La signora dei fiumi – [Philippa Gregory]

La signora dei fiumi

Trama: Francia, 1430. Jacquetta di Lussemburgo è una dei discendenti dei duchi di Borgogna, la cui stirpe si dice abbia ereditato il dono della preveggenza dalla mitica capostipite Melusina, divinità del fiume, in grado di leggere il futuro nello scorrere delle acque. Jacquetta è poco più di una bambina quando viene data in sposa al duca di Bedford che, convinto dei suoi poteri divinatori, la introduce al misterioso mondo dell’alchimia. Ma il destino ha in serbo altro per lei: quando, all’età di diciannove anni, la duchessa si ritrova prematuramente vedova, sfidando qualunque convenzione si unisce in seconde nozze al ciambellano del marito, Richard Woodville, un giovane di belle speranze e di umili origini al quale già da tempo la legava un amore segreto e proibito.
Grazie all’ambizione di lui e al proprio fascino e carisma, in breve tempo Jacquetta conquista un posto di primo piano alla corte dei Lancaster. Ma sono anni turbolenti e sanguinosi: Jacquetta sente che la famiglia rivale, gli York capeggiati dal temibile duca Riccardo, si fa sempre più pericolosa e minaccia di distruggere l’intero regno. Jacquetta combatte per il suo re, per la sua regina e per sua figlia, Elisabetta Woodville, per la quale prevede un destino straordinario e inatteso: un capovolgimento di fortuna, il trono d’Inghilterra e la bianca rosa di York.

La mia recensione
Torniamo tra le eredi di Melusina, stavolta scoprendo la storia di Jaquetta, che dalla Francia approda in Inghilterra per seguire un marito più anziano e alquanto stravagante.

La ragazza, infatti, non sembra dare molto credito alle sue doti di preveggenza, ma è istruita a dovere dall’uomo che si trova a costretta a sposare. Tra alchimisti e sapienti dell’epoca Jaquetta scopre che la conoscenza può essere pericolosa se è tra le mani di una donna. Nel periodo in cui vive, non è possibile per una donna riuscire a farsi strada e a farsi rispettare come se fosse un uomo. Jaquetta è molto timorosa e non ha grandissime ambizioni, al contrario di sua figlia Elisabetta che sarà invece pronta a tutto pur di diventare regina.

Il suo primo matrimonio non si può dire felice, ma le permetterà di entrare in società e capire come muoversi a corte. Il secondo marito sarà invece il vero amore della sua vita, l’uomo per cui sarà pronta a tutto pur di vivere al suo fianco. Insieme avranno una marea di figli, la maggior parte destinata però all’anonimato.

Jaquetta sarà sempre presente alla corte del re, come dama di compagnia della regina Margherita d’Angiò e come sua confidente. Saprà districarsi tra gli intrighi di corte, le sommosse e le bizze della famiglia reale. Il suo comportamento sarà sempre fedele alla corona e ai Lancaster, cercando di fare in modo che la sua famiglia sopravviva senza troppe sofferenze. Il suo amore incrollabile per suo marito la accompagnerà per tutta la vita, tenendola così al riparo dagli scandali che invece saranno sussurrati alle spalle della regina. I suoi consigli non sempre saranno ascoltati, anche se si capisce che il suo intento è sempre volto a proteggere l’Inghilterra.

E’ una donna a suo modo coraggiosa, che crede fino in fondo nei suoi desideri e fa di tutto per cercare la felicità sua e di suo marito. La sua guida sarà poi fondamentale per sua figlia, per permetterle di sopravvivere nella corte reale senza cadere nelle trappole tese dai suoi nemici.

Consigliato a: chi non si fa mancare un pizzico di magia nella propria vita.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: La signora dei fiumi
Autore: Philippa Gregory
Serie: La guerra dei cugini [3]
Lunghezza: 527 pagine
Edizione: Copertina rigida
Ebook
Editore: Sperling & Kupfer

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Il primo eroe – [Martí Gironell]

Il primo eroe

Trama: Un sacchetto con poche pietre sacre e una fionda. Questo l’unico bagaglio del giovane Ynatsé di fronte all’enorme compito che lo attende: mettersi in cammino per salvare il suo popolo… Un Male misterioso sta mietendo vittime tra gli abitanti del Clan dei Cavalli, la tribù che vive sulle rive di un lago, a poca distanza dalle caverne dove un tempo abitava tutta la comunità e che adesso ospitano, oltre al culto dei defunti, i disegni di Baasi, lo stregone del clan… Ed è proprio il vecchio e saggio Baasi, che ha visto gli dei in sogno, a sapere cosa fare: il giovane Ynatsé deve lasciare il villaggio in cerca del Cerchio di Pietra, per trovare la cura in grado di salvare la sua gente. Anche se non vorrebbe abbandonare Aynires, la donna che ama, e il loro figlioletto, Ynatsé si mette in cammino. Ancora non può sapere che quello che lo aspetta non sarà un viaggio come tanti, ma la più grande avventura della sua vita. Un viaggio epico e iniziatico che lo porterà lontano dal mondo a lui noto, un’impresa rischiosa durante la quale verrà fatto prigioniero, sarà costretto a lottare contro mostruose creature marine e verrà chiamato a risolvere gli enigmi di una misteriosa comunità di donne. E quando sarà tempo di tornare a casa, sentirà di aver compreso una grande verità: per quanto distanti vivano, per quanto diverse possano apparire le loro abitudini e i loro costumi, gli uomini sono ovunque gli stessi… Da sempre.

La mia recensione
Se vi aspettate un romanzo ambientato nella preistoria, questo libro non fa per voi. Tra dialoghi surreali con parole odierne e un protagonista con una mentalità troppo moderna, il risultato non è certo incoraggiante.

Ynatsé ricorda per molti tratti i personaggi de “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene”. Infatti dimostra un’intelligenza fuori dalla norma, in grado d’inventare nuovi strumenti con facilità e di riuscire a pensare in modo diverso dai suoi compagni. Per lui il mondo che lo circonda è una fonte inesauribile di stimoli, che riesce a fargli venire in mente nuove idee su come migliorare la vita del suo clan. Anche la sua donna, Aynires, ha le stesse intuizioni e arriva addirittura a sfidare il capo villaggio per ottenere più diritti per le donne.

La trama è fin troppo moderna, con i protagonisti che si comportano come uomini e donne del Novecento e non come gente preistorica. Rispetto a loro, gli altri membri del clan sembrano dei rozzi ominidi senza alcuna speranza di sopravvivenza. Il viaggio di Ynatsé è troppo inverosimile, considerando i pochi mezzi che ha a disposizione e la rapidità con cui giunge a destinazione. I contrattempi non mancano, ma non sembrano rallentarlo minimamente. Così come l’incontro con tribù diverse sembra essere sempre semplice, senza difficoltà di comunicazione, visto che tutti parlano la stessa lingua e usano gli stessi concetti.

L’avventura al posto che epica risulta incoerente con il periodo in cui è ambientata la storia, togliendo ogni fascino alla lettura.

Consigliato a: chi non disprezza i romanzi incoerenti.

Voto:
Stelle 2

Genere:
Storico
Titolo: Il primo eroe
Autore: Martí Gironell
Lunghezza: 270 pagine
Edizione: Copertina flessibile
Ebook
Editore: Longanesi

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La ragazza con l’orecchino di perla – [Tracy Chevalier]

La ragazza con l'orecchino di perla

Trama: Delft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città… Griet, la giovane figlia di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati di Delft – privato, per un incidente, “degli occhi e del lavoro” – è in cucina, intenta a sistemare, com’è solita fare, le verdure tritate (cavolo rosso, cipolle, carote, rape e porri ordinati splendidamente a cerchio e, in mezzo, una rondella di carota), quando ode voci decisamente insolite nella casa di un modesto decoratore… voci che suggeriscono “immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce”. Sull’uscio, compaiono improvvisamente due figure: un uomo dagli occhi grigi come il mare e un’espressione ferma sul volto lungo e spigoloso, e una donna – piccoli ricci biondi, sguardo che guizza qua e là nervosamente – che sembra portata dal vento, benché la giornata sia calma. Sono Johannes Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Katharina, gente ricca e influente, proveniente da vicino, dal Quartiere dei Papisti, eppure lontanissima da Griet e dal suo mondo. Griet ha sedici anni e quel giorno apprende dalla voce della madre il suo destino: andrà a servizio dei Vermeer per otto stuiver al giorno, dovrà fare le pulizie nell’atelier del pittore, e dovrà agire delicatamente senza spostare né urtare nulla. Romanzo che ci conduce con straordinaria precisione là dove l’arte è divisa dai fantasmi della passione soltanto da una linea sottile – tra Vermeer e Griet, l’artista e la serva, l’amato e l’amante, l’uomo potente e la giovane donna che non possiede altro che il suo incanto e la sua innocenza, si stabilisce un’intensa relazione fatta di sguardi, sospiri, frasi dette e non dette -, La ragazza con l’orecchino di perla ci offre anche alcune delle pagine più felici, nella narrativa contemporanea, sulla dedizione e sul coraggio femminile. Griet è invisa a Katharina, gelosa della sua intima relazione col marito, è costretta a subire i rimproveri di Maria Thins, la suocera del pittore, a sfidare tutte le convenzioni dell’epoca, e tuttavia non cessa per un solo istante di ubbidire all’amore per l’arte e alla passione che la muove. Gesto inaudito per la morale del tempo, poserà con le labbra sensualmente dischiuse per quel ritratto di Vermeer (“La ragazza col turbante”) che è giunto fino a noi, e non cessa di stupirci per l’enigmaticità dello sguardo che vi è dipinto.

La mia recensione
Una storia incredibile sulla creazione di un dipinto molto famoso, che ci accompagna alla scoperta del piccolo paesino Delft in cui ha vissuto il pittore Vermeer.

Griet è la protagonista della storia, ma al suo fianco troviamo i quadri dipinti da Vermeer, con la sua presenza ingombrante sullo sfondo. La ragazza è molto dolce e innocente, abituata a stare in famiglia e a seguire le regole senza mai ribellarsi. Il suo senso del pudore le impedisce a volte di capire cosa stia per succedere realmente intorno a lei, ma è anche una caratteristica che la rende adorabile. Si ritrova catapultata in una casa cattolica, a servizio di persone ricche e illustri, ma non perde di vista i suoi valori. Con lo scorrere delle pagine la vediamo maturare e diventare più spigliata, senza però perdere il suo candore.

Contrapposta Griet troviamo l’intera famiglia di Vermeer, che è abituata agli agi e ai privilegi e non capisce cosa voglia dire per una ragazza protestante adattarsi al loro stile di vita. La moglie è una persona insopportabile, infantile e priva di tatto. Si capisce fin da subito che sia più una bambina viziata che una donna matura e il marito l’asseconda in tutto. Anche le sue figlie un poco le assomigliano, soprattutto la piccola Cornelia che in alcuni punti si arriva addirittura a odiare per il suo comportamento meschino.

Vermeer è una presenza costante ma quasi impalpabile. I suoi quadri riempiono le pagine del romanzo, senza fretta come la sua pittura. Compaiono a poco alla volta e scandiscono la vita dell’intera famiglia. L’uomo viene descritto così come immaginiamo un’artista: vive nel suo mondo e raramente si accorge di quello che lo circonda. Quando posa gli occhi su Griet capiamo che la sta per coinvolgere in qualcosa più grande di lei, ma fino alla fine non immaginiamo che posto nella storia le è stato assegnato.

Il romanzo scorre senza alcuna nota negativa, con una trama coinvolgente che ci trascina nella vita di Griet e mostra una possibile spiegazione su un quadro molto affascinante.

Consigliato a: chi vuole viaggiare con la fantasia dentro un quadro.

Voto:
Stelle 5

Genere:
Storico
Titolo: La ragazza con l’orecchino di perla
Autore: Tracy Chevalier
Lunghezza: 229 pagine
Edizione: Copertina rigida
Copertina flessibile
Ebook
Editore: Neri Pozza

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Di metallo e stelle – [Luca Tarenzi]

Di metallo e stelle

Trama: Milano, 1499.
Il Castello Sforzesco è sotto assedio, fuori dall’esercito francese e dentro da un assassino che nessuno può vedere o fermare.
La tranquilla esistenza di Giacomo, giovane apprendista di Leonardo da Vinci, viene all’improvviso sconvolta dai segreti blasfemi del suo maestro, che riportano alla luce enigmi, misteri alchemici, veleni e, soprattutto, presenze mostruose.
Salvare la sua amata Cecilia dalle grinfie del Duca di Milano si trasforma in un’impresa quasi impossibile di fronte alla folle missione che il caso pare avergli affidato: fermare una creatura che non dovrebbe esistere fuori dagli incubi, ma che sembra ben intenzionata a togliergli tutto ciò che ha importanza nella sua vita.

La mia recensione
Leonardo da Vinci è stata una delle menti più geniali del passato. E se le sue idee fossero state più rivoluzionarie di quanto immaginiamo? Ecco che prende forma l’idea per questo romanzo, narrata dal giovane Giacomo, l’apprendista di Leonardo.

Il ragazzo è intelligente e curioso, bravo nel dipingere e nel seguire le direttive del suo maestro. E’ però anche molto impetuoso, soprattutto nei sentimenti, visto che arriva a innamorarsi della favorita del duca di Milano. Sa che Leonardo non condivide con lui tutti i suoi segreti, ma non riesce a rinunciare alla sua curiosità quando alcuni incidenti strani iniziano a tormentare la vita all’interno del Castello Sforzesco. E’ un sognatore anche lui, perché immagina una vita migliore insieme alla sua amata, ma al tempo stesso non riesce a staccarsi completamente dal maestro, che considera un padre a tutti gli effetti.

La vita all’interno del Castello è ben descritta, arricchita da alcuni aspetti misteriosi come i passaggi segreti. Il fatto che la città a un certo punto sia sotto assedio aggiunge altra tensione alla vicenda. Si sente lo scorrere inesorabile del tempo e non si riesce a decidere se la minaccia maggiore sia rappresentata dai soldati pronti all’attacco o dal demone misterioso che colpisce di notte.

L’alchimia è parte fondamentale della storia. I suoi principi sono spiegati pian piano, svelato dallo stesso Giacomo che tenta di capire cosa stia succedendo realmente nella sua vita. Nel libro la grande mente di Leonardo è riuscita ad analizzare i metalli e l’influenza dei pianeti su di essi, raggiungendo traguardi incredibili. L’autore riesce così a coniugare una figura storica con le parti inventate in maniera perfetta, senza creare discrepanze. Leonardo e Giacomo si muovo infatti come uomini del loro tempo, guidati da intuizioni e credenze popolari, senza risultare mai anacronistici. La storia ha una costruzione perfetta, con un finale elegante e degno dei capitoli che lo precedono.

Consigliato a: chi vuole immaginare un passato pieno di idee incredibili.

Voto:
Stelle 5

Genere:
Storico
Titolo: Di metallo e stelle
Autore: Luca Tarenzi
Lunghezza: 258 pagine
Edizione: Copertina rigida
Ebook
Editore: Gainsworth Publishing

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La regina della rosa rossa – [Philippa Gregory]

La regina della rosa rossa

Trama: Erede del nobile casato dei Lancaster, Margaret Beaufort è una donna ambiziosa fermamente convinta che la Rosa Rossa, simbolo della sua famiglia, sia destinata a regnare sull’Inghilterra. Ma i suoi sogni si infrangono il giorno in cui Enrico VI, amato cugino e sovrano, rifiuta di sposarla. Delusa e amareggiata, si lascia convincere dalla madre a un matrimonio senza amore. Si ritrova così, ancora giovanissima, legata a un uomo che ha il doppio dei suoi anni, e ben presto incinta di un figlio che non ha mai voluto. Margaret, però, non si arrende. Sola, tormentata da desideri irrealizzabili, decide di trasformare i suoi fallimenti in un trionfo: se lei non è riuscita a ottenere la corona, farà qualsiasi cosa perché la ottenga il figlio. Senza lasciarsi intimidire dal crescente potere della dinastia degli York, che si contrappone ai Lancaster ogni giorno di più, Margaret chiama il bambino Enrico. Come il re. E si prepara a marciare verso il trono, fra ambigue alleanze, complotti segreti e falsi giuramenti, pronta a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo. Anche a rinunciare per sempre all’amore.

La mia recensione
Nel secondo libro della serie di Philippa Gregory ci troviamo di fronte una nuova protagonista: una bambina cui viene strappata la sua infanzia, che si ritrova a inseguire un sogno potente. Un’intera casata la usa come pedina nei suoi giochi di conquista del regno, ma lei saprà trovare la sua strada nonostante le avversità.

Margaret non riesce a suscitare le nostre simpatie nelle prime pagine, perché appare come una bambina viziata, un po’ troppo sognatrice. Peccato che fin da subito le cose cambino e iniziamo a provare un minimo senso di pietà per la nostra protagonista, che si ritrova a fare da sposa e da madre in poco tempo. Il periodo non è però l’ideale per mettere al mondo un figlio in giovane età, visto i grandi rischi di salute che un parto comporta. Margaret si ritrova così a portare avanti una gravidanza, senza avere una minima idea dei pericoli per la sua salute, ma tutto quello che desidera è inseguire il sogno della sua casata.

L’amore non è parte della sua vita, se non per una piccola sfumatura che cogliamo con il passare dei capitoli. Ma Margaret si concentra su ben altro, nonostante sia una ragazza giovane che ha sofferto tanto e potrebbe desiderare un po’ di dolcezza nella sua vita. Non tentenna mai, anche quando gli avvenimenti sembrano soffiare contro di lei. La sua fede in Dio è incrollabile, credendo che la sua dinastia sia benedetta dal Signore e che ogni sua azione serva per uno scopo più grande. La sua famiglia diventa sempre più lontana da lei, con il passare degli anni e dei matrimoni combinati cui si deve sottoporre, ma il buon nome del suo casato rimane un chiodo fisso per lei.

Ogni capitolo del libro ci incuriosisce, perché cerchiamo di conciliare quello che conosciamo della storia con quanto ci è raccontato. Il periodo descritto è tumultuoso e pieno d’intrighi, alcuni aspetti sono rimasti misteriosi fino ai nostri giorni. Per questo l’interpretazione data dall’autrice s’incastra alla perfezione, rendendo magica la vicenda.

Consigliato a: chi vuole vedere la storia dal punto di vista di una ragazza potente.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: La regina della rosa rossa
Autore: Philippa Gregory
Serie: La guerra dei cugini [2]
Lunghezza: 448 pagine
Edizione: Copertina flessibile
Ebook
Editore: Sperling & Kupfer

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Il segreto della Monaca di Monza – [Marina Marazza]

Il segreto della Monaca di Monza

Trama: Milano, XVII secolo. La città è sotto il dominio della cattolicissima Spagna, che punisce con inaudita ferocia ogni forma di eresia. Mentre nelle piazze si accendono i roghi, l’Inquisizione estorce confessioni sotto tortura e nessuno può ritenersi immune dal fanatismo religioso. Nemmeno tra le austere mura di un monastero. Del resto, persino lì si annida la più pericolosa delle eresie: l’amore, quello che accende i sensi, travolge la ragione e spinge a gesti folli. Marianna lo sa bene: costretta dal padre a monacarsi giovanissima, da anni vive prigioniera nel convento di clausura di Monza. Ma né le grigie celle né le ore trascorse in preghiera sono riuscite a spegnere i suoi sogni, i suoi desideri più inconfessati. Finché un giorno, al di là del muro del giardino, vede lui, Paolo. La passione tra i due è immediata, intensa, sfrontata. Si consuma ogni notte, tra la silenziosa complicità di alcune consorelle, l’invidia di altre, le voci maligne che cominciano a circolare fuori dal convento. Pur di farle tacere, i due amanti sono pronti a qualsiasi intrigo e sortilegio. Anche a versare sangue innocente. E mentre si stringe la morsa dell’Inquisitore, i sospetti si fanno pressanti e le verità più torbide. Un romanzo formidabile, dove la lussuria si intreccia all’orrore, e dove la realtà dei documenti storici supera la finzione. Una grandissima storia d’amore e di tormento, il grido straziante di libertà di una donna irrimediabilmente divisa tra obbedienza e trasgressione.

La mia recensione
Nei “Promessi sposi” non fa una bella figura, ma il personaggio della monaca di Monza è estremamente affascinante in questo libro. Ripercorriamo tutta la sia vita e le sue emozioni, scoprendo così una donna al posto di una figura un po’ bistrattata.

Marianna è una ragazza molto affranta, ha dovuto rinunciare a tutti i suoi sogni a causa delle mire del padre verso la sua dote. Rinchiusa in convento fin da piccola, si ritrova a disagio tra le novizie e non sente la vera vocazione a fare la monaca per il resto della sua vita. E’ ovvio che appena conosce un ragazzo giovane come lei, affascinante e disposto a infrangere le regole per di conquistarla, si lasci trascinare subito dalle emozioni.

La storia d’amore tra Marianna e Paolo è molto contorta. Lui approfitta della sua posizione di “esperto” del mondo, mostrandosi un vero cacciatore nei confronti della protagonista, che si trova un po’ spiazzata inizialmente per la situazione. Marianna però si adatta in poco tempo e inizia a ideare sotterfugi sempre più audaci per incontrare il giovane. In questa serie infinita di menzogne, sono coinvolte anche altre giovani, desiderose di trovare uno svago e magari l’amore al di fuori delle fredde mura del convento.

Sappiamo tutti come andrà a finire la storia purtroppo, ma nel libro scopriamo anche qualche dettaglio in più. I due amanti stavano diventando troppo spudorati, rischiando sempre più di essere scoperti. Si sentivano così potenti e invincibili da gettare al vento le normali cautele, andando sempre più incontro alla rovina. E’ da dettagli come questi che si capisce che in fondo non erano innamorati l’uno dell’altra. Paolo trovava attraente l’idea di conquistare una creatura intoccabile come una suora, mentre Marianna voleva il realizzare il proprio sogno di avere una famiglia e un marito adorato.

In fondo però, la giovane Marianna, che scorgiamo nelle prime pagine del libro, era davvero una bambina dolce e innocente, che avrebbe meritato una vita diversa.

Consigliato a: chi immagina intrighi tremendi tra le mura di un convento.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Il segreto della Monaca di Monza
Autore: Marina Marazza
Lunghezza: 528 pagine
Edizione: Copertina rigida
Ebook
Editore: Fabbri

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Tortuga – [Valerio Evangelisti]

Tortuga

Trama: Nel 1685, i giorni dei pirati raggruppati nella confraternita detta dei Fratelli della Costa, obbedienti al re di Francia, sono contati. Luigi XIV ha fatto la pace con la Spagna e le scorribande dei filibustieri dei Caraibi, che hanno per base l’isola della Tortuga (La Tortue), sono diventate scomode. Un nuovo governatore ha preso possesso dell’isola e intende normalizzarla.
È in questa situazione che un nostromo portoghese, Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è catturato dal comandante pirata Lorencillo e arruolato a forza. Si trova a vivere tra gente sconcertante, dalla vita libera e indisciplinata e dalle imprevedibili esplosioni di crudeltà.
Lentamente, Rogério è conquistato dalle regole a volte fraterne, a volte feroci, di quella comunità singolare. La sua è una progressiva discesa all’inferno – un inferno, però, fondato sullo scatenamento degli istinti, e a suo modo “democratico”. La stessa Tortuga, covo della Filibusta fedele in teoria alla Francia, ha le apparenze di una repubblica, eppure si fonda sul più rigido schiavismo.
Rogério, passato al servizio del tetro cavaliere De Grammont, partecipa all’ultima grande avventura dei pirati della Tortuga: la presa, sanguinosissima, della città di Campeche, sulle coste messicane. Unica luce, in quella conquista infernale, l’amore del portoghese per una schiava africana da cui lo stesso De Grammont è attratto. Sarà l’episodio che volgerà il viaggio di ritorno in tragedia.
Tra abbordaggi, episodi di ferocia, momenti di cameratismo, su vascelli sovraccarichi in cui il sangue si mescola al sudore, una percezione tormenta Rogério. Nel Mar dei Caraibi si sta fondando una nuova società. Sì, ma quale? La fine della Tortuga a cosa prelude?

La mia recensione
I pirati non sono mai stati così selvaggi e brutali come in questa avventura. Tra schiavi e assalti ai galeoni, le pagine scorreranno facendovi trattenere il respiro fino alla fine.

Il protagonista della vicenda è Rogèrio, un uomo che inizialmente odia i pirati per i loro comportamenti sregolati, ma finisce per adattarsi a loro abbastanza in fretta. E’ difficile amare un personaggio come questo, in quanto è meschino e pronto ad approfittare delle situazioni per ottenere un tornaconto personale. Tenta di assumere un atteggiamento superiore agli altri pirati, ma più di una volta ho trovato che le sue azioni fossero ingiustificabili.

Si unisce dapprima alla ciurma del capitano Lorencillo, poi a quella di De Grammont. Anche se inizialmente i due equipaggi sono descritti come diversi, sono molte le similitudini che si possono trovare. Il codice d’onore tra i pirati viene rispettato in entrambe le navi, oppure piegato dai rispettivi capitani per i propri desideri.

Gli assalti alle altre navi sono sempre per ricercare nuovo bottino e offrono delle azioni mozzafiato. La confusione e la violenza regnano sovrane in questi frangenti, senza alcun risparmio verso gli innocenti. Riusciamo così a capire il vero terrore che dovevano provare le vittime di questi attacchi. La parte invece ambientata sulla terraferma perde un po’ del suo fascino. I pirati sono uomini di mare, nonostante si continui a dire che De Grammont sappia dirigere anche attacchi da terra.

Oltre alla pirateria e alle scorribande alla ricerca di tesori, assistiamo però a un grande cambiamento, delineato sullo sfondo della vicenda e che raggiungerà il suo culmine nella parte finale. I tempi infatti stanno cambiando, i governi europei, che prima appoggiavano la pirateria contro i propri nemici, hanno cambiato idea. Per i pirati insomma non si prospetta un futuro felice, soprattutto se non cambieranno atteggiamento. Peccato che molti non riescano a capire quanto sia fondamentale per la loro sopravvivenza adattarsi alle nuove richieste e si avviino per scoprire sulla propria pelle quanto sia pericolosa questa loro ribellione.

Consigliato a: chi vuole vivere avventure spietate sui mari.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Storico
Avventura
Titolo: Tortuga
Autore: Valerio Evangelisti
Serie: Ciclo dei pirati [1]
Lunghezza: 330 pagine
Edizione: Copertina rigida
Copertina flessibile
Ebook
Editore: Mondadori

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Il sepolcro segreto – [Steve Berry]

Il sepolcro segreto

Trama: Giamaica, 1504. Sono passati dodici anni da quando Cristoforo Colombo è sbarcato sulle coste del Nuovo Mondo. Dodici anni di viaggi e scoperte, e in cui l’ammiraglio ha continuato a cercare il luogo giusto. E finalmente l’ha trovato: quella piccola isola, disabitata e protetta da una foresta inaccessibile, è il nascondiglio perfetto per celare agli occhi dell’umanità il tesoro che gli è stato affidato…
Florida, oggi. Sono passati otto anni da quando una falsa accusa di plagio ha stroncato la carriera di Tom Sagan. Otto anni in cui Tom ha perso tutto: prima il lavoro al Los Angeles Times, poi il premio Pulizer, infine la moglie. E, proprio quando pensava di aver ormai toccato il fondo, davanti a lui si spalanca un baratro di angoscia: sua figlia viene rapita. Se vuole riabbracciarla, Tom deve recuperare un oggetto che la sua famiglia possiede da tempo immemorabile e che, alla morte del padre, è stato sepolto insieme con lui. Tom non può che obbedire alle istruzioni dei rapitori tuttavia, non appena ha tra le mani quel prezioso reperto, capisce di non poterglielo consegnare. Perché quello è solo il primo indizio per svelare un segreto antichissimo, un segreto che potrebbe riscrivere la Storia. Un segreto il cui ultimo depositario è stato Cristoforo Colombo…

La mia recensione
Avete mai pensato che sulla figura di Colombo ci sia qualche alone di mistero di troppo? Allora questo thriller fa per voi, svelandovi aspetti inaspettati sulla scoperta dell’America.

Tutto ha inizio con Tom Sagan, un giornalista che ha trascorso parte della sua vita osannato dalla critica internazionale. Purtroppo però ha visto andare tutto in fumo a causa di un complotto tremendo che gli ha stravolto l’esistenza. O meglio, questo è ciò che lui sostiene. L’intero libro si basa infatti sulla dualità degli eventi, filtrati attraverso diversi punti di vista che corrispondono ai principali attori della vicenda. Oltre a Sagan incontriamo Bène Rowe, un giamaicano che si potrebbe paragonare a un boss della droga, e Zachariah Simon, il più pericoloso di tutti e il più difficile da inquadrare. Bène è alla ricerca di guadagno e di un riscatto sociale, verso la sua gente per dimostrare il suo valore. Zachariah è un cinico freddo e spietato, che è pronto a scatenare una guerra tremenda in nome dei suoi ideali.

Ma a giocarsi la corona come personaggio più antipatico troviamo, oltre a Zachariah, la figlia di Tom Sagan. La ragazza crede di essere nel giusto ed è disposta a mentire e mettere in pericolo suo padre pur di ottenere ciò che vuole. Il suo desiderio più grande è dimostrare al nonno, ormai defunto, che sarebbe stata all’altezza di qualsiasi prova della vita. Pertanto era meritevole di essere messa a conoscenza del grande segreto, che il nonno non ha mai voluto rivelarle e su cui ruota tutta la vicenda. Abbiamo quindi di fronte una donna molto viziata, abituata a ottenere ciò che vuole e a non essere mai contraddetta.

Vi lascio immaginare come il rapporto tra padre e figlia sia estremamente complicato, che caratterizzerà anche i momenti di maggiore tensione. La svolta nell’intreccio è data dalle nuove scoperte in merito al grande segreto, che ogni volta riescono a sorprenderti, anche se già dai primi capitoli si capisce a grandi linee di cosa si tratti.

Consigliato a: chi vuole scoprire una nuova teoria su Colombo.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Thriller
Storico
Titolo: Il sepolcro segreto
Autore: Steve Berry
Serie: Cotton Malone [12]
Lunghezza: 466 pagine
Edizione: Copertina rigida
Ebook
Editore: Nord

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Il vento del nord – [Victoria Parz]

Il vento del nord

Trama: Li chiamavano barbari.
I Teutoni, capeggiati dal loro re Teutobodo, lasciarono il freddo e inospitale Jutland, alla ricerca di terra fertile. Strinsero alleanze e bruciarono villaggi durante la loro traversata verso sud fino a quando non si trovarono di fronte al nemico più forte e temuto di sempre: i Romani.
Tra battaglie, amori e riti magici, Teutobodo dovrà condurre il suo esercito verso l’inesorabile scontro che vedrà decidere le sorti del suo popolo in quello che fu chiamato: Furor Teutonico.

La mia recensione
Un viaggio pericoloso alla ricerca di nuovi spazi per il proprio popolo, è la sfida che deve affrontare il re Teutobodo. Non solo dovrà sopravvivere in un ambiente nuovo, ma si troverà a fronteggiare le ostilità di Roma.

Il nostro protagonista è un principe guerriero, molto dedito alle tradizioni e profondamente legato alla sua famiglia. Dovrà purtroppo affrontare un viaggio in cerca di serenità e pace, che si rivelerà però fatale per la sua gente. Infatti, per quanto il suo popolo sia pieno di buoni propositi, dovranno fronteggiare un nemico che non ammette deroghe alle proprie regole: la Roma imperiale, in piena espansione verso nuovi territori.

I Teutoni hanno delle tradizioni particolari, scandite dal ritmo delle stagioni e legate alla terra. Per loro essere un valoroso guerriero non è abbastanza, ci vuole anche un profondo rispetto per le proprie origini e per gli Dei. Le sacerdotesse sono ritenute sacre, in quanto sono le uniche che possono chiedere il favore alle divinità e capire i loro voleri. Le loro tradizioni non sono poi così dissimili da quelle dei romani, ma entrambi i popoli risultano molto orgogliosi. Non vogliono essere sottomessi gli uni agli altri, ma essere trattati alla pari.

Con una premessa del genere. È scontato che qualsiasi trattiva non potrà mai andare in porto, ma sarà minata dal forte desiderio di libertà e indipendenza di Teutobodo e della sua gente. Loro sono pronti a combattere e morire per ciò che considerano come un valore imprescindibile. Non è difficile immedesimarsi in loro, anche perché quasi tutti i rappresentati romani risultano ottusi e poco propensi alla trattativa.

I guerrieri teutonici non sembrano conoscere la paura e, quando combattono, sono davvero inarrestabili. Non hanno un esercito organizzano nei minimi dettagli come quello romano, ma si basano sulla forza dei singoli soldati e sulla furia che riescono a scatenare fin dall’inizio della battaglia. Sapendo il loro valore e scoprendo l’aspetto più nascosto delle loro usanze, non si può che apprezzare questo popolo che a lungo è steso definito “barbaro” ingiustamente.

Consigliato a: chi vuole riscoprire i Teutoni.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Il vento del nord
Autore: Victoria Parz
Lunghezza: 150 pagine
Edizione: Ebook
Editore: Koi Press

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Il labirinto ai confini del mondo – [Marcello Simoni]

Il labirinto ai confini del mondo

Trama: Napoli, Anno del Signore 1229. La scia di omicidi lasciata da un pericoloso e sfuggente cavaliere costringe l’inquisitore Konrad von Marburg a indagare sulla setta dei Luciferiani, devota a un antichissimo culto astrale. Suger de Petit-Pont, un magister medicinae cacciato dall’università di Notre-Dame, si trova suo malgrado coinvolto nella vicenda, attirando su di sé i sospetti di von Marburg. Ma non sarà l’unico a cadere nelle sue mani, avide di assicurare un colpevole alla giustizia divina: Ignazio da Toledo, giunto infatti a Napoli per vendere una reliquia, infiammerà i sospetti dell’inquisitore, fino al punto da essere ritenuto addirittura a capo dei famigerati Luciferiani e responsabile di tutti i delitti. Trovare una via d’uscita e dimostrare la propria innocenza non sarà affatto facile: Ignazio inizierà una complicata e rischiosa ricerca, che lo spingerà nel sud d’Italia, fino in Sicilia, alla “Corte dei miracoli” di Federico II. Il mistero sulla temibile setta si cela forse tra le mura del palazzo imperiale? E cosa nascondono i Luciferiani di così prezioso da valere il sacrificio di tante vite?

La mia recensione
Ultimo libro della trilogia dedicata a Ignazio da Toledo, con uno scenario affascinante e ben due cattivi pronti a dare del filo da torcere al protagonista. Partendo proprio dai nemici, ci ritroviamo di fronte a due uomini molto scaltri e con un obiettivo in mente ben preciso. Purtroppo Ignazio riuscirà a inimicarsi entrambi, senza volerlo, e dovrà sfidare un ossessionato dalla religione e un fanatico della conoscenza. Entrambi i personaggi sono molto pericolosi, riuscendo più di una volta a incastrare il protagonista e ha metterlo in seria difficoltà.

Ignazio si dimostra ancora una volta molto interessato al sapere, la sua voglia di scoprire cosa nuove lo affascina a tal punto che a volte mette a rischio la propria vita senza riflettere. Il suo atteggiamento nel confronto del figlio non è cambiato molto, anche se stavolta cerca di non trascinarlo in situazioni di pericolo, a meno che non sia strettamente necessario. Uberto infatti si dimostra più attaccato alla famiglia, non condividendo la sete di conoscenza fino all’estremo del padre. Preferirebbe lasciare perdere tutto quanto si inizia a intuire che le loro stesse vite sono appese a un filo, ma non abbandonerebbe mai Ignazio da solo.

Il libro ci trasporta da Parigi fino alla Sicilia, mostrandoci uno scorcio dell’Europa del 1200. La superstizione e l’inquisizione sono diventate molto oppressive, fermando così la libera circolazione delle idee. Solo all’interno di piccoli santuari dedicati al sapere, alle corti dei sovrani o nelle accademie, si riesce ancora a fare delle ricerche di filosofia o a creare esperimenti scientifici. E’ quasi scontato che Ignazio si attratto da questi ambienti, dove i testi più antichi sono nascosti e celano una serie di conoscenze che aspettano di essere riscoperte.

Lo stile narrativo è incalzante e ricco di mistero. Alcuni capitoli sono dedicati ai nemici del protagonista, facendo crescere l’ansia per la sua sorte quando ci rendiamo conto di che tipo di trappola stiano allestendo per lui. Una particolare attenzione va dedicata ai capitoli finali, in cui si raggiunge l’apice della vicenda e ci si ritrova davanti a vere scene adrenaliniche.

Consigliato a: chi si lascia suggestionare dalla superstizione.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: Il labirinto ai confini del mondo
Autore: Marcello Simoni
Serie: Trilogia del mercante di Reliquie [3]
Lunghezza: 384 pagine
Edizione: Copertina rigida
Ebook
Editore: Newton Compton

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