, in attesa di un degno successore che posse unire i clan delle Highland. La sua gente è l’ultima dei “Dipinti”, i guardiani della vera Pietra del Destino.
Una Lotta per il Potere
Le tribù delle Highland sono divise. Re David di Scozia cerca un’alleanza con la gente di montagna. Ma solo una donna riuscirà a tentare Aidan dun Scoti – la bellezza maledetta il cui padre una volta ha tradito il suo clan…
Tentazione di Vendetta
Maledetta dalla gente di Aidan per i peccati commessi da suo padre, Lìleas MacLaren è l’unica donna a cui Aidan si crede immune. Offerta a lui come moglie da David di Scozia in segno di pace, lei è anche la donna che metterà in ginocchio il fiero capoclan.

La mia recensione
L’amore può nascere tra due persone le cui famiglie sono in lotta da anni? E’ il grosso dilemma che tormenta la vita e il futuro di Lìleas, che si ritrova costretta in un matrimonio senza amore.

La donna vuole apparire forte a tutti i costi, nonostante la sua situazione non sia delle più rosee. Si trova separata dal figlio, sposata con un uomo che odia la sua famiglia e circondata da gente che non vorrebbe avere niente a che fare con lei. Ovviamente la protagonista saprà tirare fuori delle doti straordinarie, che riusciranno a conquistare il clan scozzese. Peccato che non sia spiegato come sia diventata una guaritrice, come abbia studiato e dove abbia esercitato in passato. Dalle poche informazioni che si ricavano su di lei, nel suo matrimonio precedente sembrava essere più una castellana che una donna in grado di esercitare una professione così delicata come la guaritrice.

L’intero libro è costruito su figure un po’ fragili, parzialmente abbozzate, che non hanno una vera e propria costruzione psicologica. Si prenda per esempio Re David. Il vero motore scatenante della vicenda. Lo vediamo accennato nella prima parte del libro, per poi essere accantonato in fretta e furia senza alcuna considerazione. Ma non doveva essere il re in grado di dominare su tutte le terre?

Lo stesso discorso può essere fatto per Aidan dun Scoti. Il nuovo marito di Lìleas, che dovrebbe essere un potente signore del nord, si comporta più come un ragazzino per la maggior parte della vicenda. Non riusciamo a capire quando i suoi sentimenti verso la moglie si trasformino e soprattutto il motivo.

Nonostante queste incongruenze nella costruzione dei personaggi, in qualche modo la trama cresce e gli avvenimenti si susseguono. Le terre del clan riescono a regalarci qualche scorcio molto romantico, con la natura selvaggia e incontaminata. In fin dei conti il libro è una via di mezzo tra una storia d’amore, senza troppe pretese, e un romanzo storico, nonostante qualche inesattezza e alcuni oggetti anacronistici.

Consigliato a: chi vuole leggere una storia d’amore ambientata nella Scozia antica.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Romantico
Titolo: Fuoco di Scozia
Autore: Tanya Anne Crosby
Serie: I guardiani della pietra sacra [1]
Lunghezza: 596 pagine
Edizione: Copertina flessibile
Ebook
Editore: Oliver-Heber Books

Goodreads

Le aquile della guerra – [Ben Kane]

Le aquile della guerra

Trama: 9 d.C., Germania.
Vicino al Reno, il centurione romano Lucio Tullo arringa le truppe: sa che la sorte dei suoi uomini non dipenderà solo dalla disciplina e dalla formazione, ma anche dalla sua autorità. Sulla sponda opposta del fiume sono asserragliate le tribù germaniche, in rivolta per i tributi che l’impero pretende da loro. Ma né Tullo, né il suo comandante Varo sanno che a fianco degli avversari si schiererà anche il carismatico Arminio, ex alleato di Roma che da mesi sta tramando per far insorgere i barbari. E mentre le legioni di Varo si preparano a lasciare l’accampamento, migliaia di ribelli si vanno ammassando nelle vicinanze, pronti a sferrare l’attacco decisivo. Uno scontro all’ultimo sangue deciderà il destino delle aquile di Roma: li attende il trionfo o la morte in una terra straniera e ostile?

La mia recensione
La storia di Roma ha visto scorrere conquiste e battaglie sanguinarie, ma raccontarle dagli occhi di un centurione romani e un germano pronto a riscattare la sua gente fa un certo effetto. Entrambi sono pronti a tutti pur di riscattare e difendere il loro onore e il loro popolo.

Lucio Tullo è un vero romano, è nato nell’impero e crede nella sua espansione verso qualunque territorio. Non riesce a concepire una vita al di fuori di Roma e infatti è un comandante modello, in grado di comandare le truppe con il pugno di ferro. Purtroppo per lui si ritroverà coinvolto in uno scontro terribile, in cui dovrà utilizzare tutta la sua astuzia, il suo coraggio e la sue determinazione per riuscire a sopravvivere.

Il nemico a cui si deve opporre è rappresentato da Arminio. Lui proviene da una tribù germanica, che è stata sottomessa da Roma a furia di scontri e conquiste. Si capisce che le nuove regole imposte sono troppe rigide per il loro stile di vita libero. Arminio ha fatto carriera all’interno dell’esercito romano, ma non ha mai rinnegato le sue origini. Il suo desiderio di vedere la sua tribù di nuovo libera potrebbe trovare uno sbocco grazie a una serie di coincidenze favorevoli.

Il doppio punto di vista, che ci accompagna per tutta la vicenda, rende alquanto strana la lettura. Entrambi i personaggi hanno le loro ragioni per come si comportano e non identifichiamo nessuno come assalitore o conquistatore. Allo stesso tempo però nessuno riesce a conquistarci, senza suscitare una vera emozione anche nei momenti più difficili. Anche quando Tullo e Arminio si incontrano, nonostante l’odio che traspare tra i due, non ci si sente coinvolti da una delle due parti.

Le scene di guerra sono crude e veramente violente, lasciando spazio solo alla furia e al desiderio di sopravvivenza. Entrambi gli eserciti mettono in piedi delle tattiche di assolta per riuscire a sfondare il fronte e solo grazie all’intervento dei singoli comandanti si ottiene una svolta. Nei prossimi scontri, che saranno raccontati nei libri successivi, ci dobbiamo solo desiderio di rivincita e vendetta.

Consigliato a: chi rimane fedele ai propri giuramenti.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Titolo: Le aquile della guerra
Autore: Ben Kane
Serie: Le Aquile di Roma [1]
Lunghezza: 432 pagine
Edizione: Copertina flessibile
Ebook
Editore: Newton Compton

Goodreads

Le ateniesi – [Alessandro Barbero]

Le ateniesi

Trama: Atene, 411 a.C. Siamo in campagna, appena fuori dalle porte della città, dove, in due casette adiacenti, abitano due vecchi reduci di guerra, Trasillo e Polemone. Anni prima hanno combattuto insieme nella ingloriosa battaglia di Mantinea, che ha visto gli Ateniesi sbaragliati dagli Spartani, sono sopravvissuti e ora vivono lavorando la terra e senza mai decidersi a trovare un marito per le loro due figlie, Glicera e Charis, che però iniziano a mordere un po’ il freno.

Per i due vecchi l’unica cosa che conta è la politica. Atene ha inventato la democrazia ma deve difenderla, i ricchi complottano per instaurare la tirannide: anche il vicino Eubulo, grande proprietario che si ritira in una villa poco distante quando le fatiche della vita nella polis richiedono un po’ di riposo, è guardato con sospetto. Ma Charis e Glicera pensano che i padri vivano fuori dal mondo: per loro il giovane Cimone, figlio di Eubulo, ricco, disinvolto e arrogante, è un oggetto di sogni segreti.

È così che, quando tutti gli uomini si radunano in città per la prima rappresentazione di una commedia di Aristofane, le ragazze violano tutte le regole di una società patriarcale e accettano di entrare in casa di Cimone, lontane dagli occhi severi dei padri. Ma mentre in teatro l’ateniese Lisistrata e la spartana Lampitò decretano il primo, incredibile sciopero delle donne contro gli uomini per invocare la fine di tutte le guerre, la notte nella villa di Eubulo prende una piega drammatica.

La mia recensione
Un libro diviso in due filoni narrativi, che cercano d’inserire idee moderne in un contesto antico senza molto successo. Assistiamo allo scontro di due generazioni diverse, che faticano a riconciliarsi. Da un lato i padri contadini, che hanno affrontato la vita e le guerre, dall’altro le loro giovani figlie, che sognano un’esistenza agiata e diversa.

Trasillo e Polemone hanno assistito a molte lotte interne ad Atene, hanno combattuto per impedire agli spartani di conquistare tutta la Grecia. Credono fermamente nella democrazia e odiano gli aristocratici. Li considerano gente ricca, che non sa cosa voglia dire faticare e spaccarsi la schiena per portare a casa abbastanza cibo per sfamare la famiglia. Allo stesso tempo sono due brontoloni, che si lamentano per tutto e contro tutti. Non riescono a immaginare una vita al di fuori del loro piccolo campo, per questo fatino a capire le loro figlie.

Glicera e Charis sono due ragazze molto giovani, che si ritrovano ad affrontare una notte terribile per colpa di un loro gesto avventato. Non sappiamo molto su di loro, a parte qualche pensiero fugace che ci concede l’autore. Il loro ruolo è di diventare il fulcro della tragedia, senza scoprire qualcosa in più sulla loro personalità.

L’intera storia sarebbe potuta essere ambientata in un’epoca qualsiasi, se si esclude la battaglia che apre il libro. Non si avverte l’influenza del pensiero antico nei gesti dei personaggi, al contrario sembra essere tutto molto moderno. Le scene di violenza sono gratuite e non aggiungono nulla alla storia. Sembrano essere piazzate in mezzo alla trama per sconvolgere ancora di più il lettore. Quando si arriva all’ultima pagina si può finalmente tirare un sospiro di sollievo, senza più riaprire il libro.

Consigliato a: chi affronta le scene più crude senza alcun timore.

Voto:
Stelle 1

Genere:
Storico
Titolo: Le ateniesi
Autore: Alessandro Barbero
Lunghezza: 160 pagine
Edizione: Ebook
Copertina flessibile
Editore: Mondadori

Goodreads

Una principessa per due re – [Philippa Gregory]

Una principessa per due re

Trama: Principessa di nascita e primogenita della regina della Rosa Bianca, la giovane e bellissima Elisabetta pagherà sulla propria pelle lo scotto dell’agguerrita lotta per il trono tra York e Lancaster. Innamorata e promessa sposa del sovrano, re Riccardo III di York, sarà infatti obbligata dalla madre a sposarne l’assassino, Enrico Tudor, discendente dei Lancaster e futuro Enrico VII, per motivi politici. Ma seguire gli interessi del regno non l’aiuterà a mettere a tacere le ragioni del cuore, e arriverà inesorabile il momento in cui conciliare la fedeltà alla sua famiglia, gli York, con la fedeltà alla corona del marito sarà impossibile. Elisabetta dovrà fare una scelta. E non sarà facile.

La mia recensione
Essere una principessa per nascita e comportarsi come una vera regina sono due cose molto diverse. In questo nuovo libro sull’Inghilterra ai tempi della Guerra delle Due Rose scopriamo come sia estremamente vero.

Elisabetta di York non risulta essere all’altezza delle donne che l’hanno preceduta in questa serie. Sembra sempre una bambina, che non sa mai prendere posizione e impuntarsi per ottenere qualcosa. La sua vita è stata semplice, riuscendo a realizzare tutti i suoi desideri senza neanche doverli esprimere. Insegue il sogno del vero amore, che crede di aver trovato in re Riccardo III di York. Peccato che il destino l’abbia riservata come sposa di Enrico Tudor. Non riesce mai ad adattarsi veramente alla vita di corte, dove subisce il potere della regina madre Margaret.

Neanche Enrico è un personaggio esemplare. E’ abituato a lottare per ottenere qualsiasi cosa e prova una grande sfiducia verso tutto e tutti. Non rappresenta un vero sovrano, perché per lui il popolo è solo un possibile nemico, da spremere per ottenere ciò che vuole e abbandonare subito dopo. Devo ammettere che come personaggio mi è sembrato alquanto spregevole, senza alcuna possibilità di recupero. La sua paranoia raggiunge vette incredibili, compromettendo più volte il suo matrimonio.

L’intera corte vive quasi in un limbo, sospesi tra diverse guerre e lotte di potere. Chi è il favorito del re non può mai sentirsi al sicuro, perché basta una parola sgradita per perdere tutte le proprie fortune, se non addirittura la vita. Le feste della corte non sono così sfarzose come nei libri precedenti, sempre turbate dalla presenza rigida e inflessibile della regina madre. Nei libri precedenti il più grande sogni di Margaret era quello di vedere il proprio figlio sul trono, ma non sembra godersi il raggiungimento del suo obiettivo.

Purtroppo si chiude così questa serie dedicata alla Guerra delle Due Rose.Sembra di assistere a un lento declino delle trame femminili, che riuscivano a escogitare qualsiasi stratagemma per ottenere ciò che volevano.

Consigliato a: chi ha sempre sognato le regine perfette e senza alcun tentennamento.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Titolo: Una principessa per due re
Autore: Philippa Gregory
Serie: La guerra dei cugini [5]
Lunghezza: 529 pagine
Edizione: Copertina flessibile
Ebook
Editore: Sperling & Kupfer

Goodreads