SteamBros Investigations: L’armonia dell’imperfetto – [Alastor Maverick, L.A. Mely]

SteamBros Investigations: L'armonia dell'imperfetto

Trama: Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell’agenzia “Hoyt Brothers Investigations”. Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al vita.

La mia recensione
Due fratelli molto intelligenti ci trasportano in una Londra piena di misteri e macchinari ingegnosi, pronti a indagare su omicidi e sorelle scomparse. Nicholas e Melinda sono l’uno l’opposto dell’altra: lui è solare e sempre galante con le donne, lei invece è introversa e ignora molte convenzioni sociali.

La loro vita è incentrata sulle indagini che portano avanti con competenza e serietà. Sono infatti due investigatori privati con i fiocchi, in grado di ricavare indizi da una scena del crimine in pochi istanti. Il loro comportamento è però un po’ snob, tendono a salire in cattedra quando spiegano qualcosa che hanno capito, trattando un po’ male gli altri personaggi. Il loro rapporto con il resto del mondo è sempre stiracchiato. Sono troppo altezzosi per stabilire un vero legame al di fuori della loro famiglia e preferiscono sfruttare chi li circonda per raggiungere i loro obiettivi.

Melinda è stato il personaggio più difficile da trovare sopportabile. Fin dall’inizio ho trovato che la ragazza si comportasse sempre troppo sopra le righe. Sembra che tutti siano sempre indulgenti con lei, pronti a perdonarla anche quando insulta la gente. Il fratello invece è più accomodante, cerca di avere un atteggiamento affascinante con tutti, in modo da non bruciarsi completamente alcuni agganci. Si prova quasi tenerezza per tutti gli altri personaggi secondari, per come vengono maltrattati in alcune occasioni. Non importa quali sbagli o mancanze possano aver commesso, mi sembra esagerata la reazione dei protagonisti nei loro confronti.

Il mistero che devono risolvere è molto più intricato di quanto appaia all’inizio. Troviamo indizi che ci fanno presagire che ogni rivelazione che i due fratelli riescono a ottenere li stia portando a scoprire un intrigo molto complesso. Gli avvenimenti passati sono il fulcro della vicenda, anche se alcuni punti diventeranno più chiari solo dopo alcuni capitoli.

Consigliato a: chi adore le corse in motocicletta e i misteri da risolvere.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantascienza
Titolo: L’armonia dell’imperfetto
Autore: Alastor Maverick, L.A. Mely
Serie: SteamBros Investigations [1]
Lunghezza: 150 pagine
Editore: DZedizioni

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Cole McGinnis: Baci sporchi – Dirty Kiss – [Rhys Ford]

Baci sporchi - Dirty Kiss

Trama: Cole Kenjiro McGinnis, ex-poliziotto e investigatore privato, sta cercando di superare la morte del suo amante, avvenuta durante una sparatoria, quando gli capita un’indagine apparentemente di routine. Investigare l’apparente suicidio del figlio di un importante uomo d’affari coreano si rivela subito un incarico tutt’altro che ordinario, specialmente quando Cole incontra Kim Jae-Min, il bel cugino del defunto.
Il cugino di Jae-Min aveva un piccolo, sporco segreto, uno che Cole conosce da tutta la vita e che Jae-Min sta ancora nascondendo alla sua famiglia. L’indagine porta Cole da ville eleganti e squallidi appuntamenti segreti di amanti fino al Dirty Kiss, il locale dove i ricchi vanno a soddisfare con discrezione i desideri di cui le loro famiglie troppo tradizionali preferirebbero non sapere niente.
Inoltre porta Cole McGinnis fra le braccia di Jae-Min, ma questo potrebbe essere un problema. La morte del cugino di Jae-Min appare sempre meno un suicidio, e il ragazzo appare sempre più un bersaglio. Cole ha già perso un amante per una morte violenta: non perderà anche Jae-Min.

La mia recensione
Immaginate di essere un detective privato, a cui hanno ucciso il compagno a sangue freddo senza sapere il motivo, e di essere chiamati a investigare sull’uccisione di un uomo coreano in un locale con travestisti e spogliarellisti.

Cole McGinnis può dirsi quindi nei guai, perché dovrà affrontare un muro di indifferenza e di reticenza, in cui evitare scandali è più importante dello scoprire la verità sul quanto sia effettivamente accaduto. Cole non è ancora pronto per ricominciare a vivere senza il suo compagno, ma la conoscenza del cugino del defunto lo porterà a stravolgere tutte le sue convinzioni. Può contare sull’appoggio di suo fratello, sia sul lavoro che nella vita privata, e di un ex poliziotto in pensione, che tenta in tutti i modi di distogliere la sua mente dai pensieri deprimenti.

Kim Jae-Min è molto introverso e poco propenso a lasciarsi andare con gli estranei. Anche con la sua stessa famiglia preferisce tacere buona parte della sua vita, circondandosi di un muro di silenzio. Ho avuto qualche difficoltà a entrare in sintonia con questo personaggio. Il suo modo di pensare è molto diverso da quanto siamo abituati, portandoci a scoprire come per lui sia preferibile soffrire che portare disonore alla sua famiglia.

Le indagini di Cole portano i due uomini ad avvicinarsi sempre più, anche perché qualcuno sta cercando di fare di tutto per impedire che la verità venga a galla. Cole è decisamente un uomo d’azione, pronto a intervenire e a non fermarsi mai fino a quando non è arrivato a fondo. Questa sua testardaggine ovviamente lo porta a correre dei rischi, malvisti da tutti quelli che gli vogliono bene. Però la sua tenacia è anche una caratteristica ideale per riuscire a conquistare l’uomo che dopo tanto tempo gli sta facendo di nuovo battere il cuore.

Consigliato a: chi vuole ricominciare ad amare dopo un momento di lutto.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Romantico
Titolo: Baci sporchi – Dirty Kiss
Autore: Rhys Ford
Serie: Cole McGinnis [1]
Lunghezza: 224 pagine
Editore: Dreamspinner Press

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L’orologiaio di Filigree Street – [Natasha Pulley]

L'orologiaio di Filigree Street

Trama: Nella Londra vittoriana di fine Ottocento, l’impiegato telegrafista Nathaniel Steepleton scopre che la propria casa è stata scassinata e che un misterioso orologio da taschino, caldo al tatto e impossibile da aprire, gli è stato lasciato sul letto. Nathaniel si mette così in cerca dell’orologiaio e lo rintraccia in Mr. Mori, l’artigiano giapponese di Filigree Street, capace di prevedere il futuro. Presto Nathaniel scoprirà che il proprio destino e quello di Mori sono strettamente collegati.

La mia recensione
Ammetto che questo libro mi ha spiazzata, mi aspettavo una storia intricata e misteriosa e invece spuntano a sorpresa dei congegni meccanici ultra precisi. L’incontro tra un inglese e un giapponese è l’evento centrale della storia, che nasconde risvolti inaspettati e una dolcissima storia d’amore.

Nathaniel è il primo personaggio che conosciamo. E’ un tranquillo telegrafista, che passa la sua vita a inviare soldi alla sorella, senza aver nessun vero interesse al di fuori del lavoro. In realtà scopriamo che ha un lato della sua personalità represso, che ha sacrificato per il bene della sua famiglia. Sotto sotto infatti è un artista, con un animo sensibile e curioso. Mi è piaciuto molto come personaggio, leale con i suoi amici e desideroso di vedere la giustizia trionfare.

Mori invece è un vero artigiano del fantastico. Costruisce dei meccanismi perfetti e molto eleganti, dedicati esclusivamente alla persona che li deve ricevere. La comparsa di Mori nella storia aggiunge quel tocco di soprannaturale che rende il mistero ancora più fitto. E’ un personaggio difficile da comprendere, che cambia seguendo la trama e non seconda una crescita interiore. La sua abilità speciale infatti lo rende tremendamente suscettibile a ogni singolo avvenimento, rischiando di trasformarlo in poche pagine in un’altra persona.

L’intera vicenda si svolge in una Londra dilaniata da una serie di attentati, in cui Nathaniel si ritrova coinvolto suo malgrado. Senza questo alone misterioso non ci sarebbe stato alcun incontro tra i due. Ma allo stesso aggiunge un po’ di adrenalina alla trama, introducendo anche alcuni personaggi secondari, che però non riescono a reggere il confronto con I due protagonisti. Il giusto equilibrio tra indagini e scoperte rimane costante per tutto il libro. I dialoghi, ma anche le scene di tranquillità, sono ben descritti e sono in grado di rendere magico ogni momento descritto. Meno male che ci sarà un seguito, perché non vedo l’ora di leggere altre avventure di questo duo.

Consigliato a: chi cerca un’avventura molto particolare.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantasy
Titolo: L’orologiaio di Filigree Street
Autore: Natasha Pulley
Serie: L’orologiaio di Filigree Street [1]
Lunghezza: 334 pagine
Edizione: Ebook
Cartaceo
Editore: Bompiani

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Una serie di sfortunati eventi: La sinistra segheria – [Lemony Snicket]

La sinistra segheria

Trama: La sinistra segheria è probabilmente quello che racconta le vicende più infelici degli orfani Baudelaire. Violet, Klaus e Sunny sono spediti a lavorare in una segheria a Meschinopoli, dove incontrano sciagure e disgrazie dietro ogni tronco d’albero. Sono spiacente di informarvi che le pagine di questo libro contengono cose assai sgradevoli, come ad esempio una gigantesca sega circolare, una pentola assordante, un uomo con una nuvola di fumo al posto della testa, un ipnotizzatore, un terribile incidente con feriti, e tanti buoni sconto. Io ho giurato di scrivere l’intera storia di questi tre poveri ragazzi. ma voi non siete obbligati a leggerla, e se preferite storie più piacevoli, sentitevi liberi di sceglierne un’altra.

La mia recensione
Dopo zie paurose, rettili e case da brivido, gli orfani Baudelaire dovranno affrontare una nuova prova molto difficile: un parente pronto a ogni genere di ricatto per ottenere del profitto. Come se non bastasse, il conte Olaf non demorde ed è pronto a farsi largo ancora una volta.

La nuova città, teatro degli scontri tra il conte e i tre ragazzi, è Meschinopoli. E’ un posto alquanto triste, di certo non adatto a tre bambini, ma ancora una volta il signor Poe non controlla minimamente dove sta portando i suoi tre protetti. Nella fabbrica in cui sono obbligati a lavorare e a soggiornare, i tre protagonisti iniziano a capire che possono contare solo su di loro.

Violet, Klaus e Sunny non possono distrarsi un solo attimo, perché appena abbassano la guardia il conte Olaf è pronto a mettere in moto un nuovo piano malefico. Gli adulti che li circondano si rivelano ancora una volta inutili. Non solo non riescono ad aiutare i tre ragazzi, ma non sono nemmeno in gradi di difendere loro stessi. E’ come se il mondo fosse diviso in due: da un lato le persone che vogliono sfruttare i Baudelaire, per qualsiasi motivo, dall’altro chi risulta essere troppo debole per opporsi a un sopruso.

In questo nuovo episodio vediamo come il conte Olaf escogiti un nuovo piano, sempre diverso da precedente. Sono sempre presenti i suoi travestimenti, che riescono a trarre in inganno molte persone, ma allo stesso tempo non si può fare a meno di notare come non gli manchi mai la fantasia per riuscire a rintracciare i tre orfani.

Mi è piaciuto come Sunny, nonostante sia una semplice infante, tenti in qualche modo di consolare i suoi fratelli e di darsi sempre da fare. Di sicuro crescendo svilupperà qualche dote straordinaria, oltre al mordere, che la renderà speciale come i suoi fratelli.

Consigliato a: chi vuole affrontare qualsiasi disavventura unito con la propria famiglia.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Avventura
Titolo: La sinistra segheria
Autore: Lemony Snicket
Serie: Una serie di sfortunati eventi [4]
Lunghezza: 160 pagine
Edizione: Ebook
Copertina flessibile
Editore: Salani

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Lost Worlds: Mondi Perduti – [Andy Lane]

Lost Worlds: Mondi Perduti

Trama: Calum Challenger, sedici anni, ha perso l’uso delle gambe nell’incidente che ha ucciso i suoi genitori. Appassionato di scienze e informatica, trascorre le giornate nel suo appartamento londinese setacciando Internet alla ricerca di notizie sui criptidi, creature leggendarie o considerate estinte. È convinto che il loro dna possa racchiudere la chiave per sconfiggere alcune rarissime malattie e, forse, ridargli la possibilità di camminare. Quando sulle montagne del Caucaso viene avvistata una creatura simile a uno yeti, chiamata Almasty, Calum si attiva immediatamente. Grazie a una squadra di amici che si offrono di partire al posto suo – e che lui può seguire a distanza tramite un super-computer – si mette sulle tracce della creatura misteriosa, deciso a raccogliere un campione del suo dna per studiarlo e proteggerlo. Ma non ha fatto i conti con la Nemor Incorporated, una potente multinazionale che opera nell’ombra e vuole impossessarsi dei segreti dell’Almasty per scopi molto meno nobili. ,Inizia così una rocambolesca missione in un territorio pieno di insidie, dove niente e nessuno è come sembra…

La mia recensione
Vorreste organizzare una spedizione alla ricerca di animali estinti che in realtà sono vivi e vegeti? A quanto pare il protagonista di questo libro possiede soldi e forza di volontà a sufficienza per realizzare un’impresa impossibile.

Calum è purtroppo stato vittima di un incidente che gli impedisce di utilizzare le gambe. Ma questo non ha frenato la sua voglia di vivere e di trovare una soluzione per la sua mobilità ridotta. La scelta su quale strada da intraprendere lo ha portato alla ricerca di creature leggendarie, dal cui DNA potrebbe ricavare un gene in grado di curarlo. E’ una soluzione alquanto originale, che lo spinge a fare nuove amicizie con altri due ragazzi strani.

Il primo è un free-runner, che pur di sfuggire a un ricatto della mafia decide d’imbarcarsi in un’avventura sconosciuta alla volta del Caucaso. Si può dire che nel gruppo lui rappresenti la mobilità e l’agilità, caratteristiche fondamentali che gli permettono di creare una svolta nei momenti più difficili. La seconda componente del gruppo è una ragazza appassionata d’informatica. Il suo contributo è molto importante inizialmente, perché ci permette di scoprire chi sia la Nemor Corporation.

Questa azienda infatti si nasconde nell’ombra per gran parte del libro, senza rivelarci le sue vere intenzioni. Sembra interessata prima a scoprire qualcosa in più sulle creature leggendarie, poi alle ricerche di Calum in generale. Hanno a disposizione mezzi e soldi a dismisura e, in alcuni punti, sembrano anche avere agganci politici e forse qualcuno all’interno del gruppo di Calum che passa loro informazioni. Non ho ben capito perché si siano basati sulle ricerche di un ragazzo e non abbiamo messo in campo mezzi più potenti, ma probabilmente ci sono alcuni dettagli che verranno svelati solo nei libri successivi.

Ho trovato molto affascinante il modo d’interagire dei vari ragazzi. Benché diversi tra loro, con esperienze di vita che li hanno plasmati con caratteri spesso non compatibili, nel momento del bisogno sono pronti fare fronte comune e cercare una soluzione.

Consigliato a: chi crede che nel mondo ci siano specie ancora da scoprire.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantasy
Titolo: Mondi Perduti
Autore: Andy Lane
Serie: Lost Worlds [1]
Lunghezza: 372 pagine
Edizione: Ebook
Cartaceo
Editore: DeAgostini

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La morte della Pizia – [Friedrich Dürrenmatt]

La morte della Pizia

Trama: «Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma.

La mia recensione
La Pizia è una donna normale, stanca di dover accontentare tutti quelli che vogliono un consiglio sul futuro da lei. In questo libro viene messa in luce la sua natura umana, piuttosto che quella divina.

E’ una figura ancorata alle tradizioni, che non può sfuggire dal suo ruolo se non con una serie di gesti eclatanti. La sua ribellione in realtà metterà in moto una catena di eventi imprevedibili, che vanno a creare la trama necessaria per la tragedia di Edipo. L’intera faccenda è però descritta con un tono ironico, in cui si prendono in giro uomini e dei senza distinzione. Mi piace questo approccio semi distaccato della Pizia Pannychis, in cui prima dichiara di non poterne più dei capricci degli uomini e poi si dispiace perché il suo oracolo ha causato un caos incontrollato.

Un altro personaggio che compare nella storia è Tiresia. Lui non fa una gran figura in questo libro, perché sembra essere attaccato ai soldi e ai sotterfugi politici. Cerca in tutti i modi di tessere una serie d’intrighi, ma non riesce a creare una rete abbastanza forte da incanalare gli eventi verso la direzione che desidera. Tenta di nascondere i propri errori, cercando di farli passare come incomprensioni oppure mancanze delle persone che lo circondano, senza però riuscire a convincerci fino in fondo.

La narrazione è molto fluida, con un pizzico di misticismo che ti fa pensare come in antichità fosse più semplice trasformare la realtà a piacimento con le parole giuste. Molto interessante la visione finale che ci viene trasmessa, che analizza i due approcci diversi per affrontare il mondo. Da un lato abbiamo un razionalisti, che cercano di pianificare tutti gli eventi, dall’altro invece troviamo chi si lascia guidare dalla fantasia. Voi da quale parte vorreste schierarvi?

Consigliato a: chi vuole rileggere sotto una nuova luce l’Edipo.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Storico
Titolo: La morte della Pizia
Autore: Friedrich Dürrenmatt
Lunghezza: 68 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Adelphi

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Enrico Mancini: È così che si uccide – [Mirko Zilahy]

È così che si uccide

Trama: La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l’ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte.
Perché la morte è uno spettacolo.
Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell’odore. L’odore dell’inferno, pensa ogni volta.
Così, Mancini rifiuta il caso.
Rifiuta l’idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l’istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell’incubo.
Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l’indagine… E accettare anche l’idea che forse non riuscirà a fermare l’omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.

La mia recensione
Se avete lo stomaco di ferro, in grado di affrontare la lettura di come un serial killer possa tramare alle spalle d’ignare persone, allora avete trovato la lettura giusta per voi. Ci troviamo di fronte a una trama impeccabile, che riesce a catturarti fin dalle prime pagine.

Enrico Mancini è il commissario che ci accompagna durante questa indagine, con uno stile diverso dal solito. Ha dovuto affrontare un lutto tremendo, che gli ha tolto tutta la voglia di vivere. Il suo intuito sopraffino è come se fosse stato chiuso in scatola, per non essere più utilizzato. Però l’ultimo caso che si ritrova ad affrontare potrebbe cambiare le carte in tavola. La sua esperienza gli permette di entrare nella mente dei serial killer, cercando d’intuire le loro prossime mosse.

L’omicida a cui sta dando la caccia è brutale e quasi inarrestabile. Sembra essere sempre un passo avanti rispetto agli agenti, visto la bravura con cui riesce a sparire dalla scena del crimine. Non lascia tracce evidenti, ma ogni cadavere che viene recuperato è un passo in più per cercare di comprendere il suo disegno.

Il commissario Mancini può contare su una serie di collaboratori che lo affiancheranno durante l’indagine. Ognuno di loro serve a coprire una particolare area per scovare il killer, rendendo il lavoro di squadra fondamentale per raggiungere l’obiettivo finale. Il ritmo delle indagini è serrato, ma c’è spazio per lasciare al commissionario i suoi momenti più intimi, per riflettere sulla sua vita.

Il killer sembra imperscrutabile, ma abbiamo qualche scorcio della coscienza e dei suoi pensieri. Dire che siano inquietanti è riduttivo, visto anche che il suo intento finale ci viene svelato poco a poco. Alcune scene sono abbastanza macabre, visto che l’efferatezza dell’omicida non sembra avere un freno. Ci vuole quindi uno stomaco di ferro per affrontare questo libro, ma si viene premiati per la fluidità della scrittura.

Consigliato a: chi vuole una vendetta completa contro le ingiustizie.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Thriller
Titolo: È così che si uccide
Autore: Mirko Zilahy
Serie: Enrico Mancini [1]
Lunghezza: 349 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Longanesi

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Sulle note del tempo – [Josh Lanyon]

Sulle note del tempo

Trama: Griff Hadley, reporter di cronaca nera, non riesce a dimenticare la vicenda del rapimento e della scomparsa, vent’anni prima, del piccolo Brian Arlington. Si pensa che sia morto, ma il corpo non è mai stato ritrovato. Griff decide di scrivere un libro sulla vicenda e sorprendentemente riesce a ottenere il permesso di soggiornare a Winden House, residenza degli Arlington. La sua presenza, però, sembra suscitare sentimenti contraddittori sia nei componenti della famiglia, che non gradiscono l’idea di dare in pasto al pubblico la propria vita, sia nel legale che li rappresenta, Pierce Mather, convinto che le intenzioni di Griff non siano limpide come lui afferma. Ma in quel mondo artefatto in cui ricchezza, gelosia e falsità vanno a braccetto, nulla è come sembra e così Pierce e Griff si ritrovano a combattere la stessa battaglia e a scoprire un’assurda verità. Perché il tempo, pur avendo sbiadito i ricordi, nulla ha potuto contro i sentimenti, rimasti inalterati come le note di Stranger on the shore che continuano ad aleggiare nel giardino della villa.

La mia recensione
Misteri sepolti nel passato, cospirazioni tra ricchi per non perdere la propria fetta di eredità e una nota romantica rendono questa nuova avventura di Josh Lanyon molto affascinante. Il protagonista, Griffin, non brilla certo per perspicacia o per intelligenza, ma dimostra una passione e una dolcezza uniche.

Il suo obiettivo è quello di scrivere un libro, per riuscire a dimostrare il proprio valore non solo come giornalista. La scelta sulla storia su cui indagare gli stravolgerà la vita. Alcuni misteri che circondano la famiglia degli Arlington non sono pronti per essere svelati, anche perché ci sono molti soldi in ballo per l’intera eredità. Griffin sa che rivangare il passato può essere doloroso, ma non ha idea che si ritroverà coinvolto in un’indagine molto particolare.

Al suo fianco potrà contare sulla collaborazione dell’avvocato Pierce, anche se il loro rapporto è più basato su uno scambio di opinioni alquanto acceso. Pierce è un uomo tutto d’un pezzo, abituato a vivere la sua vita tenendo tutto sotto controllo. Ci sono alcuni punti oscuri sul suo passato che hanno minato la fiducia che potrebbe avere in un eventuale compagno, ma forse la presenza di Griffin può aiutarlo ad aprirsi.

La famiglia Arlington non è proprio un vero baluardo dell’unità tra i vari membri. Ognuno sembra intenzionato a far valere i propri diritti e i propri bisogni, anche se dovessero essere a scapito degli altri. Jarrett, l’anziano della famiglia, che non ha mai smesso di cercare il nipote scomparso, è il vero emblema della ricchezza e della sfrontataggine. Da un lato è pronto a spendere qualsiasi cifra per scoprire la verità, dall’altra invece vorrebbe che la vita della famiglia rimasse privata. La mossa di far scrivere un libro sulla vicenda sembra essere in contrasto con questo desiderio, ma è la scelta decisa per mettere in moto tutta la storia.

Ci sono alcuni momenti teneri tra i due protagonisti, ma anche scontri e litigate. Il romanzo è ben scritto, anche se il mistero che ci accompagna fino alla fine è ben presto svelato.

Consigliato a: chi vuole indagare sui propri ricordi.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Romantico
Titolo: Sulle note del tempo
Autore: Josh Lanyon
Lunghezza: 273 pagine
Edizione: Ebook
Editore: HarperCollins

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La guardia, il poeta e l’investigatore – [Jung-Myung Lee]

La guardia, il poeta e l'investigatore

Trama: Nel 1944 la Corea è sotto l’occupazione giapponese, e nella prigione di Fukuoka non si permette ai detenuti coreani di usare la propria lingua. Un uomo, una guardia carceraria, viene trovato brutalmente assassinato, e un giovane collega dall’animo sensibile e letterario viene incaricato di condurre l’indagine e trovare il colpevole. La vittima era temuta e odiata per la sua brutalità, ma quando l’improvvisato investigatore avvia la sua inchiesta interrogando custodi e detenuti, ricostruendo poco a poco i movimenti degli ultimi mesi, un diverso e sorprendente scenario si impone alla sua attenzione. Dall’inchiesta sull’uomo emerge il passato di un povero analfabeta orfano dei genitori, il faticoso riscatto attraverso il lavoro, la carriera nella prigione, la scoperta di una passione inaspettata, il ruolo di «censore» con l’incarico di controllare la corrispondenza in entrata e in uscita dal carcere. E soprattutto il legame con un detenuto particolare, un famoso poeta coreano, autore di scritti sovversivi. E proprio attorno al poeta ruota l’intera vicenda: nel corso dei suoi interrogatori il giovane si trova a parlare sempre di più con il prigioniero e, come prima di lui la guardia assassinata, a immergersi in un dialogo fatto di letteratura, d’arte, di libertà. Si scopre a desiderare la bellezza dei suoi versi clandestini, a subire il potere eccitante e al tempo stesso rasserenante della parola poetica.
Calibrando suspense e ricostruzione storica, dolore e dolcezza, il romanzo dipinge un universo di contrasti: le condizioni dei detenuti obbligati ad abolire il proprio nome, la costante violenza fisica e psicologica alla quale sono sottomessi, il raggio di luce dei poemi del poeta realmente esistito Yun Dong-ju le cui parole diventano merce di contrabbando, balsamo di speranza, sfida provocatoria e coraggiosa alla crudeltà degli esseri umani.

La mia recensione
Una storia triste, che però racchiude un minimo di speranza per il futuro, ci racconta in maniera romanzata la prigionia dei coreani durante la seconda guerra mondiale. Si mescolano insieme tre grandi personaggi, che con il loro carisma catturano la nostra attenzione fin dalle prime pagine.

Il primo che scopriamo è l’investigatore del titolo, un ragazzo giapponese che si ritrova a fare da guardia carceraria. Nelle fredde mura del carcere scoprirà come la crudeltà degli uomini è senza fine. Il suo animo gentile purtroppo sarà più volte messo alla prova dalle terribili vicende a cui dovrà assistere, senza riuscire a trovare il coraggio per ribellarsi.

Il poeta citato anche nel titolo è Yun Dong-ju, realmente esisto, i cui componenti sono sparsi tra le pagine del libro. La sua delicatezza e l’originalità delle sue parole ci colpisce fin da subito. E’ incredibile come in poche righe sia in grado di suscitare dei forti sentimenti. La sua abilità con le parole è la sua dote più forte, cosa che emergerà in più punti del romanzo.

La guardia carceraria è l’ultimo dei personaggi che ritroviamo all’interno della trama. Anche se è presente fin dalle prime pagine, scopriamo qualcosa su di lui solo verso la fine del romanzo. E’ un personaggio ambivalente, che ci mostra un lato del suo carattere per un istante per poi seppellirlo sotto una facciata di crudeltà e spietatezza.

Queste tre persone ci faranno affrontare un dramma sconvolgente, che iniziamo a intuire dopo la seconda parte del libro. E’ bene mettere in chiaro che non ci sarà un lieto fine, visto che già in apertura della storia siamo messi di fronte a una dura realtà. Quando comprendiamo veramente cosa sta per succedere è come ricevere un colpo allo stomaco, quasi facendoci desiderare di poter tornare indietro nel tempo e cambiare il corso della storia.

Consigliato a: per chi ha lo stomaco forte per affrontare le crudeltà del nostro passato.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Narrativa
Titolo: La guardia, il poeta e l’investigatore
Autore: Jung-Myung Lee
Lunghezza: 400 pagine
Edizione: Cartaceo
Ebook
Editore: Sellerio

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THIRDS: Nel bene e nel male – [Charlie Cochet]

THIRDS: Nel bene e nel male

Trama: Nel giro di qualche giorno, Dex è stato rapito, torturato, ucciso, è tornato in vita, è divenuto per metà teriano, gli è stato offerto di diventare una spia e ha accettato la proposta di matrimonio del suo ragazzo teriano giaguaro, Sloane Brodie. È molto da accettare e, sebbene stia ancora cercando di capire tutto quello che è successo, sa che deve andare avanti.
Dopo gli eventi di Gioco di specchi, Dex e Sloane si ritrovano in una delle situazioni più spaventose in assoluto: rivelare la verità alla loro famiglia della Destructive Delta. Una volta calmate le acque, nulla sarà più lo stesso, e starà a Dex dimostrare che, nonostante i cambiamenti, la famiglia è l’unica cosa che rimarrà sempre uguale.

La mia recensione
Questo racconto brevissimo, che ci fa solo sperare di leggere qualcosa in più, cerca di gettare un po’ di chiarezza sulla situazione in cui si sono cacciati Dex e Sloane. La loro scelta di affidarsi ai TIN si rivelerà corretta?

Ho trovato che Dex, nonostante ne abbia passate di tutti i colori negli ultimi tempi, sia sempre lo stesso. Determinato a portare giustizia nel mondo, con una fiducia incrollabile nei suoi compagni e in grado di trovare l’aspetto positivo anche delle giornate più buie. Forse non sono molto fiduciosa sul possibile futuro che avrà nei TIN, ma è una scelta che è ben motivata e in linea con il personaggio.

Sloane invece si dimostra come al solito un gran pasticcione. Se da un lato stavolta dimostra il suo appoggio a Dex, senza tentennamento, dall’altro sembra quasi dimenticarsi del suo più grande amico. Le relazioni personali sono ancora il suo punto dolente, perché non capisce mai il momento giusto in cui esporsi e dire esattamente quello che gli sta a cuore.

La Destructive Delta è arrivata a un momento di svolta. Gli indizi erano già presenti nei libri precedenti, ma non eravamo del tutto pronti ad affrontare il cambiamento. Stavolta invece lo scenario del loro possibile futuro si sta delineando quasi del tutto. E’ quasi impossibile immaginare che possano essere divisi, anche se la scelta di Dex e Sloane potrebbe potare a questa conseguenza, perché le loro abilità insieme sono ciò che li rendono inarrestabili.

Il racconto è decisamente troppo breve, con una serie di informazioni e nuovi scenari che non facciamo neanche in tempo ad analizzare. Se l’intento era mantenere alta l’attenzione per la prossima storia dei THIRDS, si può dire che l’autrice ha centrato in pieno l’obiettivo.

Consigliato a: chi vuole sapere qualcosa in più sul futuro della Destructive Delta.

Voto:
Stelle 4

Genere:
Fantasy
Romantico
Titolo: Nel bene e nel male
Autore: Charlie Cochet
Serie: THIRDS [8]
Lunghezza: 113 pagine
Edizione: Ebook
Editore: Triskell

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