Cecità – [José Saramago]

Cecità

Trama: In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

La mia recensione
La storia è abbastanza sconvolgente e allo stesso tempo intrigante. Cosa fareste infatti se dovesse scoppiare un’epidemia in grado di rendere tutti quanti ciechi? Si può solo immaginare il caos e la paura che scoppierebbero in tutte le città, ma Saramago ci accompagna a scoprire la sorte di un gruppo ristretto di persone, alquanto sfortunato.

In alcuni tratti assomiglia a Il giorno dei Trifidi di John Wyndham, con la differenza che qui il nemico è l’uomo stesso, in grado di compiere delle azioni tremende. I personaggi sono identificati con una qualche nota fisica o in base al loro ruolo, senza alcun accenno ai loro veri nomi. La prima parte è raccontata secondo diversi punti di vista, facendo però emergere in ultima battuta la vera narratrice della vicenda. La donna è identificata come la moglie del dottore ed è disposta a tutto pur di sopravvivere insieme al marito. Non disdegna mentire o ricorrere a dei sotterfugi pur di raggiungere il suo risultato. E strada facendo, allargherà anche la sua famiglia, includendo una serie di persone che riusciranno a suscitare le sue simpatie.

L’intera società, dalla politica alla polizia, sembra essere travolta dall’epidemia. All’improvviso tutti i principi cardine sembrano essere sostituiti dalla legge del più forte. Chi, in un modo o nell’altro, riuscirà a prevalere e a farsi riconoscere come capo, avrà più probabilità di sopravvivere. La moglie del dottore capisce fin da subito che sarà dura adattarsi a questa nuova situazione, ma stringe i denti e continua a lottare fino alla fine.

Lo stile di scrittura non è proprio fluido e di facile lettura. Spesso le frasi sono lunghe e articolate, mescolando pensieri e dialoghi. Di grande impatto sono però le emozioni trasmesse, che ti trascinano fino all’ultima pagina. Alcuni passaggi colpiscono a fondo per la crudeltà che esprimono, per la violenza che i personaggi riescono a suscitare. La cosa particolare è che se chi agisce contro gli altri è la narratrice, riusciamo a giustificare le sue azioni.

Consigliato a: chi è disposto a fare qualsiasi cosa per sopravvivere.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Classici
Titolo: Cecità
Autore: José Saramago
Lunghezza: 276 pagine
Edizione: Copertina flessibile
Ebook
Editore: Feltrinelli

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La peste – [Albert Camus]

La peste

Trama: Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata con un cordone sanitario dal resto del mondo, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da esperimento per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni, ma neppure è capace di “essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo. Scritto da Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, La peste è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi.

La mia recensione
All’inizio ero un po’ prevenuta per questo libro, la trama non mi convinceva troppo. Alcune parti le ho trovate un po’ troppo lunghe e noiose, soprattutto quando il narratore analizza i sentimenti dei suoi concittadini.

Però alla fine non ho potuto fare a meno di ammirare il coraggio del dottor Rieux e del giovane Torrau, che non si arrendono mai durante tutta la storia. Il dottore, che è anche il narratore della vicenda, rimane composto durante tutto il periodo in cui sembra che la città impazzisca. Nonostante debba affrontare la morte ogni giorno e veda soffrire molte persone, riesce a mantenere un certo distacco e una certa lucidità che ad altri sembra sfuggire dopo poche pagine. Sono pochi i momenti in cui perde davvero le staffe e non si può fare a meno di ammirare il suo coraggio.

Torrau invece è più sfuggevole e non è facile inquadrarlo subito. Inizialmente può sembrare un perditempo, che non ha nulla da fare se non osservare le vite degli altri. Poi però inizia il riscatto di questo personaggio, che si tramuta nella vera spinta al risanamento della città. Non si arrende mai, sprona i suoi compagni ad agire, ma senza obbligare nessuno. Quando vuole riesce a esercitare un certo carisma sulla gente, convincendoli tramite i suoi gesti semplici ma di grande bontà d’animo.

Intorno a questi personaggi scopriamo le diverse reazioni di fronte a un’epidemia che sembra inarrestabile. C’è chi si fa prendere dal panico e chi invece ne approfitta per ottenere un rendiconto personale. Altri invece sfruttano l’occasione per fare del bene oppure si nascondono, sperando di non essere coinvolti nel problema. L’intera città si trasforma più volte, cercando di adattarsi alle esigenze dei cittadini, dei malati e della popolazione all’esterno che teme un grosso contagio.

E’ questo trasformismo, questo cambiamento continuo che rende la lettura più piacevole. Se avete la pazienza di arrivare fino in fondo, non ve ne pentirete.

Consigliato a: chi vuole scoprire la forza d’animo dell’uomo nei momenti più bui.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Classici
Titolo: La peste
Autore: Albert Camus
Lunghezza: 248 pagine
Edizione: Copertina rigida
Copertina flessibile
Ebook
Editore: Bompiani

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Le relazioni pericolose – [Pierre-Ambroise Choderlos de Laclos]

Le relazioni pericolose

Trama: Considerato il più grande romanzo epistolare della letteratura francese, Le relazioni pericolose (1782) è ambientato nella Parigi del Settecento, dove la Marchesa de Merteuil, falsa e devota, abbandonata dall’amante, Gercourt, decide di vendicarsi disonorandolo. A questo scopo conquista la complicità del Visconte di Valmont, suo ex amante e noto seduttore senza scrupoli. Valmont accetta la sfida e decide di sedurre la giovane Cécile, promessa sposa di Gercourt. Inizia così lo scambio epistolare (175 lettere) che mette in scena la rete diabolica elaborata da Valmont e dalla Marchesa di Merteuil, tessuta in cinque mesi di progetti, manovre, sotterfugi, confessioni, elaborate ipocrisie, colpi di scena e complicatissimi intrighi. Nella rappresentazione dei due protagonisti principali, tutti presi dalla loro volontà di autoaffermazione, Laclos ritrae in modo del tutto originale il quadro realistico di una società moralmente dissoluta e crudele, ormai in discesa libera verso l’autodistruzione nel momento in cui elabora l’idea del massimo potere e del completo piacere, del dominio incontrastato e ottenuto con ogni mezzo, e a ogni prezzo.

La mia recensione
Una serie di lettere per scoprire come delle persone, in apparenza ligie alla morale dell’epoca, possano lasciarsi trascinare dalle emozioni e delle passioni. Il tutto condito con un piccolo intrigo che stravolgerà la vita di alcune famiglie. La storia segue una serie di trame intrecciate, che si rimescolano tra di loro fino a dare luogo alla storia coinvolgente. Seguiremo dapprima le vicende della giovane Cecile, ragazzina tenera e innocente che ha passato gran parte della sua vita in un collegio femminile. Si ritrova di nuovo tra le mura di casa, pronta per conoscere il suo futuro sposo. Peccato che la sua ingenuità le costerà caro, quando conoscerà il Visconte di Valmont.

Quest’ultimo occupa il secondo filone della storia ed è descritto in termini non proprio accattivanti. E’ un libertino e un dissoluto, abituato a soddisfare tutti i suoi vizi, senza curarsi troppo delle persone che lo circondano. In fondo non è troppo pericoloso, se non fosse sfidato e spinto ad agire in continuazione dalla Marchesa de Merteuil. Questa donna è viscida e supponente, crede che l’intero mondo giri intorno a lei e che sia il suo parco divertimenti. Ogni volta che si legge una sua lettera, non si può fare a meno di odiarla, per come approfitti della minima debolezza altrui al fine di ottenere la sua vendetta. E’ tremendamente egoista e conosce così a fondo il Visconte che sa esattamente cosa scrivergli per trasformarlo in una marionetta perfetta nelle sue mani.

Ovviamente oltre alle lettere di questi tre personaggi troviamo gli scritti di molti altri, per riuscire a costruire una specie di piccola comunità. Ogni persona coinvolta nello scambio di lettere ci trasmette i suoi pensieri, ma allo stesso tempo possiamo scoprire cosa ne pensano gli altri di lei. Anche se le lettere non possono trasmettere a fondo le scene più concitate, riescono a descrivere per bene la tensione che si accumula.

Lo stile non è per niente arcaico o troppo ricercato, rendendo così facile la lettura. Purtroppo però il libro ogni tanto si dilunga in alcune descrizioni che potevano essere evitate, rendendolo un po’ troppo lungo.

Consigliato a: chi vuole scoprire come da una singola lettera possa nascere un grande intrigo.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Classici
Titolo: Le relazioni pericolose
Autore: Pierre-Ambroise Choderlos de Laclos
Lunghezza: 374 pagine
Edizione: Copertina rigida
Copertina flessibile
Ebook
Editore: Feltrinelli

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I racconti delle fate – [Charles Perrault]

I racconti delle fate

Trama: Sono raccolte in questo volume le più belle fiabe composte da scrittrici e scrittori francesi del Seicento e del Settecento. Negli ultimi anni del regno di Luigi XIV cominciò a dilagare una vera e propria moda “delle fate” che stimolò molti intellettuali alla rielaborazione, nel nuovo genere letterario della Fiaba o Racconto delle Fate, delle più significative narrazioni provenienti dalla tradizione popolare. Come meravigliarsene, se si pensa che il giovane sovrano fu capace di abbattere, come per incanto, una foresta che non gli piaceva facendo sorgere al suo posto un lago dai mille zampilli o di fare costruire, in un batter d’occhio, il piccolo teatro Trianon di porcellana? In quegli anni il “fatismo” divenne una vera mania; quando i costumi si fecero più severi, il gran galoppo delle fiabe si calmò, ma anche allora e per molti anni in Francia si continuò a favoleggiare. Naturalmente, il compito di aprire la sfilata spetta di diritto a Charles Perrault, iniziatore del genere e di gran lunga superiore ai continuatori. Dai racconti suoi e degli altri protagonisti di questa magica stagione letteraria hanno tratto ispirazione artisti diversi anche in epoca moderna, da Gustave Doré a Walt Disney, da Maurice Ravel a Jean Cocteau, che hanno continuato a raccontarci, con i più diversi mezzi espressivi, le fantastiche avventure del Gatto con gli stivali, della Bella e la Bestia, di Cappuccetto Rosso, di Barbablù, di Pollicino: indimenticabili e immortali.

La mia recensione
Se vi piacciono le favole, allora questo libro fa per voi. Racchiude una serie di racconti fantastici, alcuni noti, altri un po’ meno, che ti fanno viaggiare con la fantasia.

Si passa dalle favole più classiche, come la Bella addormentata nel bosco o Cenerentola, scoprendo così una versione diversa da quella dei fratelli Grimm. Al posto che toni cupi, abbiamo delle storie più incentrate sulla bontà e la dolcezza, senza tralasciare un pizzico di magia che non guasta mai. Troviamo anche alcune fiabe che di solito sono un po’ trascurate, come Pelle d’asino e Barbablù, che stavolta invece hanno modo di attirare la nostra attenzione e strapparci un sorriso.

Per ogni storia c’è una piccola morale, a volte anche due, che riassume il significato che l’autore voleva passarci. Leggendo il testo però si riesce a intuire facilmente quale sia il messaggio finale. Lo stile è un po’ arcaico, con alcuni termini che ricordano il linguaggio delle nonne, ma le favole si leggono facilmente.

La struttura delle favole è sempre la stessa: dopo aver conosciuto i protagonisti, siamo messi di fronte al problema che dovranno superare, spesso aiutati da una fata o un essere con poteri magici. Ovviamente i principi e le principesse descritte sono coraggiosi e graziose. Nel caso in cui invece non abbiano un bell’aspetto, hanno una personalità e un’intelligenza tale da risultare comunque perfetti. Sono rari i casi in cui il lieto fine non arriva a coronare il finale, perché la maggior parte delle storie, oltre a far riflettere, vuole farci anche sognare.

Consigliato a: chi vuole viaggiare tra mito e realtà.

Voto:
Stelle 3

Genere:
Classici
Titolo: I racconti delle fate
Autore: Charles Perrault
Lunghezza: 528 pagine
Edizione: Copertina rigida
Ebook
Editore: Newton Compton

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Le città invisibili – [Italo Calvino]

Le città invisibili

Trama: Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città simboliche e surreali che diventano archetipi moderni in un testo narrativo che raggiunge i vertici della poeticità.

La mia recensione
Un viaggio immaginario, alla scoperta di città straordinarie, da compiere con Marco Polo, che possiamo identificare come il narratore. Il libro ha una struttura articolata, con una suddivisione in più capitoli, uno per ogni città. Allo stesso tempo le singole città sono legate tra loro da un soggetto principale, inserita nel titolo del capitolo stesso. In questo modo ci si può costruire un percorso di lettura diverso, perché Calvino ci lascia la massima libertà. Al posto di seguire la storia, si possono leggere prima tutte le città che appartengono a un tema specifico, per poi approfondirne un altro.

Ogni capitolo rappresenta una piccola perla che mostra una peculiarità della nostra società e della sua evoluzione. La voce narrante sembra trasportarci in una specie di sogno, in cui si cerca di dare un significato a degli scenari che sembrano confusionari e complessi. Con grande sorpresa ci si trova immersi in una realtà fantastica, che però presenta un elemento in grado di far riflettere.

Le singole città hanno nomi di donne, come se fossero delle entità vive, che crescono anche mentre stiamo leggendo. Le descrizioni sono ricche di dettagli, ma che lasciano ampio spazio alla nostra fantasia. All’interno della trama dedicata a Marco Polo, il narratore stesso inizialmente ha delle difficoltà a esprimersi, perché non conosce la lingua. Ma le descrizioni delle città non variano con il passare dei capitoli, come se il potenziale fosse sempre presente, ma ciò che evolve è solo il modo di esprimersi. Il rapporto con Kublai Khan invece evolve nel tempo, cambiando per assecondare le esigenze dei due personaggi.

Se volete avventurarvi oltre i confini della vostra casa, in città che possono nascondere insidie in grado di rapirvi per sempre, non vi resta che partire con Marco Polo in questo viaggio straordinario.

Consigliato a: chi ha la mente aperta per viaggiare.

Voto:

Stelle 4

Titolo: Le città invisibili
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
ISBN: 8804425547, 9788804425540
Lunghezza: 166 pagine

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Il giardino segreto – [Frances Hodgson Burnett]

Il giardino segreto

Trama: Mary Lennox vive, a soli 9 anni, la perdita dei genitori a causa del colera. Lascia l’India e si trasferisce dallo zio Archibald nello Yorkshire. Questi è un vedovo scontroso che, all’arrivo della bambina, non la vuole neanche vedere e la lascia alle cure della governante. La casa è molto grande, ma quasi tutte le stanze sono chiuse a chiave e la bimba ha il divieto di entrarvi; c’è anche un giardino proibito, quello della defunta moglie dello zio e anche quello è chiuso a chiave. Mary riesce ad entrarvi e, di nascosto, seminando e innaffiando, lo fa ritornare rigoglioso come un tempo. Mary riesce anche a restituire la gioia di vivere al figlio dello zio, Colin, un bambino capriccioso e malaticcio, inutilmente oppresso da cure eccessive.

La mia recensione
Un giardino fiorito può scatenare una serie di emozioni incredibili e far nascere delle amicizie molto forti. Lo scoprirà Mary Lennox, dopo aver affrontato la tragedia della perdita dei suoi genitori, dovrà riuscire ad ambientarsi in una nuova casa e con una nuova famiglia. La bambina affronterà una crescita molto importante, cambiando nettamente carattere durante l’evolversi del libro. Prima è una ragazzina capricciosa e incostante, che non vuole avere contatti con la servitù e che mal sopporta il clima rigido, in tutti i sensi, che trova nella nuova casa.

Al suo fianco ci saranno due ragazzi molto diversi l’uno dall’altro. Estroverso e abituato alla vita all’aria aperta c’è Dickon, cresciuto nella brughiera in una famiglia contadina. E’ molto gentile nei confronti di Mary e adora l’idea di potersi finalmente occupare di un vero giardino insieme con lei. Colin invece è il cugino della protagonista e ha un carattere completamente opposto. E’ scontroso e facilmente irritabile, vuole avere ragione su qualsiasi cosa e non ammette che gli altri facciano di testa propria. Si ritroverà a scontrarsi con la personalità di Mary, che tratta alla pari il ragazzino e non come il principino viziato che crede di essere.

L’idea di un segreto condiviso tra i ragazzi rende la storia molto dinamica. Escludendo inizialmente tutti gli adulti, i tre personaggi riescono a crearsi una specie di mondo alternativo in cui possono fiorire come i fiori del giardino che stanno coltivando. Aiutandosi gli uni con gli altri riescono a maturare e a crearsi delle idee personali, cercando così di diventare un minimo indipendenti. Gli adulti sono esclusi da questo processo, perché sembrano ostacolarli a causa del loro senso di protezione e perché troppo attaccati ai ricordi del passato.

La storia riesce a coprire un arco narrativo molto ampio, che dura mesi interi, seguendo così il ritmo delle stagioni che trasformano la campagna circostante. Non si può che rimanere affascinati dalla voglia di vivere dei tre ragazzi, che ti fanno rinascere come i fiori in piena primavera con grande allegria e felicità.

Consigliato a: chi adora il profumo dei fiori.

Voto:

Stelle 5

Titolo: Il giardino segreto
Autore: Frances Hodgson Burnett
Editore: Giunti
ISBN: 8809007131, 9788809007130
Lunghezza: 240 pagine

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Il giovane Holden – [J.D. Salinger]

Il giovane Holden

Trama: Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate sotto Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ognuno ha potuto leggervi la propria rabbia e assumere il protagonista ad “exemplum vitae”.

La mia recensione
Con un linguaggio buffo ma accattivante, affrontiamo insieme al protagonista un momento complicato della sua vita, in cui dovrà mettere in discussione tutto se stesso e porsi molti interrogativi sulla vita e sul suo futuro. Holden è un ragazzo in apparenza svogliato, che non si applica agli studi e per questo ha cambiato molte scuole in passato. Sembra scontento della sua vita attuale, come se non riuscisse a trovare nulla che lo interessi veramente. Il suo comportamento appare alquanto bizzarro, perché da un lato ha paura di riferire ai genitori il suo ennesimo fallimento, dall’altro non ha fatto nulla per evitarlo.

Holden ha delle opinioni ben precise sulle persone. Se non riesce a trovare uno spunto per apprezzarle, allora sarà pronto a criticarle a ogni occasione. Anche le persone che gli stanno più simpatiche, se commettono qualche errore grave ai suoi occhi, diventano bersaglio delle critiche più feroci. L’unica che si salva sempre è la sua sorellina, che è descritta come un animo gentile e pronto a spronare il fratello per migliorare la sua vita.

L’intera vicenda si svolge nell’arco di pochi giorni, narrata dallo stesso Holden in versione più matura. Infatti, il protagonista non matura nonostante tutte le disavventure che deve attraversare, mentre la voce narrante è in grado di cogliere i momenti in cui si sarebbe potuto comportare meglio e affrontando con più serietà la situazione.

La sua educazione per esempio non sembra interessargli più di tanto. Preferisce andare in una scuola in cui ci siano dei compagni che può apprezzare, piuttosto che concentrarsi e capire quali materie vuole veramente studiare. E’ convinto che la vita da adulto sia ancora lontana, che se lo volesse veramente potrebbe cavarsela con i pochi mezzi a sua disposizione. Anche sul fronte sentimentale sembra essere molto impreparato, sia per quando riguarda il rapporto con le ragazze sia con i suoi coetanei. Ogni tanto però si riescono a cogliere alcuni sprazzi di vitalità, che rendono alla fine Holden un personaggio simpatico, per cui vale la pena fare il tifo e sperare che la sua vita migliori.

Consigliato a: chi vuole avventurarsi nella mente di un adolescente.

Voto:

Stelle 4

Titolo: Il giovane Holden
Autore: J.D. Salinger
Editore: Einaudi
ISBN: 8806193090, 9788806193096
Lunghezza: 248 pagine

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Il Conte di Montecristo – [Alexandre Dumas]

Il Conte di Montecristo

Trama: Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l’alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l’evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès. Il romanzo associa, senza la preoccupazione di una trama logica e ragionata, le più incredibili avventure con l’aiuto anche di uno stile agile e incalzante

La mia recensione
Se amate gli intrighi e i tradimenti, non potete perdere questa emozionante storia sulla vendetta di un uomo comune che vede tutta la sua vita stravolta. Il protagonista, Edmondo Dantès, è un personaggio incredibile, costruito con una dovizia di particolari che lo rendono più affascinante con il susseguirsi dei capitoli. Da semplice marinaio, che sogna una vita senza preoccupazioni con l’amore della sua vita, si trasformerà in un giustiziere sopraffino, che colpisce le vittime analizzando ciò cui più tengono e strappandoglielo lentamente e senza pietà.

Edmondo può contare su una serie di collaboratori, pronti a eseguire i suoi piani e ad aiutarlo nel momento del bisogno. Il suo mentore lo ha istruito ai rudimenti della vendetta, offrendogli i mezzi per mettere in moto il suo piano, ma starà alla capacità del protagonista riuscire a cogliere le occasioni giuste.

I suoi nemici appartengono a famiglie molto in vista, che hanno accresciuto il loro potere e il loro patrimonio mentre Edmondo era rinchiuso in prigione. Nessun è esente da colpe per come è riuscito a conquistare tali ricchezze, per questo la vendetta del protagonista li colpisce molto a fondo. Si sentono sicuri nelle loro splendide case, senza avere troppe preoccupazioni sui crimini che hanno commesso in passato perché sono sicuri che nessuno riuscirebbe a incastrarli.

Il ritmo del romanzo è serrato, anche se la vicenda percorre un arco temporale di ampio respiro. Assistiamo alla minima programmazione di Edmondo, che come un ragno attira lentamente i suoi nemici nella sua tela di inganni. Teniamo il fiato sospeso quando qualcosa potrebbe andare storto nel suo piano, perché in fondo si è portati a fare il tifo con lui che è stato abbandonato da tutti nel giorno del suo matrimonio. E Edmondo saprà ricompensare i nostri batticuori con un’arguzia e una sagacia fuori dal comune.

Consigliato a: chi vuole vedere i cattivi soffrire una punizione esemplare.

Voto:

Stelle 5

Titolo: Il Conte di Montecristo
Autore: Alexandre Dumas
Editore: Biblioteca Universale Rizzoli
ISBN: 8817009679, 9788817009676
Lunghezza: 1192 pagine

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Ivanhoe – [Walter Scott]

Ivanhoe

Trama: La vicenda si colloca nell’Inghilterra del XII secolo sullo sfondo dei contrasti tra sassoni e normanni. Ivanhoe, figlio di Cedric, ama, riamato, lady Rowena. Ma Cedric ha deciso di dare in moglie Rowena a Athelstane per riportare una stirpe sassone sul trono e bandisce Ivanhoe, amico del re normanno Riccardo Cuor di Leone. Il giovane va crociato al seguito di Riccardo mentre, assente il re, Giovanni usurpa il trono. Al ritorno dei crociati, Ivanhoe batte tutti i campioni dell’usurpatore. Ma i nobili normanni lo fanno prigioniero con Cedric, Rowena e Athelstane. Vengono però liberati da re Riccardo e Robin Hood. Ivanhoe e Rowena infine si sposano.

La mia recensione
Indossiamo l’armatura con Ivanhoe e combattiamo in emozionanti tornei per riconquistare l’amore paterno e la mano della bella, ma un tantino algida, Rowena. L’atmosfera è cavalleresca fin dalle prime battute, con personaggi che vivono passioni epiche e sono pronti a tutti pur di conquistare una bella lady.

Il protagonista fa un’entrata in scena dismessa, rimanendo in un angolo per scoprire cosa sia successo durante la sua assenza mentre combatteva nelle crociate. L’inizio ricorda molto il ritorno di Ulisse a Itaca, con Ivanhoe travestito per non farsi riconoscere da nessuno. Ma la vendetta non è nei pensieri del protagonista, che invece rappresenta l’onore e la dignità dei cavalieri, sempre pronti a soccorrere i più deboli e le belle fanciulle. E’ un tipico eroe senza macchia e senza paura, che tenta di riscattarsi agli occhi del padre, che lo aveva scacciato da casa in seguito a un litigio per la diversità di vedute sul futuro.

Intorno alle vicende personali di Ivanhoe, incontriamo una serie di personaggi molto interessanti: dalla famiglia ebrea, che avrà un ruolo centrale nella vicenda, a Robin Hood e i suoi fedeli compagni. Ogni personaggio della storia ha un ruolo ben definito e incarna o una virtù o un vizio dell’animo umano. Non si può fare a meno di provare simpatia per quanti aiutano Ivanhoe nella sua impresa e disprezzare invece quelli che si scontrano con lui, sempre mossi dalla sete di potere o di ricchezze.

La campagna inglese fa da sfondo alle vicende, permettendoci così di scoprire il fascino dei castelli e dei tornei cavallereschi. Spunta anche qualche accenno alla mentalità dell’epoca, in cui le donne potevano mirare ad accrescere la loro posizione sociale tramite il matrimonio. In tutta la vicenda, le donne fanno affidamento agli uomini per essere salvate, mostrando così la loro totale dipendenza. Interessante anche il rapporto con le culture straniere, in questo caso identificate con gli ebrei, che sono sempre visti con sospetto e sfruttati per le loro ricchezze.

Consigliato a: chi adora le atmosfere cavalleresche.

Voto:

Stelle 4

Titolo: Ivanhoe
Autore: Walter Scott
Editore: Newton Compton
ISBN: 8854142883, 9788854142886
Lunghezza: 320 pagine

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Le affinità elettive – [Johann Wolfgang von Goethe]

Le affinità elettive

Trama: In questo romanzo scritto da Johann Wolfgang Goethe all’età di sessant’anni nel 1809, il grande scrittore tedesco affronta il tema della coppia e del matrimonio, del vincolo contratto con piena adesione morale che non riesce a sfuggire però a una natura che impone le sue leggi indifferenti sia al cuore umano sia alle reazioni tra gli elementi chimici. Da una parte nasce il bisogno di ‘essere’, così violento nella passione che sgorga improvvisa e perentoria, dall’altra l’inclinazione di voler “scegliere” per sentirsi uomini liberi.

La mia recensione
Un romanzo classico che fa riflettere sui rapporti sentimentali e su come possano evolvere nel corso tempo. Tutti i protagonisti sono personaggi molto interessanti, ma nel finale perdono qualche colpo.

Le due coppie protagoniste sono molto diverse tra loro e i primi contrasti non tardano ad arrivare. Carlotta, per esempio, è una persona molto tranquilla, che preferisce programmare tutto e se qualcosa non va secondo i piani, non si sente tranquilla. Preferirebbe vivere la sua relazione con il marito in modo sereno, senza interferenze esterne, ma l’evoluzione del romano la porterà a riflettere sul reale rapporto che aveva con Edoardo.

Quest’ultimo è un uomo poco maturo, abituato ad avere sempre ragione e a vedere realizzato ogni suo singolo desiderio. Fin dalle prime pagine si ritrova in una situazione difficile con la moglie, trovandosi a dover affrontare il loro primo contrasto. Al posto che affrontare la situazione come una persona adulta, preferisce trovare sotterfugi per riuscire nel suo intento. La sua relazione con Ottilia prende vita da dei piccoli gesti che la ragazza compie inconsapevolmente, ma cui lui attribuisce un significato maggiore del reale.

I due personaggi restanti, Ottilia e il Capitano, sembrano rispecchiare le rispettive controparti con cui inizieranno la storia d’amore. La loro maturazione non è rilevante, ma segue la strada tracciata da Carlotta e Edoardo. La loro presenza serve a farli riflettere su cosa desiderano veramente e cosa siano disposti a fare pur di ottenerlo.

Il finale è la parte meno convincente della storia. Nei primi capitoli assistiamo a varie discussioni sull’amore e sull’importanza delle relazioni tra le persone, arrivando anche a comprendere il significato del titolo del libro. Ciò non si ripete nelle ultime pagine, in cui si delegata tutto alle azioni dei personaggi, che devono essere interpretate per riuscire a trovare un significato più alto. La narrazione è così appesantita, perdendo la fluidità e il mordente iniziale.

Consigliato a: chi desidera studiare l’evoluzione di un rapporto di coppia.

Voto:

Stelle 4

Titolo: Le affinità elettive
Autore: Johann Wolfgang von Goethe
Editore: Giunti Demetra
ISBN: 8844035634, 9788844035631
Lunghezza: 320 pagine

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