Il codice Da Vinci – [Dan Brown]

Il codice Da Vinci

Trama: Una tranquilla notte parigina. Nulla traspare dalla classica e impenetrabile facciata del Louvre. Un dramma si sta consumando al suo interno, nella Grande Galleria.
Il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l’allarme e le grate di ferro all’entrata della sala scendono immediatamente, chiudendo fuori il suo inseguitore.
A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e si distende nella posizione dell’uomo di Vitruvio, il celebre disegno di Leonardo. Accanto a sé, scrive pochi numeri e un solo nome: Robert Langdon, uno studioso di simbologia.
A lui toccherà scoprire il mistero che si cela dietro i capolavori di Leonardo. Chi era il pittore rinascimentale? Cosa nascondeva? E, soprattutto, quali enigmi sconvolgenti nascondevano le sue opere?
L’America intera si è appassionata al thriller di Dan Brown, decretandolo scrittore dell’anno. Il suo romanzo ha spiegato a milioni di lettori perché, in definitiva, Monna Lisa sorride.

La mia recensione
Ritorna il professor Langdon con le sue indagini avvincenti e stravaganti. Stavolta il dramma da cui prende avvio la vicenda è l’omicidio del direttore del Louvre, ma il mistero ci trasporterà attraverso città diverse ed epoche passate. La verità cui tutti stanno dando la caccia sembra essere quasi evanescente, un mito degno del Santo Graal.

Il protagonista ci stupisce non sono con l’analisi dei simboli, ma anche con una discreta conoscenza delle opere d’arte. Il suo interesse è sempre rivolto a misteri che nessuno prima di lui ha affrontato, come se fossero una sfida irrinunciabile cui non sa resistere.

Stavolta nelle sue indagini sarà accompagnato da una donna che potrebbe tenergli testa. Sophie, infatti, è intelligente e colta, nutre un certo interesse per gli enigmi e indovinelli ed è coinvolta in prima persona nell’omicidio da cui prende avvio la vicenda. Ha un passato oscuro, che l’ha tenuta lontana dalla sua famiglia, ma con Robert riuscirà a svelare qualche dettaglio in più sulla sua vita.

Rispetto al libro precedente assistiamo a più scene in cui l’intelligenza è la chiave fondamentale per risolvere la situazione, a discapito dei momenti d’azione. Non c’è una vera e propria corsa contro il tempo, ma i personaggi devono comunque rimanere all’erta per riuscire a salvarsi da un assassino spietato. La contrapposizione tra il professore, che non usa mai la violenza ma cerca sempre una via d’uscita pacifica, e il nemico misterioso, pronto a usare qualunque mezzo pur di ottenere ciò che vuole, si fa sempre più marcata con il passare dei capitoli.

Il finale è un pochino stiracchiato, anche se si incastra con gli eventi che lo precedono. Infatti, ancora una volta Robert Langdon si dimostra superiore a tutti per intuito, cosa che non dovrebbe sorprenderci visto il libro precedente, ma il suo gesto finale sembra quasi in disaccordo con il personaggio che abbiamo conosciuto fino a un istante prima.

Consigliato a: chi vuole scoprire i dipinti di Leonardo sotto una nuova luce.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Thriller
Giallo
Titolo: Il codice Da Vinci
Autore: Dan Brown
Serie: Robert Langdon [2]
Lunghezza: 528 pagine
Edizione: Copertina rigida
Copertina flessibile
Ebook
Editore: Mondadori

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Poirot a Styles Court – [Agatha Christie]

Poirot a Styles Court

Trama: Durante la Prima guerra mondiale, un giovane ufficiale inglese, ferito al fronte, viene invitato da un vecchio amico a passare la convalescenza nella sua residenza di campagna. Il soggiorno nella lussuosa dimora sarà però tutt’altro che tranquillo. La padrona di casa, matrigna dell’amico, ha infatti sposato un uomo di vent’anni più giovane di lei, e i figliastri, scavalcati nell’eredità, sembrano tramare qualcosa. La governante di casa è sicura che presto gli avvenimenti precipiteranno e, in breve, la profezia si avvera. La padrona di Styles Court viene avvelenata e i sospetti si accentrano subito sui membri della famiglia. Fortunatamente, nel paese c’è qualcuno che di delitti se ne intende: un buffo profugo belga dai grandi baffi. Fa così la sua prima apparizione Hercule Poirot, un personaggio destinato a rimanere alla ribalta della narrativa poliziesca per oltre mezzo secolo. Pubblicato per la prima volta nel 1920, Poirot a Styles Court mostra tutta la straordinaria inventiva di una scrittrice che, fin dal suo esordio, rivela una mano esperta e sicura.

La mia recensione
Un giallo abbastanza interessante, con alcuni colpi di scena e un delitto molto particolare, che però a mio parere è rovinato in parte dal protagonista. L’investigatore Hercule Poirot ha un modo di fare che può essere fastidioso, quasi supponente. Segue un suo processo mentale nell’analizzare ogni situazione, che non condivide con nessuno se non quando ormai si è giunti alla fine della vicenda.

Gli altri personaggi sono abbastanza interessanti. Il narratore della vicenda è un grande amico di Poirot, che tiene in grande considerazione ogni sua azione. SI prodiga a scusare i suoi comportamenti più bizzarri e colma i suoi silenzi riflessivi. La famiglia della vittima e tutti quelli che ruotano attorno all’omicidio sono tratteggiati con qualche tinta di mistero. Ogni personaggio ha dei momenti in cui può essere considerato un sospettato, per un suo comportamento strano o una sua reticenza nel parlare.

Gli indizi per risolvere il mistero della vicenda sono obiettivamente pochi. Dobbiamo fare affidamento esclusivamente alla logica dell’investigatore, traendo poche deduzioni per conto nostro. L’idea centrale su cui si basa il delitto è invece brillante. Ricorda molto il classico mistero della camera chiusa, in cui non si riesce a intuire come sia stato possibile entrare e ideare uno strattagemma per non essere incastrato per il proprio misfatto. Il cosiddetto “cattivo” della vicenda è atipico, con un’intelligenza scaltra e molto previdente per tutti i possibili sviluppi. La battaglia che ingaggia con Poirot è a distanza, fatta di sotterfugi e tentativi di sviare l’attenzione.

Il ritmo del libro è serrato, con una narrazione lineare che abbraccia tutta la vicenda, ma fa intuire che l’acume di Poirot farà capolino anche nel futuro.

Consigliato a: chi apprezza i gialli classici.

Voto:

Stelle 3

Titolo: Poirot a Styles Court
Autore: Agatha Christie
Serie: Hercule Poirot [1]
Editore: Mondadori
ISBN: 8804508558, 9788804508557
Lunghezza: 206 pagine

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La casa dei pini fruscianti – [Anna Katharine Green]

La casa dei pini fruscianti

Trama: Una donna viene trovata morta in un circolo di campagna, chiuso durante la stagione invernale. Il suo fidanzato, e poi suo fratello, sono sospettati di averla uccisa. Ma l’inchiesta e il processo riservano molte sorprese e scatenano laceranti conflitti interiori, mettendo in luce di volta in volta diverse possibili soluzioni, in un gioco che intreccia il destino e la felicità di tre persone.


Un giallo dalle premesse molte interessanti: il narratore è il principale indiziato per un terribile delitto che sembra avvolto nel mistero. Innamorato di una donna, che non sembra ricambiarlo, si trova sulla scena del crimine senza capire subito quello che è accaduto. Peccato però che il vero colpevole sia già presentato dopo un paio di capitoli, con parole alquanto sospette che ti mettono subito in allarme.

I sentimenti e le riflessioni del protagonista occupano molto spazio, quasi mettendo in secondo piano le indagini. La mentalità dell’uomo è antiquata, stona con la nostra società moderna e rende buffi e strampalati alcuni suoi pensieri che invece dovrebbero essere profondi. Non si riesce a capire come possa credere che la donna che adora possa aver commesso un delitto così orrendo. Da un lato, infatti, la crede perfetta sotto ogni punto di vista, la considera la sua anima gemella, ma la ritiene molto fragile. Dall’altro invece ritiene che possa ammazzare una donna a sangue freddo, senza provare rimorso perché la sua fragilità le ha rimosso i ricordi della tragedia.

Solo l’intervento di un investigatore esterno riesce a sbrogliare l’intrigo. Nonostante gli indizi siano alla portata di tutti, nessuno riesce a capire il collegamento che hanno con il delitto. Il protagonista rischia una dura condanna per un omicidio che non ha commesso e la sua reticenza a parlare non fa che peggiorare la situazione. Grazie all’investigatore però ritroverà un minimo di combattività e amor proprio e si convincerà che deve fare tutto ciò che può per assicurare il vero colpevole alla giustizia.

La storia non presenta però veri momenti di suspense o pathos, ma con i lunghi monologhi interiori tende annoiare a morte. Si tende ad arrivare fino alla fine per vedere quanto impiegano i personaggi a capire chi è il vero assassino e quali saranno le loro reazioni.

Consigliato a: chi ama i gialli introspettivi.

Voto:

Titolo: La casa dei pini fruscianti
Autore: Anna Katharine Green
Editore: Newton Compton
ASIN: B00ED3JCT0
Lunghezza: 323 pagine

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