Il mondo del ghiaccio e del fuoco – La Valle

Il mondo del ghiaccio e del fuocoPer quanto possa sembrare piccola, La Valle ha comunque una storia movimentata come tutti gli altri regni. I suoi terreni sono caratterizzati da aspre montagne e valli fertili, nonché uno sbocco sul mare che risulta essere sempre utile. I popoli che la abitano sono quindi variegati tra loro, abituati ad adattarsi a territori diversi e a sfruttare ogni occasione per espandersi.

Mappa della Valle di Arryn I vari lord della Valle però non sono mai stati pacifici gli uni con gli altri. Anche in questo caso abbiamo infatti che le lotte interne per la supremazia si sono susseguite nei secoli e solo i più scaltri sono riusciti a sopravvivere. Non mancano gli episodi eroici e le leggende, quella più suggestiva suggella anche la nascita della casata di Arryn, guidata da un condottiero abile in battaglia e in grado di sopravvivere a uno scontro tremendo.

La casata degli ArrynIl loro dominio si è protratto per secoli nonostante le insidie delle casate rivali. Gli Arryn hanno saputo essere all’altezza delle sfide lanciate sul loro territorio, ma al tempo stesso non sono rimasti immobili a godersi il potere. Hanno iniziato a costruire roccaforti e castelli perché la Valle, nonostante le difese naturali, ha bisogno di ben altre protezioni. Le Porte della Luna ne sono un esempio, con la loro mole imponente possono mettere in soggezione qualsiasi esercito che abbia intenzione di attaccare.

Nido dell'Aquila Allo stesso tempo però hanno anche dedicato la loro attenzione alla costruzione di un castello che li potesse distinguere agli occhi di tutti, in grado di lasciare a bocca aperta le altre casate. Ecco il motivo per cui Nido dell’Aquila è stato concepito così in alto, con una serie di torri in grado di sfidare il cielo. L’accenno che solo un drago potrebbe effettivamente metterlo in pericolo ci fa già immaginare un possibile scontro futuro.

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Le immagini sono tratte da The Iron Throne e La Barrira – Wiki

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Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Le Terre dei Fiumi

Il mondo del ghiaccio e del fuocoCome secondo regno da scoprire, veniamo trasportati nelle Terre dei Fiumi.

Mappa delle terre dei fiumi Anche in queste zone le guerre e gli scontri non sono mancati. Sembra che per la posizione e per le ottime terre fertili e semplici da coltivare. Peccato che però per la gente del posto sia estremamente difficile riuscire a trovare un periodo di pace abbastanza lungo. Infatti le guerre interne, caratterizzate per lo più da sete di potere e desiderio di espandere i propri domini. I vari lord non riescono così a comprendere che il vero pericolo non deriva dai propri vicini, ma dalle genti esterne.

Le invasioni nelle Terre dei Fiumi sono continue, al punto che si arriverà anche ad avere un re straniero che dominerà per oltre un secolo con il pugno di ferro. Neanche in questo caso però si riuscirà a trovare una certa unione duratura, ma ognuno penserà al suo tornaconto personale.

Delta delle acque Stupisce come le casate più famose nelle Cronache rimangano in realtà in disparte per la maggior parte del tempo. I Tully per esempio compaiono dopo secoli di guerre e scaramucce. Sono una casata poco importante, la cui unica fortuna è rappresentata da Delta delle Acque. L’ingegnosità di questo castello è dovuta all’ambiente che lo circonda: un fossato naturale, che può isolare del tutto dagli assedianti. Anche in questo caso immaginare un assedio è difficile, perché i costruttori hanno saputo sfruttare a fondo la natura.

La casata FreyPeggio dei Tully sono i Frey, che sono come dei fantasmi. Di loro viene citato il loro castello, le Torri Gemelle, che vanta una posizione invidiabile. Non partecipano a nessuna impresa degna di nota e non si mettono in mostra con condottieri invincibili. Sono praticamente dei fantasmi, che purtroppo diventeranno tristemente famosi all’interno delle Cronache. Possiamo quindi capire come la voglia di rivalsa sia cresciuta nei secoli, visto che sono rimasti sempre ai margini dei grandi avvenimenti, come degli spettatori.

In fondo tutti i lord delle Terre dei Fiumi non brillano certo per lungimiranza e per coraggio, pensando più che altro al loro tornaconto personale. Per quanto florida sia la terra, non possiamo quindi dire che abbia permesso a dei veri eroi di “fiorire” al suo interno.

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Le immagini sono tratte da GOT Wallpapers e Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco – Wiki e Romanticamente fantasy

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Il Nord e la Barriera

Il mondo del ghiaccio e del fuocoAnalizzando i Setti Regni che compongono il reame di re Robert, scopriamo fin da subito le curiosità del Nord.

Il Nord Tra tutti i regni descritti, è quello più fiero, che fino all’ultimo ha mantenuto un certo distacco verso le sorti degli altri, troppo impegnato a combattere eventuali invasioni di creature tremende. Lo stesso narratore ritiene gli uomini del Nord freddi e rozzi, ancorati ad antiche tradizioni e poco propensi a godersi la vita.

Il popolo è descritto come un insieme di tribù diverse, che si sono adattate alla dura vita e al clima rigido. Passiamo dai Clan della Montagna ai Crannogmen, ognuno descritto con dovizia di particolari e con alcuni accenni simpatici che nelle Cronache spesso sono dati per scontati. Per esempio nelle leggende che circolano si nota sempre un accenno ai Primi Uomini, a sottolineare il forte legame del Nord con i primi conquistatori di Westeros. Anche i cenni riguardo i figli della foresta non mancano, quasi a rimarcare una nota sovrannaturale in questa gente che riesce a sopravvivere in climi ostili.

Casata Stark Tutti questi popoli hanno però fatto atto di sottomissione verso la casata Stark, che è riuscita a imporsi sia con la forza sia con la diplomazia. Matrimoni combinati ed eserciti potenti sono stati la chiave per riuscire a creare un regno incontrastato. Infatti al Nord la legge del Re sembra farsi più debole e la parola degli Stark ha maggior valore. Lo si capisce anche dall’imponenza di grande Inverno, con una doppia cinta muraria a sua difesa. L’intero impianto viene elogiato dal narratore, che arriva a definirlo formidabile, ma sappiamo bene che senza un comandante forte e un esercito valoroso è stato relativamente semplice da espugnare.

La Barriera e oltreTra i membri più famosi nella storia degli Stark troviamo Brandon il Costruttore. E’ citato più volte in relazione a Grande Inverno, indicato anche come l’ideatore, e per quanto riguarda la Barriera. Ancora una volta viene messa in dubbio l’esistenza degli Estranei, ma lo stesso narratore si pone il quesito di cosa abbia potuto spaventare a tal punto i Primi Uomini per costruire un muro difensivo del genere.

Sono descritti anche i Guardini della Notte e le loro regole, facendo però notare come sia solo grazie all’aiuto del Nord e ai suoi doni costanti che questa istituzione sia ancora attiva. Lo stato di abbandono della Barriera è disarmante, soprattutto quando sono elencati i castelli e i forti abbandonati. Se ci dovesse essere un’invasione, sarebbe molto difficile riuscire a mantenere salda l’ultima linea difensiva prima dell’assoluta distruzione dei Sette Regni a opera di creature inimmaginabili.

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Le immagini sono tratte da Finzioni Magazine e Barbadillo e The King’s Keep

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – La caduta dei Draghi e il glorioso regno

Il mondo del ghiaccio e del fuocoI re Targaryen hanno dimostrato di essere sia in grado di governare il regno, sia di avere dei lati un po’ folli che portano solo discordie e sciagure. Purtroppo per i Sette Regni, l’ultimo re si dimostra decisamente poco propenso alla pace e alla serenità di tutti.

Aerys II Aerys II infatti inizialmente si può considerare quasi come un re fantoccio. Infatti il suo primo cavaliere è colui che riesce a gestire il regno in maniera eccellente, anche se con una certa rigidità. Tywin Lannister è un uomo capace, che dimostra fin da giovane come non gli interessi mettersi in mostra ma pretende di avere sempre più potere. Il fatto è che non gli si può rimproverare nulla di come abbia gestito l’intera situazione di un re che perde a poco a poco la sanità mentale.

Aerys II fa di tutto per ostacolare Tywin Lannister, anche a discapito delle sorti del regno. Il suo astio deriva dalla grande gelosia nelle capacità del suo primo cavaliere, nonché da una grande insicurezza. Tende a immaginare un regno glorioso, in cui lui è il re indiscusso e osannato dalla gente, ma non riesce ad affrontare la realtà. Per questo si circonda di leccapiedi, che non fanno altro che adularlo, continuando ad alimentare le sue fantasie malate.

Battaglia del Tridente Tywin Lannister non farà nulla per fermare questa follia, preferendo ignorare tutti i segnali dell’esasperazione degli altri lord. Oppure ha solo aspettato il momento giusto, lasciando che fossero altri a estrarre la spada per primi. Il motivo della discordia è noto, visto che è diventato uno dei fatti centrali delle Cronache: Lyanna Stark, rapita da Rhaegar Targaryen, sarà utilizzata come simbolo di una rivolta che ormai stava per scoppiare.

Robert BaratheonNelle battaglie che seguono si distinguono in molti da ambo le parti, ma Robert Baratheon è quello che mi ha colpito di più. Siamo abituati a conoscerlo come un uomo grasso, a cui piace bere, e ci riesce difficile immaginarlo a menare fendenti in mezzo a un esercito. La sua passione per la mischia, che ritroviamo nelle Cronache, in realtà dimostra che in passato è stato un ottimo combattente. Il suo stile non era di certo raffinato, ma rozzo e potente, in grado di piegare anche un ottimo spadaccino come Rhaegar.

L’inizio del regno di Robert viene descritto come un evento gioioso, in cui è possibile uscire finalmente da un’epoca oscura. Anche il clima sembra diventare favorevole a questo cambiamento, inaugurando una stagione estiva molta lunga. Ma come ben sappiamo, l’inverno sta arrivando.

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Le immagini sono tratte da Lost in a flash forward – Blog e Zusacre e Ghiacco e fuoco – Wiki

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – Il regno dei Draghi e i re Targaryen

Il mondo del ghiaccio e del fuocoDopo aver analizzato le cronache dell’atà antica, iniziavmo ad affrontaree una parte della storia che scolpisce in profondità i Sette Regni.

Scopriamo così la casata dei Targaryen, che esordisce senza tanto trambusto. Infatti inizialmente non erano famosi o importanti a Valyria, troppo deboli per riuscire ad imporsi sulle altre famiglie. Ma, dopo il Disastro, il loro potere aumente a dismisura. Sono gli unici sopravvissuti tra i dominatori dei dreghi, potendo così sfruttare la loro potenza di fuoco senza avere oppositori.

Il mondo del ghiaccio e del fuoco

Le loro gesta sono raccontate tramite documenti storici, arrivati ai maestri dell’epoca attuale solo in minima parte. Il perchè i frammenti di questi libri siano così rovinati verrà svelato nel capitolo dedicato a Re Baelor I il Benedetto. Di lui abbiamo sentito parlare solo bene nelle Cronache, ma in realtà veniamo a sapere di alcuni dettagli non proprio edificanti sul suo conto. Ha rinchiuso le sue stesse sorelle per evitare che fossero corrette dal mondo e ha decretato il rogo di molti libri. Di certo non è proprio una persona pia e pure come la ricordano alcuni personaggi.

Stemma TargaryenLa conquista dei Targaryen è impetuosa e segue diverse ondate. Sono guerriere orgogliosi, che non si piegano di fronte alle asperità. La loro spina nel fianco è rappresentata da Dorne, l’unico regno che non si sottomette ma tenta in tutti i modi di difendere la loro indipendenza. Non sono spaventati dai draghi, che sono l’arma migliore di Targaryen, o dalla prosettiva di rimanere isolati. Per questo ogni volta che sono sotto attacco non si può fare a meno di fare il tifo per loro.

Balerion il dragoI draghi stessi sono protagonisti delle cronache, dimostrando la loro potenza e a volte il loro attaccamento ai cavalieri che li cavalcano. Sono delle bestie incredibili, che suscitano grande ammirazione. Un po’ dispiace leggere della triste fine a cui sono condannati, visto che la causa è una lotta interna alla famiglia Targaryen. Gli uomini non mostrano un minimo di rimorso nel rischiare la vita di questi animali, che non sono solo il simbolo della loro casata, ma anche il fulcro del loro potere. Infatti dopo la scomparsa dell’ultimo drago, in molti rimpiageranno di non avere al proprio fianco un animale del genere, anche solo per sottomettere più facilemtne i proprio avversari.

Stemma Targaryen Molti sovrano si distinguono per l’occhio di riguado verso il popolo o per le leggi promulgate al fine di regnare più pacificamente. Scopriamo così un lato dei Targaryen che è rimasto un po’ in secondo piano nelle Cronache. Non solo solo pazzi assassini, che intrattegono relazioni incestuose tra fratelli e sorelle. Sono stati abili regnanti, in grado di unificare una terra divisa e di promuovere le arti e le cultura. E’ vero che nella loro dinastia ci siano alcuni esponenti non proprio brillanti, le cui gesta sono crudeli o stupide, ma nel complesso il loro regno sembra essere solido. Tutte le minaccie maggiori sono interne alla casata, che rimane litigiosa e assetata di potere. Le donne stesse della stirpe non si fanno problemi a tramare nell’ombra, ma purtroppo nessuna riuscirà a salire sul trono.

Stupisce come la casata Baratheon sia sempre presente, con posizioni di rilievo, a fianco di diversi re. Gli Stark appaiono più defilati, come come i Lannister. Il fatto che sia stato proprio Robert a innescare una rivolta quindi assume un significato aggiuntivo, visto che per secoli i membri della sua casata hanno servito fedelmente i Targaryen.

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Gli stemmi Targaryen sono tratti da Wikipedia e Fernando Estel (Own work).
Le immagini dei draghi sono tratte da Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco – Wiki

Il mondo del ghiaccio e del fuoco – La storia antica

Il mondo del ghiaccio e del fuoco Ci troviamo di fronte a un libro molto particolare, una gemma che ci porta alla scoperta del regno di Martin. L’espediente narrativo utilizzato è quello di un gran maestro, il narratore della storia, che desidera trasmettere tutto il suo sapere ai posteri. IL tutto è accompagnato da disegni molto suggestivi, sia a colori che lievemente abbozzati. Ogni pagina racchiude una nuova scoperta, sia per le parole contenute, sia per le immagini che ci fanno sognare.

Il libro si apre sull’antefatto della storia che conosciamo, mostrandoci alcuni dettagli che nella serie sono solo accennati. Partiamo le leggende più antiche, il cosiddetto tempo dell’alba, in cui si affronta un passato lontanissimo. In questo caso i commenti del nostro narratore ci strappano un sorriso, perché mettono in dubbio che alcuni avvenimenti siano effettivamente avvenuti. Dubita anche che alcune uomini possano avere delle capacità particolari, come i mutaforma, cosa che invece noi sappiamo essere reale tramite la casata Stark. Sembra infatti che Bran e i suoi fratelli siano come un anello di congiunzione con questo passato.

Il contrasto con l’avvento dei primi uomini è netto. In questo caso il nostro narratore cerca di mantenere una certa razionalità nel descrivere il passato. Quando è incerto su cosa sia accaduto, per mancanza di fonti qualificate, tende a scartare tutte quanto riguarda la magia. Forse la sua epoca, caratterizzata dall’assenza d’incantesimi e di tutti gli aspetti più arcani, lo sta influenzando a tal punto da fargli escludere la soluzione più semplice.

Non manca qualche accenno agli Estranei, indicandoli però come leggende. La primavera e l’estate regnano da parecchi anni a Westeros e leggere di un’epoca intera immersa nell’inverno non può che far sorridere il nostro narratore. Pensare che possa succedere ancora non è un’idea che lo sfiora minimamente. Ancora una volta cogliamo come i filosofi e i pensatori dell’epoca non siano all’altezza di quanto sta accadendo. Non riescono a capire gli indizi nel mondo che li circonda, che dovrebbe metterli in guardia contro gli stessi pericoli che hanno quasi spazzato via le generazioni precedenti.

Spostandoci per qualche istante nel continente Essos, la narrazione ci porta a scoprire l’antica Valyria, le cui spade sono così rinomate nella serie. Il suo impero è il primo ad aver utilizzato i draghi in guerra, sottomettendo le città vicine senza un briciolo di timore. Dalle sue ceneri vedremo sorgere le tre città degli schiavisti, Meereen, Yunkai e Astapor, ognuna con caratteristiche diverse.

La piccola digressione su Essos serve al nostro narratore per riportarci a Westeros, carichi di spirito di conquista mentre gli Andali sono pronti a sconfiggere i primi uomini. Sono barbari, senza un briciolo di pietà nei confronti degli sconfitti. La storia comincia a diventare più precisa, anche se alcuni dettagli ancora sfuggono e non sono chiari. La violenza regna comunque sovrana in questo periodo, che ha condannato così alcune scoperte che risultano perse per sempre.

Assistiamo alla nascita della casata di Dorne, generata dal grande coraggio della principessa Nymeria e del suo popolo in fuga da Valyria. Il legame che hanno questi uomini con la natura è molto forte. Non dispongono di molti mezzi per riuscire a contrastarla, ma si limitano ad arginarne i danni e a cercare di prevedere i fenomeni più devastanti. Anche un viaggio in mare più nascondere nelle insidie pericolose, perché questi esploratori non hanno a disposizione i mezzi necessari per compiere una vera traversata. Tra i disastri naturali più devastanti c’è sicuramente quello che pone fine alla civiltà di Valyria. Le interpretazioni che sono fornite per questa eruzione devastante sono tra le più fantasiose, ma tutte concordano sul fatto che i sortilegi e gli incantesimi usati da popolo colpito centrino qualcosa con la sorte tremenda che li ha travolti. Molte delle informazioni di queste pagine sono scoperte da Tyrion durante il suo viaggio a Essos, ma stavolta abbiamo il piacere di leggere alcuni dettagli aggiuntivi.

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La danza dei draghi – [George R.R. Martin]

La danza dei draghi

Trama: Non c’è fine alla guerra dei cinque re: alimentato dall’infinita sete di potere di troppi condottieri e pretendenti, un insensato bagno di sangue continua a sconvolgere il cuore dei Sette Regni. Nel remoto nord, alla Barriera ormai travolta dalla furia dell’inverno, il giovane Jon Snow è costretto a compiere una scelta tanto temeraria quanto estrema. Una scelta che susciterà le ire dei suoi stessi confratelli e che potrebbe costargli molto più del rango di lord comandante dei Guardiani della notte. Ad Approdo del Re, nonostante il suo potere sia ormai disgregato, l’arrogante regina Cersei Lannister riconquista la libertà dalle segrete di una fanatica setta religiosa al prezzo di una pena infamante e ripugnante. Nel mare stretto, Victarion Greyjoy, brutale e sanguinario ammiraglio della Flotta di Ferro, sta facendo rotta verso la Baia degli Schiavisti per conquistare la mano di Daenerys Targaryen, Madre dei Draghi: un disegno infido e pericoloso che lo spingerà persino a stipulare una blasfema alleanza. Ma Victarion non è il solo a desiderare di occupare il trono di spade al fianco di Daenerys. Nella città di Meereen, tuttora sotto assedio, mentre il valoroso Barristan Selmy deve ordire un complotto contro l’ambiguo re Hizdahr, un principe dorniano ossessionato dalla furia dei draghi si lancia in un’impresa destinata a rivelarsi suicida. E tra le linee dell’assedio yunkai, Tyrion Lannister, l’immarcescibile Folletto, studia una strategia per creare una nuova, inaspettata forza d’invasione con la quale riconquistare i Sette Regni. Tutto questo però potrebbe rivelarsi disperatamente inutile. Perché ora, veramente… l’Inverno sta arrivando.

La mia recensione
Colpi di scena a non finire nell’ultimo libro pubblicato in italiano delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Gli schieramenti tra loro contrapposti si stanno ormai consolidando, senza lasciare scampo al minimo errore.

Le vicende di Daenerys si fanno sempre più complicate, visto che si ritrova costretta a prendere delle scelte spiacevoli. La ragazza ormai deve abituarsi a dover governare un popolo e a arrivare a dei compromessi non sempre piacevoli, però a volte appare un po’ troppo tenera. Deve ritrovare la forza di agire e deve farlo in fretta, altrimenti si ritroverà circondata dai nemici in pochissimo tempo.

Vicini a lei stanno arrivando anche dei possibili aiuti, ognuno alle sue condizioni. Tyrion si trova appena fuori dalle mura, ma la sua condizione di schiavo non rende i suoi movimenti facili. Come al solito ci sia aspetta che il folletto abbia almeno un piano per riuscire a tirarsi fuori dai guai, ma è ancora troppo presto per capire bene cosa succederà. Victarion è pronto con le sue navi al largo e, tra una razzia e l’altra, sta iniziando a capire le diversità di questo continente dalle sue Isole di Ferro. Forse riuscirà a dimostrare di essere un valoroso guerrieri al pari del fratello, ma sinceramente non nutro grande simpatia per lui o per gli altri personaggi devoti al Dio Abissale. Troppo duri e scontrosi, con un obiettivo solo in mente: vendicarsi dei torti subiti in passato e riuscire a conquistare più terre. Non mi sembrano abbastanza organizzati o motivati per rappresentare un vero pericolo.

Se invece si volge lo sguardo al Nord, bisogna mantenere i nervi saldi perché la situazione sembra davvero disperata. Jon Snow si ritrova a compiere delle mosse che sembrano disperate, ma ai nostri occhi appaiono molto sensate. Peccato che il ragazzo non condivida mai anche con gli altri il perché delle sue scelte, ma si limiti a dare gli ordini da vero lord comandante. Gli amici e le persone fidate sono sempre meno, per cui la sua situazione è davvero a rischio.

Tra tradimenti e rivelazioni, il libro scorre fin troppo in fretta e, quando si arriva alla fine, si vorrebbe altre mille pagine da leggere. Alcuni personaggi non sono presenti, per cui la loro sorte è ignota. Ora non resta che attendere la pubblicazione del prossimo libro, per scoprire quale sarà la sorte di tutti quanti.

Consigliato a: a chi apprezza i cuori glaciali e le passioni infuocate.

Voto:
Stelle 5

Genere:
Fantasy
Titolo: La danza dei draghi
Autore: George R.R. Martin
Serie: Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco [12]
Lunghezza: 504 pagine
Edizioni: Copertina rigida
Copertina flessibile
Editore: Mondadori

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I fuochi di Valyria – [George R.R. Martin]

I fuochi di Valyria

Trama: Nella sanguinaria epopea della guerra dei Cinque re, Stannis Baratheon è impegnato in un’estenuante marcia nel gelo contro il traditore lord Bolton, mentre un inquietante vuoto di potere circonda il Trono di Spade a causa della prigionia di Cersei Lannister, ancora presa negli artigli di un risorto fanatismo religioso. Mai prima d’ora il continente occidentale è stato tanto duramente devastato e mortalmente indebolito, così da diventare facile terra di conquista da parte di nemici vicini e lontani. Nelle Isole di Ferro, il sinistro Euron Occhio di Corvo si prepara a lanciare una nuova invasione dal mare, mentre a Dorne, la marca più meridionale del reame, un principe solo all’apparenza in declino ordisce una cospirazione volta a un nuovo, imprevedibile ritorno dell’antica dinastia. Oltre il Mare Stretto, Daenerys Targaryen, orgogliosa e coraggiosa regina dei draghi, si piega a un subdolo matrimonio di convenienza nel nome di una pace incerta, senza con questo rinunciare al suo sogno di tornare sul trono che fu di Aegon il Conquistatore. Finito suo malgrado nelle mani lorde di sangue degli schiavisti di Yunkai, città nemica giurata di Daenerys, l’indistruttibile nano Tyrion Lannister è costretto a giocare il tutto per tutto per sopravvivere a un assedio disastroso. Nel frattempo, all’ombra della titanica Barriera di ghiaccio nell’estremo Nord del reame, il giovane Jon Snow, coraggioso lord comandante dei Guardiani della notte, concepisce una temeraria strategia…

La mia recensione
Ci stiamo avvicinando all’ultimo libro al momento pubblicato di questa serie e ogni singolo capitolo aggiunge un tassello alla complicata storia che abbiamo davanti.

Nei primi libri si poteva suddividere in due parti la trama: ciò che accadeva nei sette regni rispetto a ciò che accedeva nelle terre dell’est. Ora invece si inizia a intravedere come sia possibile influenzare, anche inavvertitamente, le sorti di personaggi molto lontani tra di loro.

Se ne sta accorgendo Tyrion, la cui situazione si sta facendo sempre più difficile. Deve lasciarsi alle spalle un mondo dorato, in cui aveva alcuni privilegi che non aveva mai compreso a fondo. Ora deve basare la sua sopravvivenza alla sua intelligenza e alla sua bravura con le parole. Deve riuscire a dosare ciò che dice, ciò che deve solo lasciare intendere e capire all’istante le mire del proprio interlocutore.

Chi si complica la vita senza motivo è Daenerys. La ragazza ha scelto la strada più complicata per dimostrare di essere un’ottima regina e purtroppo rischia di rimanere intrappolata in un gioco di potere molto pericoloso. Daenerys vorrebbe fare il meglio per il suo popolo, riscattandolo dalla schiavitù in cui si rivede quando era piccola, ma così facendo causa loro molte sofferenze. Deve ancora trovare i giusti alleati e, secondo me, deve anche capire quando è il momento di intervenire con la forza.

Due personaggi, le cui sorti sono ancora incerte, tornano come protagonisti in questo romanzo. Si tratta del piccolo Bran e di Theon Greyjoy. Il primo sta iniziando un cammino che si può definire mistico, alla scoperta di poteri che sembrano dimenticati. Nella sua posizione al di là della Barriera sembra non essere del tutto a conoscenza della sorte della sua famiglia e del suo regno, ma si sta concentrando più sulla sua situazione d’invalido e su come recuperare una certa indipendenza. Theon invece è passato dal giovane spavaldo e arrogante a un essere pieno di paure. Davanti ai suoi occhi si stanno forgiando nuove alleanze basate su un inganno, ma lui non interviene per svelare ciò che sa. Sinceramente non so cosa aspettarmi da questo personaggio, perché se riprendesse un po’ di coraggio, potrebbe stravolgere la situazione al Nord.

Che siate a favore degli Stark, dei Lannister o dei Targaryen, è giunto il momento di tirare le fila e prepararsi allo scontro frontale.

Consigliato a: chi vuole pianificare sempre la propria strategia di attacco.

Voto:

Stelle 4

Titolo: I fuochi di Valyria
Autore: George R.R. Martin
Serie: Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco [11]
Editore: Mondadori
ISBN: 8804614870, 9788804614876
Lunghezza: 474 pagine

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I guerrieri del ghiaccio – [George R.R. Martin]

I guerrieri del ghiaccio

Trama: La tanto enfatizzata “vittoria” del leone di Lannister, che si è compiuta nell’Ombra della Profezia, lascia dietro di sé un’interminabile scia di sangue. All’improvviso l’intera struttura di potere della dinastia dell’oro di Castel granito sembra crollare dalle fondamenta. Sepolto l’infame lord Tywin, assassinato dal proprio figlio nano, finita in catene la regina Cersei nelle segrete del rinato Credo dei Sette Dèi, seduto il piccolo Re Tommen su un trono di lame pronte a ucciderlo, il destino dell’intero continente occidentale è di nuovo in bilico. Sulla remota Barriera di ghiaccio, estrema difesa nord del reame contro nemici terribili e soprannaturali che calano dal gelo degli eoni, il temerario Jon Snow è costretto a consolidare a fil di spada il suo rango di lord comandante dei Guardiani della notte. Al di là del mare Stretto, mentre l’intrepida giovane regina Daenerys Targaryen continua a difendere il proprio dominio contro orde di nemici antichi e nuovi, dalle ombre del passato riemerge il furore fiammeggiante della sua stessa nobile casa. In fuga verso le città libere, risucchiato suo malgrado in un complotto che ha dell’inconcepibile, Tyrion Lannister, l’astuto Folletto regicida e parricida che tutti sembrano volere morto, potrebbe in realtà essere la chiave di volta della restaurazione della mai realmente estinta dinastia del Drago. Lanciato in una pericolosissima ricerca lungo un fiume tanto leggendario quanto letale, Tyrion è costretto ad affrontare avversari inaspettati…

La mia recensione
Nuovo capitolo de “Le Cronache del ghiaccio e del fuoco”, in cui nuovi intrighi prendono corpo. Stavolta i personaggi che seguiamo sono divisi tra la Barriera a Nord e le città libere a Est.

Torna innanzitutto uno dei miei personaggi preferiti, Tyrion Lannister, che inizia a scoprire di non essere l’unico in grado di ordire complotti complicati. Il folletto sta attraversando un periodo molto difficile, dopo la morte del nipote e l’uccisione del padre. Si è ormai reso conto che non sa di chi può fidarsi, ma non può fare a meno di affidare la sua vita a gente che non conosce.

Daenerys invece si trova alle prese con il governo di una città. Fino ad adesso avevamo conosciuto la ragazzina smarrita, poi innamorata e infine conquistatrice. Ora la ragazza dovrà affrontare la sfida di avere dei sudditi che possono avere idee contrarie alle sue, che possono ribellarsi e minacciare la sua vita. Il suo rapporto con i draghi sta diventando difficile, soprattutto a causa della mancanza di informazioni. Non sapendo bene come comportarsi con loro, rischia di commettere degli errori in buona fede.

Nel freddo della Barriera i due fratelli Bran e Jon combattono due battaglie diverse, ma che hanno lo stesso obiettivo: riuscire a sopravvivere. Il più piccolo sta continuando il suo viaggio alla ricerca del corvo dai tre occhi, iniziando a utilizzare sempre più le sue abilità da metamorfo. Nei capitoli dedicati a Bran, emerge tutta la tristezza e la sua rabbia per quanto ha perso: la sua famiglia ma soprattutto la sua indipendenza nei movimenti. Jon invece deve affrontare una battaglia molto più complicata. La sua nuova posizione di comandante lo pone in difficoltà, perché tutte le amicizie che ha stretto in precedenza ora le deve guardare sotto una nuova luce. Non può permettersi di fare favoritismi, altrimenti la sua autorità ne uscirà minata.

Il ritmo rimane alto in tutti i capitoli, creando una serie di trame secondarie che ben sappiamo come possano influenzare l’intera storia. Ormai Martin ci ha abituato a scoprire come un personaggio in apparenza secondario possa trasformarsi ben presto in un protagonista assoluto. E in questo romanzo, secondo me, ci sono un paio di spunti per cui ciò possa accadere.

Consigliato a: chi vuole conquistare un impero.

Voto:

Stelle 4

Titolo: I guerrieri del ghiaccio
Autore: George R.R. Martin
Serie: Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco [10]
Editore: Mondadori
ISBN: 8804581581, 9788804581581
Lunghezza: 486 pagine

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L’ombra della profezia – [George R.R. Martin]

L'ombra della profezia

Trama: In spettrali campi di battaglia e tetre fortezze in rovina, fra città tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari, la spaventosa guerra dei cinque re volge ormai al termine. Eppure, in questa apparentemente consolidata “pace del re”, nuove, inattese forze sono pronte a sferrare attacchi cruenti. Guidati dal famigerato re Occhio-di-corvo, gli uomini di ferro, eredi di un culto guerriero dimenticato da secoli, si sono lanciati all’invasione del sudovest del reame, costringendo la regina Cersei e il Trono di spade ad affrontare una nuova, inattesa prova di forza. E dalle brume di una memoria lasciata troppo a lungo sepolta, un’antica, sinistra profezia potrebbe minacciare la stessa regina. Non sembra esistere una fine al banchetto dei corvi. E, forse, l’ora del destino sta per scoccare perfino per le prede più inattaccabili.

La mia recensione
Un nuovo episodio nelle cronache del Ghiaccio e del Fuoco, in cui gli intrighi per la prima volta iniziano a perdere terreno. Alcuni tradimenti saranno finalmente smascherati alla luce del sole, mentre si rimane in attesa di scoprire cosa stia succedendo nelle terre più lontane.

Ritroviamo anche le nostre due sorelle, una più incasinata dell’altra. Entrambe sono accomunate dal fatto che mentono sulla loro identità, cercando di adattarsi al mondo spietato che le circonda. Sansa a Nido dell’Aquila deve affrontare la stretta rete di bugie che Petyr Baelish sta costruendo intorno al lei. Il dubbio rimane sempre quello: che vantaggio pensa di trarre da tutto ciò quest’uomo spietato? Sembra essere in grado di prevedere le mosse dei suoi nemici, riuscendo a cadere in piedi quando tutti gli altri intorno a lui sono travolti dagli eventi. La piccola Arya invece sta iniziando ad adattarsi alla sua nuova vita nella città di Braavos. E’ bello sapere che non ha rinunciato del tutto al suo passato, anche se il legame che ha con la sua terra si fa ogni giorno sempre più fragile.

Per un attimo Arya incrocia anche un altro personaggio, che sta assumendo un ruolo sempre più centrale: il grassottello Sam. Il ragazzo non brilla certo per coraggio, come abbiamo avuto modo di notare nei suoi scontri alla Barriera, ma non manca di iniziativa. Anche questa volta darà prova della sua intelligenza, una dota che molti sembrano sottovalutare quando trattano con lui. Forse in questo libro si inizia a far luce suoi piani che ha Jon Snow a suo riguardo, con quel viaggio, si spera solo in apparenza folle, che gli è stato affidato.

Chi invece era in attesa dei soliti colpi di scena alla Martin, non rimarrà deluso. Infatti, ci sono ben due avvenimenti che avranno un grande impatto sul futuro della storia. Nel primo caso la tensione era già altissima nei libri precedenti e i toni foschi con cui si accompagnava la narrazione del personaggio incriminato non facevano presagire nulla di buono. Nel secondo colpo di scena invece Martin non fa nulla per prepararci. Non c’erano avvisaglie di alcun tipo e rimarremo di stucco insieme al personaggio coinvolto.

Di sicuro la tensione è alta anche in questo libro e non resta che scoprire come si evolverà la situazione anche nelle terre dell’Est.

Consigliato a: chi crede che nessun intrigo può rimanere nascosto a lungo.

Voto:

Stelle

Titolo: L’ombra della profezia
Autore: George R.R. Martin
Serie: Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco [9]
Editore: Mondadori
ISBN: 8804583231, 9788804583233
Lunghezza: 476 pagine

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